Dalla provincia siciliana a Roma, lo studio Salefino ha uno stile progettuale ben definito per i suoi locali: la coniugazione fra tradizione e contemporaneità.Ultimo progetto realizzato nella Capitale è quello di Metamorfosi, che riapre oggi con un aspetto completamente diverso.

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È il 2006 quando Nino Gelo, Mariella Asaro e Angelo Di Stefano fondano lo studio Salefino. La passione per il design, per la ricerca e per l’allestimento hanno unito i tre soci in tutti i progetti di diverso genere che, nel tempo, si sono ampliati anche nel ramo della ristorazione.

La sede è in Sicilia, terra d’origine dalla quale attingono “le suggestioni fondamentali che orientano il lavoro”, spiega il team di Salefino. Dalla loro isola arrivano le ispirazioni per molte delle loro creazioni: “nella sua densità storico-artistica, nella sua complessità cromatica”, commentano i soci, “elaboriamo le nostre idee, che fortunatamente abbiamo potuto applicare in molti progetti concreti”. Molti dei quali legati al mondo della ristorazione e dell’ospitalità. I motivi? “La passione per la buona cucina e l’appartenenza a una terra in cui accogliere l’ospite e deliziarlo con la sensualità dei cibi è quasi un destino”.

Il design dei ristoranti

Il design, insieme alla qualità della cucina, la ricerca delle materie prime e il servizio, è uno degli elementi che definiscono la qualità e lo stile di un locale. Proprio per questo motivo, da due anni IN/ARCH, Gambero Rosso, Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre, Artribune, Archilovers e Host – Fiera Milano e ADI promuovono il Premio Internazionale d’Architettura e Design Bar, Ristoranti e Hotel d’Autore. “Frequentare un ristorante o un locale pubblico è un rito sociale che funziona solo se il contesto è adeguatamente curato”, dice Salefino, che sottolinea come l’estetica, l’atmosfera creata dagli arredamenti e lo stile architettonico“concorrano a liberare il cliente da ogni remora di natura estetica e psicologica”. Un elemento, quello estetico, che influisce sull’esperienza complessiva del pasto in cui l’equilibrio fra volumi, linee e materiali ne determina l’atmosfera.

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Metamorfosi

Tanti i progetti di ristoranti, dentro e fuori la Sicilia. L’ultimo in ordine di tempo a Roma. Si tratta di Metamorfosi, ristorante dello chef Due Forchette Roy Caceres, che proprio oggi riapre le porte con un nuovo stile: “Estetica Naturale è l’idea attorno alla quale si è mosso il progetto di restyling di Metamorfosi” I materiali utilizzati, le cromie neutre scelte e “la trasformazione delle geometrie preesistenti in forme più semplici” sono gli elementi di un rinnovamento che punta a portare il locale in linea con la cucina dello chef.

Il locale ha subìto “una vera metamorfosi (è proprio il caso di dirlo!)che da oggi tutti potranno vedere” e che Salefino ci rivela in anticipo: “Abbiamo scelto, per i rivestimenti delle pareti, la terra cruda, un impasto di argilla e fibre di paglia che si intravedono sulle superfici”. L’argilla arriva da siti diversi e presenta colorazioni differenti, che vanno dall’avorio al ruggine alle varie tonalità di grigio. L’impiego di questo materiale è “una tecnica di costruzione ecologica tra le più antiche del mondo, che si addice al concetto di naturalità che abbiamo voluto esprimere”. A completare l’atmosfera un uso molto attento di luci e ombre, per il quale un ruolo determinante lo gioca “la trasparenza del vetro” in contrasto con le strutture in legno di quasi 5 metri “imponenti ma leggere” che suddividono gli spazi.

Marzapane

Ma prima di Metamorfosi, lo studio aveva già firmato a Roma il restyling del ristorante Marzapane, “un progetto interessante sotto diversi punti di vista, il primo su Roma e per questo molto importante”. Chiamati da Mario Sansone, siciliano anche lui, uno dei soci fondatori e anima del locale di via Velletri insieme alla chef Alba Esteve Ruiz. Nel progetto non sono mancati ostacoli e difficoltà. Quella maggiore? “Lasciare il mare e lavorare a Roma nel mese di agosto!” commentano divertiti i soci.

Il concetto alla base del design di Marzapane è “un mondo ideale fatto di cose buone, quasi di altri tempi”. Il progetto degli interni, dalla scelta delle cromìe a quella dei materiali, “volevaenfatizzare la genuinità di un luogo che recupera il gusto della migliore e più intima convivialità”. Gli intonaci, naturali e a base di calce, i microcementi con pigmenti naturali, i dettagli di lino “si intrecciano tra loro e avvolgono gli ambienti dando forma a un insieme dal gusto morbido, proprio come il marzapane”. L’idea era rendere Marzapane “un luogo magico tutto da assaporare” in cui le porte in legno e ferro traforato, le pareti in piastrelle grezze di cotto naturale, i toni scuri delle sedie “creano uno spazio senza tempo”.

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Lo scarso design della Capitale

Rimaniamo a Roma. Una città con una vasta offerta enogastronomica, con tantissimi bar e ristoranti dagli stili differenti ma che resta profondamente ancora al suo passato. “La caratteristica fondamentale di Roma sta nella sedimentazione degli stili e delle ispirazioni che la sua storia millenaria ha lasciato in eredità”. “A questo punto” secondo il team di Salefino“qualunque cosa si aggiunga non sarà che una sfumatura di minor conto, una digressione più o meno percettibile dall’esistente”. Roma è la città eterna anche sotto questo punto di vista, immobile nel suo patrimonio artistico, una città che “cambia in se stessa” ma questo“è solo un modo diverso per dire che non cambia mai”.

Ma se a Roma lo stile architettonico è frutto di una stratificazione di stili e correnti artistiche diverse ma praticamente inamovibile, qual è il gusto dei romani per il design nei locali? E in che modo si studia l’allestimento d’interni dei ristoranti? “Ogni progetto è un caso a sé che va contestualizzato e relazionato alla committenza e alla sua richiesta, al tipo di cucina proposto e soprattutto al luogo in cui si trova”. Tuttavia, si può definire la tendenza degli ultimi anni come un ritorno alla verità; che, nel campo del design, è “la stabile relazione tra etica ed estetica”il concept di un locale, la sua essenza, l’armonia di linee, volumi e spazi. “Il designer, l’architetto e ogni altro professionista che si occupi della materia e dello spazio secondo noi deve aiutare l’uomo che trascorre il suo tempo in un luogo a ritrovare se stesso”. Una visione che va oltre l’estetica ed entra nel campo dell’esperienza individuale. Il design, secondo la filosofia di Salefino, influenza la sfera emotiva di chi trascorre del tempo in un locale e, per questo, deve essere in equilibrio con il concetto alla base del ristorante.

Il Re di Girgenti

Ma, come dicevamo, è la terra d’origine la fonte d’ispirazione per tutti i lavori, e non solo quelli della ristorazione. Ed è proprio la Sicilia il luogo dove lo studio ha potuto al meglio esprimere la propria filosofia. Il progetto che più rispecchia i principi estetici è ll Re di Girgenti, “ristorante che si affaccia direttamente sulla Valle dei Templi di Agrigento, quasi a toccarla.” “Questo progetto” spiega il team “si è sviluppato attorno alla scelta d’intrecciare il fascino della tradizione siciliana con soluzioni ed elementi d’arredo contemporanei”. I pavimenti in piastrella di pastina colorata, l’alternarsi di legno, marmo e ferro “si mescolano perfettamente ricreando colori e ambienti accoglienti e confortevoli”. Lo spazio è distribuito su vari livelli, fra tre sale e un’ampia terrazza panoramica coperta da un pergolato e l’intero edificio vuole esprimere “un concetto rurale”, realizzato attraverso “un’equilibrata dialettica fra tradizione e innovazione”. A rievocare la tradizione siciliana, “la grande piattaia, i tavoli in legno e marmo, le sedie in massello”, elementi che, al contempo, sono in grado di creare uno spazio unico nel suo genere “senza tempo”.

Uno sguardo all’estero

Se il design siciliano e quello romano fondano entrambi le loro radici in una storia centenaria, all’estero invece “ci sono meno schemi e più libertà creativa”. “Noi italiani” commenta il designer “siamo più trattenuti, nelle nostre nostre sperimentazioni, dalla rigorosa lezione del passato, custodita nel nostro immenso patrimonio artistico”. Ma la storia non deve essere un limite; al contrario, i soci dello studio ritengono che dovremmo “aprire finestre sul mondo senza rinunciare alla nostra identità”.

 

Salefino | Agrigento | Via Giovanni XXIII 42/a | tel. 0922 402810 | salefino.com

 

a cura di Michela Becchi

foto di Andrea Di Lorenzo

 

Locali progettati da Salefino

 

Aquaselz Café | Agrigento | lungomare Falcone Borsellino | tel. 348 0351458 | www.facebook.com/Aquaselz-caf%C3%A9-112105698801342/timeline/ (anno lavori: 2006)

Cotti al Forno | Porto Empedocle (AG) | via Platone, 5 | tel. 0922 636610 | www.facebook.com/Cotti-Al-Forno-754784007881812/timeline/ (anno lavori: 2014)

Il Re di Girgenti | Agrigento | via Panoramica dei Templi, 51 | tel. 0922 401388 | www.ilredigirgenti.it/ (anno lavori:2012)

Marzapane | Roma | via Velletri, 39 | tel. 06 64781692 | www.marzapaneroma.com/ (anno lavori: 2014)

Masseria Agnello | Realmonte (AG) | C. da Fauma Caruana, 6 | tel. 0922 24291 | masseriaagnello.it/ (anno lavori: 2015)

Metamorfosi | Roma | via Giovanni Antonelli, 30/32 | tel. 06 8076839 | metamorfosiroma.it/ (anno lavori: 2015)

‘Nzolia | Agrigento | piazzetta San Calogero | tel. 0922 054447 | www.facebook.com/Nzolia-652245798210578/timeline/ (anno lavori: 2015)

Osteria dei Pastai | Agrigento | via Pirandello | tel. 0922 080351 | www.facebook.com/Osteria-dei-Pastai-871942656206888/timeline/ (anno lavori: 2015)

QOC | Agrigento | via Cesare Battisti, 8 | tel. 0922 27107 | www.facebook.com/pages/QOC-Outfit-Restaurant-Bar/112090345518352?fref=ts (anno lavori: 2007)

Sapore di Mare | Porto Empedocle (AG) | viale Marinella | tel. 0922 636383 | www.sadimare.it/ (anno lavori: 2012)

Tunez | Lampedusa | Cala Croce | tel. 3319745537 (anno lavori: 2013)