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“Pochi grammi di cibo che non sono semplicemente una giustapposizione di ingredienti, ma l’impasto perfetto di culture, tradizioni, ricette di famiglia, gusti personali, conoscenze gastronomiche che raccontano di noi. Mangiare una polpetta significa cibarsi del mondo del quale ci circondiamo”.

Et voil&agra

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ve;, in quattro e quattr’otto ecco servita la Boulettologie Moderne, una corrente di pensiero nata in Francia nel 2008 dall’incontro dei due Maîtres Boulettologues, Frédéric Bocquet (attore e regista) e Stéphane Dubreil (cuoco e storico della cucina), che si pone come obiettivo quello di dare un punto di vista artistico sulla società contemporanea partendo dalla metafora della “polpetta” come spunto di riflessione.

 

Letteratura, scienza, filosofia, arte, design, pensiero, sociologia, formazione e, ovviamente, gastronomia, si trovano così omogeneamente impastati in questo movimento che utilizza il cibo come interfaccia fra la vita e l’arte, sulla scia tracciata prima dal carneplastico, polpetta simbolo del Manifesto della Cucina Futurista, e poi negli anni ’60 dall’Eat Art di Daniel Spoerri. Un’avanguardia divertita e divertente, venata di un umorismo surreale e ricca di portmanteau, riferimenti, citazioni ed espressioni, al cui eclettismo fanno eco ricette (di polpette, ça va sans dire) innovative e raffinate, sicuramente più edibili del carneplastico e che vale quantomeno  la pena leggere soprattutto per le loro brevi ma gustosissime “note théorique”.

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Serena Guidobaldi

24/10/2012

 

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Per saperne di più www.boulettologie.com