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Per alcune persone è un vero e proprio manuale di sopravvivenza, per altri può essere una fonte d’ispirazione interessante per conquistare e stupire i vicini o le vicine di piazzola.

 

Insomma, per chi ama il campeggio, per chi si cimenta in rocambolesche avventure culina

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rie con i pochi mezzi che si hanno a disposizione fuori dalla tenda e per tutti coloro che adorano essere incoronati signori indiscussi del fornelletto arriva, per l’appunto, Il Re del Fornelletto.

 

 

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55 ricette facili e gustose, pensate per aiutare il campeggiatore che preferisce il contatto con la natura e le annesse scomodità contro le comodità della vacanza in villaggio o in albergo ma che mai si sognerebbe di rinunciare ad un buon pasto.

 

Edito da Terre di Mezzo, il manuale di 120 pagine sarà in libreria dal 31 maggio. Le ricette sono il frutto della collaborazione tra due brillanti personaggi: Lorenzo Buonuomini è il giovane e promettente chef che dirige il ristorante Il Torchio di Frascati, una persona competente, è il caso di dirlo.

 

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Jacopo Manni è invece un campeggiatore appassionato ed esperto, project manager di Semintesta, l’associazione culturale che si occupa di spazi pubblici e di organizzare eventi sociali e culturali.

 

I due autori, grazie alle loro esperienze, hanno così generato il vademecum dedicato agli ambasciatori della buona tavola, pensando ricette veloci che si possono preparare nell’arco di mezz’ora al massimo, appoggiati fuori dalla tenda e che non prevedono l’impiego di strumenti particolari, anzi, tutto il contrario.

 

Il libro contiene, infatti, numerose “dritte” per farsi bastare quel poco che si ha con se ed è notorio che in campeggio si porti lo stretto indispensabile alla sopravvivenza.

 

E gli ingredienti? Se il campeggiatore si dovesse trovare al di fuori dei patrii confini, dove la reperibilità delle materie prime tipiche della cucina italiana è tutt’altro che scontata, niente paura, il Manuale indica facili soluzioni con ricette pensate proprio in base alle difficoltà che si possono incontrare al momento di fare la spesa.

 

D’altronde si sa, all’estero la cucina italiana è preceduta dalla sua notorietà e capita di frequente che i vicini, non appena si accorgono delle nostre italiche origini, si spertichino in richieste pregandoci di cucinare per loro, almeno una volta. E chi ha avuto almeno un’esperienza di campeggio all’estero lo sa bene, meglio accontentare subito le richieste, preparando, ad esempio, la classica carbonara.

 

Sfatare il mito che un piatto così prelibato esista veramente porta con sé numerosi vantaggi che non stiamo qui ad elencare, oltre ad assicurarci la stima e l’appoggio dei golosi vicini. Mangiare bene in campeggio fa quindi bene due volte!

 

Saverio De Luca

 

10/05/2012