Bar d'Italia: 15 anni di caffè. Il 2009: Colzani di Cassago Brianza

9 Set 2014, 14:00 | a cura di Annalisa Zordan
Ancora bar: per passione, per gusto, ma anche e soprattutto per tradizione. Quella che, nel nostro Paese, ha visto generazioni incontrarsi per un caffè, parlare, condividere un rito quotidiano. Ma che, nel tempo, ha cambiato di segno, testimoniando un'evoluzione continua nelle abitudini degli italiani. Trasformando il bar in un luogo capace di rispondere a esigenze diverse, da vivere durante tutta la giornata, dove mangiare, socializzare, ascoltare musica o bere vino. È stata una rivoluzione lenta che abbiamo raccontato anno dopo anno, nella Guida Bar d'Italia. Oggi vi raccontiamo quel che accadeva nel 2009.
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Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dell'Italia attraverso la visuale che ci offrono i bar che in essa risiedono, un punto di osservazione originale che fotografa abitudini ed esigenze di generazioni diverse, peculiarità e consuetudini caratteristici delle grandi città o dei piccoli centri della Penisola. Questi locali sono un prezioso capitale perché è proprio osservando quel che avviene al loro interno che si può capire cosa pensano gli italiani, come si divertono, di cosa discutono, come si evolvono i costumi. Frequentandoli ne risulta uno spaccato del paese da far invidia a molte ricerche statistiche. E i collaboratori di Gambero Rosso li hanno frequentati, vissuti, selezionati arrivando alla pubblicazione della Guida bar d'Italia 2009.

Si arriva così all'ottava edizione: ulteriore tappa di un percorso durante il quale ci sono stati infiniti cambiamenti, quasi una rivoluzione pacifica che ha visto il bar condividere la scena con altri luoghi d’incontro, per esempio il ristorante. Con risultati che uniscono divertimento, qualità, prezzi abbordabili e possibilità di scegliere in libertà. È questa la sua forza, la capacità di evolvere in tempo reale per accompagnare preferenze e necessità in modo non traumatico. A patto, naturalmente, di farne un luogo vero, di personalizzarlo con un suo stile ben preciso, al di là di effimere mode. Non bastano, infatti, una rete internet a disposizione e un quotidiano da sfogliare: un bar di qualità è un locale attento alle esigenze del cliente nella forma e nei contenuti. Ecco allora che si comincia dall’ambiente, studiato per trasmettere piacevolezza fin dal primo impatto, per arrivare a un’offerta ben calibrata che attraversa con intelligenza e sapore tutto l’arco della giornata. Si comincia con la colazione che vede accanto a caffè e cappuccini non solo brioche ma torte della casa e il ritorno dell’insuperato pane, burro e marmellata; è poi la volta del pranzo con piatti unici ben studiati o golosi panini gourmet per arrivare infine alla proposta dell’aperitivo sempre più attenta a dosare la proposta fra alcolici e analcolici con l’inserimento in carta di succhi di frutta vera e persino di bevande funzionali. Nel 2009 l'obiettivo è conciliare il buono e il sano.
Tra i momenti che raccolgono sempre maggiori preferenze da parte degli utenti è l'aperitivo, in continua crescita in tutto il territorio, tanto che la guida Bar d’Italia del Gambero Rosso affianca ai classici premi (tre chicchi e tre tazzine, innovazione e bar dell'anno), anche l'aperitivo dell’anno che nel 2009 va al bar Evoè, all'Aquila.

Il bar dell'anno è invece Colzani di Cassago Brianza. Luogo che unisce modernità e qualità dell’offerta, con grande attenzione alla scelta delle materie prime e alla loro trasformazione, realizzata interamente in ambito familiare a partire dal cacao e dal caffè torrefatto in casa. Il locale di Andrea e Marco Colzani è pasticceria, bar, cioccolateria, gelateria e molto altro ancora: un vero e proprio concept a tutto tondo (c'è anche un hotel) sul quale troneggia la C, marchio inconfondibile della casa. Ampia la produzione dolciaria ma durante il pranzo è possibile orientarsi verso taglieri di salumi o formaggi, verdure o insalate di riso, alcuni piatti del giorno e ancora pizza realizzata con pasta madre. Però alla domanda “che consigliereste di provare ai lettori di Gambero Rosso?” Ci hanno risposto “ovviamente la nostra meringata”. Ecco la ricetta.

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Per la meringa
1000 g di albume
2000 g di zucchero
100g di farina

Montare il tutto e con una tasca da pasticcere con bocchetta larga stendere per un centimetro d’altezza in anelli d’acciaio posizionati su teglia con carta da forno. Cuocere a 85°C per 2 ore.

Per il semifreddo alla panna
200 g di meringa italiana
200 g di crema pasticciera
1000g di panna di latte

Per il semifreddo allo zabaione
200 g di zabaione
200 di meringa italiana
1000 g di panna fresca

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Montare i due semifreddi separatamente. Montare la panna ben ferma e aggiungere gli altri ingredienti mescolando bene il composto.

Costruzione
Posizionare la meringa alla base, stendere con la spatola il semifreddo sulla panna per un altezza di 3 cm, posizionare un altro strato di meringa, quindi stendere il semifreddo allo zabaione e completare con un altro strato di meringa. Mettere in congelatore per almeno 6 ore.

Colzani | Cassago Brianza (LC) | via N. Sauro, 47 | tel. 039.955188 | www.c-colzani.com

a cura di Annalisa Zordan

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