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Borgo San Felice sorge a 400 m di altezza nel cuore del Chianti, a 15 km da Siena e appena si oltrepassa l'ingresso ci si ritrova in un'illustrazione delle fiabe fra glicini che si arrampicano e case di mattoni. Albergo con camere da sogno, ampie e curate, piscina immersa nel verde, centro benessere all'avanguardia (appena ristrutturato), ma anc

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he una cucina completamente rinnovata da pochi giorni a questa parte.

Il ristorante Poggio Rosso si trova al centro del borgo e si affaccia sulle colline ricoperte dai vigneti. Anche se l’orologio da queste parti sembra essersi fermato in un’epoca senza tempo, in cucina le cose sono cambiate drasticamente: dall’Alta Maremma è arrivato Francesco Bracali, chef di fama internazionale che ha portato con sé, oltre a un’ingombrante bagaglio di esperienze, anche un po’ di mare. Non è da solo a occuparsi della cucina di San Felice, anche perché gli impegni con il Bracali di Massa Marittima non lo consentirebbero, c’è anche Gianluca Gorini, giovane ma già con delle referenze importanti, ad esempio quella data dal lavoro di sous chef presso la Certosa di Maggiano con Paolo Lopriore. «Quando l’azienda mi ha contattato non nego di essere stato titubante. Avendo un mio ristorante le responsabilità non mancano…» Così chef Bracali comincia a raccontarci l’avventura appena iniziata. «Poi, venendo a vedere in che posto meraviglioso avrei lavorato e capendo che la sfida sarebbe stata confrontarsi con una cucina toscana diversa, non ho potuto fare altro che accettare con molto entusiasmo Oggi si sente parlare spesso di collaborazioni che sono solo di facciata, con il cuoco più famoso che mette la “firma” ma che in realtà non va mai sul campo a vivere di persona ciò che succede nella cucina. Io sto qui due giorni a settimana il tempo per lavorare davvero insieme a Gianluca Gorini non manca. È una bella esperienza lavorare con lui, una ragazzo giovane ma con tanto carattere e tecnica notevole».

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«E per me è una bella esperienza lavorare con un grande professionista», sorride Gianluca Gorini, forse un po’ imbarazzato dai complimenti del collega «stare accanto a Francesco in cucina mi sta facendo crescere molto e così la sfida di organizzare tutto ciò che a Borgo San Felice riguarda il cibo si fa sempre più interessante e coinvolgente». Ma come si colloca un cuoco Maremmano nel Chianti? Cosa porta dal mare e dalla campagna di una Toscana così diversa? «Sicuramente non si abbandonano mai le proprie radici, né qui né da nessun’altra parte», interviene Francesco, «in alcuni piatti ci sono delle “interferenze” come nella zuppa di ceci con quenelle di patate e olive e gamberi avvolti nel guanciale di “Cinta Senese”, un antipasto in cui è evidente l’elemento estraneo ai prodotti del territorio chiantigiano che, in ogni caso, vogliamo far rimanere protagonisti». Sono piatti, quindi, studiati per esaltare la materia prima, con sapori molto marcati che coinvolgono senza stancare. Come nel risotto con carciofi, animelle e carciofi fritti in cui ogni ingrediente riesce a dare il meglio, o come nel piccione alle erbe accompagnato da una tartare di piccione dalla speziatura piuttosto estrema.

Vicoli, chiesette e lo sguardo che si perde fra i vigneti di Sangiovese. Un borgo in Toscana, meglio ancora, in provincia di Siena, offre i panorami e le ambientazioni che ormai da mezzo secolo richiamano viaggiatori di tutto il mondo alla ricerca di quello che chiamano relax. Ma c’è borgo e borgo. Come quello in cui la promozione del territorio si sposa con l’ospitalità di altissimo livello.

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Ristorante Poggio Rosso

Hotel Borgo San Felice

Castelnuovo Berardenga (Siena)

Loc. San Felice

Tel 05773964

[email protected]

Caterina Pamphili

26/04/2012