25 scienziati da tutto il mondo hanno discusso di lotta all'emergenza fame a Venezia, nel convegno organizzato dalla Fondazione Veronesi sul futuro dell'alimentazione. Temi caldi? Vegetarianesimo, biotecnologie e genetica.
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Acqua e cibo, per 7 miliardi di persone oggi, che saranno 9 miliardi nel 2050. I sistemi naturali sono sotto una pressione destinata ad aumentare in futuro. La soluzione? Vegetarianismo, biotecnologie e genetica. È quanto emerge dalle relazioni di 25 scienziati provenienti da ogni parte del pianeta chiamati a convegno dalla Fondazione Umberto Veronesi alla Fondazione Cini a Venezia dal 18 al 20 settembre. Tema rovente del Congresso, gli OGM considerati in una prospettiva che tiene conto dell’emergenza acqua e cibo. Utilizzarli per migliorare i raccolti, per integrare diete insufficienti, per resistere alla siccità è sempre e solo pericoloso o speculativo? La tesi emersa con forza è che occorre valutare caso per caso e senza pregiudizi. Un esempio per tutti. Ingo Potrykus è finito sulla copertina di Time magazine nel 2000 per aver messo a punto una pianta di riso biofortificata. Il Golden Rice – ha raccontato Potrykus – è un OGM che aggiunge alla dieta di chi lo assume vitamina A. Messo in produzione potrebbe evitare ogni anno 9 milioni di decessi per carenze immunitarie e 500.000 casi di cecità infantile nei Paesi più sfortunati del mondo. Le controindicazioni? La sperimentazione ha dimostrato che non ci sono rischi a livello ambientale e sanitario. I coltivatori restano proprietari dei semi che raccolgono dalla maturazione della pianta. Per far crescere il Golden Rice non c’è bisogno di utilizzare pesticidi, né di altri particolari contributi. Il brevetto è pronto per essere trasferito agli agricoltori delle zone svantaggiate: con il solo impegno che non divenga un prodotto da esportazione per classi medie, ma sia consumato sul posto da chi ne ha davvero bisogno. Papa Francesco ha già benedetto l’iniziativa. Ma nonostante il brevetto sia disponibile a titolo gratuito e appartenga non a una multinazionale bensì a una onlus noprofit, diverse ONG con a capo Greenpeace, la più famosa delle organizzazioni ambientaliste, non ha gradito. Sul suo sito l’attacco è specifico. Persino Patrick Moore che nel 1970 è stato tra i fondatori di Greenpeace ricoprendo anche la carica di presidente si è indignato. Moore (Phd in scienze dell’ambiente alla University of British Columbia) ha cominciato, anche lui, a battersi per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle proprietà di questa pianta già testata positivamente negli Stati Uniti e Cina e in campo in Vietnam, Bangladesh e Filippine. Proprio lì, è avvenuta la distruzione da parte di militanti ambientalisti di alcune coltivazioni di Golden Rice. Alle obiezioni di Greenpeace che indica fascinosi programmi per combattere la malnutrizione come distribuzione diverdura e orti spontanei, Potrykuse Moore controbattono che 40 grammi di Golden Rice sono sufficienti per soddisfare la dose giornaliera di vitamina A. Ciò che è “naturale” è buono per definizione mentre la “manipolazione” umana è comunque sospetta? Il filosofo della scienza Giulio Giorello ha ricordato che contrapposizioni di questo genere sono trappole cognitive pericolosissime, capaci di imbrigliare il motore di ogni ricerca.

The future of science: The eradication of hunger | Venezia | Fondazione Giorgio Cini | dal 18 al 20 settembre 2014 |
https://fondazioneveronesi.it/progetti-e-conferenze/future-science/
http://www.thefutureofscience.org/?utm_source=sito_fuv&utm_medium=link&utm_campaign=tfos2014

a cura di Aldo Premoli

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