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Lasciamoci alle spalle Identità Golose e continuiamo a ragionare su quale sia la nuova strada da seguire per la cucina, su quali forme di ristorazione puntare e su come garantire la qualità al consumatore che desidera il meglio schivando salassi e brutte sorprese.

 

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.net/” target=”_blank”>RistorExpo 2013 ormai da ben 16 anni studia il panorama della ristorazione, le nuove tendenze e le novità nel mercato insieme a grandi chef e operatori del settore. Negli anni si è trasformato in uno spazio espositivo in cui confrontare idee e progetti per trovare soluzioni concrete per l’economia di questo settore. Del resto di cambiamenti ce ne sono stati nella cultura gastronomica se nel 2010 anche Identità Golose trattava “il Lusso della semplicità”, mentre quest’anno si è affrontato “il valore Rivoluzionario del Rispetto”, inteso per i prodotti ma anche per i clienti e i loro soldi, per i cuochi e il loro lavoro.

 

RistorExpo torna a Lariofiere dal 17 al 20 febbraio, ad Erba (Co), grazie a Confcommercio Como e Lecco che da anni rinnova e sostiene l’evento, per fornire spunti ai professionisti del settore. Arrivata alla sedicesima edizione RistorExpo è diventata un contenitore importante di eventi, di workshop, laboratori e seminari di approfondimento. Le nuove tendenze e le idee da promuovere nel mondo della ristorazione nascono da ricerche nel settore economico e gastronomico, che danno una visione fedele dell’attuale situazione, attenta anche all’andamento delle mode nella scelta di locali, alimenti e prodotti. Ogni anno un tema da affrontare, dunque, scelto dopo un’analisi dei cambiamenti che sta subendo la ristorazione mondiale.

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Quest’anno l’edizione ruoterà attorno alla “bistromania” e alle sue connotazioni europee
. E se l’esordio del termine bistrot si fa risalire al un aneddoto datato 1814, quando alcuni cosacchi russi nel ristorante A’ La Mère Catherine di Parigi, sollecitarono i camerieri a portare da bere urlando “bystro!” in cirillico “presto, veloce”; in quasi due secoli di vita la parola ha indicato tipi diversi di locale: trattoria dove trovare piatti tradizionali o caffè vagamente bohemienne, spesso frequentato da artisti. Comunque un luogo dal servizio semplice e mai impostato. Fino a qualche anno fa, quando si sono create realtà nuove e con loro è nato un termine nuovo: la bistronomia, che coniuga l’alta cucina al servizio informale e all’ambiente accogliente, piacevole, disinvolto, non di rado piccolo. Menu mini con pochi piatti e tanta sperimentazione, lavoro sulla materia prima, carta dei vini misurata e molto personale. Spese ridotte al minimo e organizzazione intelligente. Uguale alta cucina a prezzi abbordabili. È la tendenza dilagante di questi ultimi anni nella Parigi dei Rino e dei Septime, degli Le Chateaubriand e dei Roseval, per esempio. Può essere replicata anche in Italia?

 

A RistorExpo quest’anno ci saranno chef provenienti da più parti d’Europa a guidare il percorso sulla Bistromania” dicono gli organizzatori dell’evento “il tema sarà affrontato in più modalità e da più prospettive, grazie all’approccio esperto e alla comprovata competenza di importanti nomi della scena gastronomica europea. Davide Scabin, Cristiano Tomei e Christian Milone saranno la voce italiana, mentre a portare testimonianza di altre realtà europee saranno Betrand Grebau (Parigi, Francia), Ana Ros (Lubiana, Slovenia), José Avillez (Lisbona, Portogallo), Jason Blanckaert (Gent, Belgio). Inoltre abbiamo deciso con questo tema di dare un’alternativa alla ristorazione stellata: la realtà del bistrot non è da penalizzare rispetto all’alta cucina anche perché la ricerca di una materia prima di qualità ed elementi quali la creatività e l’esperienza vengono messi al primo posto. Cambia l’ambiente: più easy, più disinvolto e amichevole. Con questo argomento desideriamo dare una una soluzione alla situazione attuale della ristorazione o magari porre un punto di domanda su dove sia diretta la nuova cucina.

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Un’alternativa, la bistromania, che potrebbe risollevare la situazione economica italiana garantendo sempre l’alta qualità dei prodotti made in Italy, espressioni magnifiche del nostro territorio. Un tema, quello della crisi, che approda anche al Festival della musica italiana:”Caro Remo, fa’ che la crisi passi. Perché è vero, come diceva uno che non mi ricordo chi fosse, che i ristoranti sono pieni, ma sono pieni di gente che cerca un posto da cameriere…” dalla lettera di Luciana Littizzetto a San Remo.

 

a cura di Stefania Annese
15/02/2013

 

 

RistorExpo 2013 | Lario Fiere | Viale Resegone, 22036 Erba (Co) | Tel. ++39 031 6371 | [email protected]

Contatto per la stampa | Ezio Zigliani
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