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Da qualche mese, in relazione al tragico alluvione che ha colpito duramente la Liguria, si è tornato a parlare molto anche dell'Aquila. Sono passati ormai quasi tre anni dal terribile terremoto che all'alba del 6 aprile ha devastato il capoluogo abruzzese: di tempo ne è passato, di parole ne sono state spese tante, ma in citt&agrav

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e;, in realtà, poco è cambiato.

Noi siamo andati a vedere di persona e abbiamo scoperto due facce della città. Da una parte, c’è L’Aquila terremotata, distrutta, abbandonata, meta ambita di turisti della catastrofe. La si incontra già in periferia, salendo verso il centro storico dall’unica via d’accesso ormai possibile – la SP113 – scortati su entrambi i lati da transenne, palazzine divelte e muri crollati.

Un’immagine da cui non si discosta neppure il centro storico – ormai l’ombra del delizioso via vai di turisti e famiglie per monumenti e negozi – anche se è proprio qui che incontriamo l’altra faccia dell’Aquila, quella intraprendente, volenterosa, coraggiosa. Quella che non ha mai smesso di credere nella rinascita.

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Una speranza che si legge sui volti di personaggi come Marzia Buzzanca, ex patronne del Vinalia al fianco di William Zonfa (oggi chef di Magione Papale, altra bella realtà aquilana), che ha cercato di rilanciare il turismo gourmet in città a colpi di pizza.

«Io sono stata tra le prime a riaprire in questo centro storico devastato: ho dovuto lottare contro la tristezza, le strade bloccate dalle macerie, il freddo e la mancanza di gas, – fa Marzia, che ancora oggi si trova a lavorare con le bombole – ora lotto contro le false promesse, l’incompetenza di chi ci amministra e il turismo che non riesce a ripartire».

Ma Marzia non è certo una che si perde d’animo – di traumi nella sua vita ne ha già superati, come quando da bambina è emigrata in Italia per scappare dal colpo di stato in Libia – e il suo nuovo locale, Percorsi di Gusto, negli ultimi anni è stato davvero sulla bocca di tutti.

Merito della sua pizza di scuola Padoan, ovvero lunga lievitazione, farine selezionate e i condimenti migliori per completare l’opera, della sua cucina con materia prima eccellente, della sua cantina (che omaggia il Vinalia), ma soprattutto del suo spirito d’iniziativa.

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Encomiabile, infatti, la sua iniziativa delle cene “A 4 mani“, con le quali è riuscita a portare all’Aquila i più grandi chef della ristorazione nazionale. Un progetto partito nel luglio 2011 e che ha coinvolto personaggi del calibro di Davide Oldani, Salvatore Tassa, Niko Romito, Felice Sgarra, Gino Sorbillo ma anche Gabriele Bonci, Franco Pepe, Roberto Liberati e Maurizio Santin, in cene a tema a quattro mani, appunto, quelle di Marzia e dell’ospite di turno.

Il calendario riprenderà presto con nuovi ospiti speciali, tra cui lo chef William Zonfa, il suo vecchio compagno al Vinalia, e la famiglia Di Carlo del Caseificio Campo Felice. Si vocifera anche di un esclusivo evento domenicale con un grande chef nostrano, ma di cui per ora non possiamo anticipare di più…

Inutile sottolineare come Marzia d’impegno ce ne stia mettendo davvero tanto, nonostante le grandi difficoltà che perdurano in un centro storico ancora parzialmente inaccessibile, come pure tutti quei ristoratori, negozianti, barman che come lei hanno scelto di restare e tentare la via della ricostruzione: gente che merita di essere ascoltata e premiata. Proprio di loro parleremo nel numero di febbraio del mensile Gambero Rosso.

 


f.rendina

27/01/12