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Siamo entrati per una sera nel dietro le quinte familiare di Marco e Federica, alias Girovago e Rondella, famiglia di artisti di strada di alto rango, poeti e moderni burattinai, voci liriche del nomadismo culturale. E ovviamente celebrati in Francia (specialmente) e ovunque in Europa, tranne in Italia...

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Ma, lamentele a parte, non sapevamo che Girovago fosse un appassionao di cucina. Invece, lo troviamo a preparare una cena per 14 persone (tra figli, nipoti, amici venuti a trovare lui e Rondella nella loro casa-laboratorio di campagna a Tre Croci, Viterbo)… Meticoloso, preciso, pulito, con piglio zen e un sorriso sulla bocca, Marco prepara dei gustosi involtini di verdura, mozzarella e gambuccio. Ma prima… prima c’è la prova in giardino di uno spettacolo delizioso di suoi amici francesi. E intanto parliamo di cucina, di cosa gli piace cucinare… Avete scambi di ricette, di gusti, quando siete in giro per il mondo con camper e carrozzoni, chiadiamo. “Certo… a proposito, sai il piatto più buono che abbia mai provato? Pane, burro e alici. Ma in una maniera un po’ particolare…” Alza lo sguardo e stringe gli occhi, contento di raccontare una storia… “Pulisci le alici per bene, le ari e togli le interiora e la lisca. Poi le fai stare sotto sale grosso per 23 minuti esatti. Esatti! mi raccomando. Non uno di più, non uno di meno – sorride sotto i baffi – Poi togli il sale, sciacqui le alici e le metti in freezer, le fai stare una notte. Il giorno dopo, fai bruscare una fetta di pane casereccio, lo spalmi con un po’ di burro e mentre è ancora caldo ci metti sopra un’alice appena tirata fuori dal freddo. Una delizia. Non ho mai mangiato un pane, burro e alici così gustoso. E sai chi me l’ha insegnato? Un chitarrista sardo conosciuto a Barcellona, dove lavora con colleghi artisti di strada…”

Da provare! Sicuramente. Un modo per dare una scossa al palato col freddo dell’alice e il caldo del pane e insieme un trattamento termico per evitare malattie legate al pesce crudo.

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Poi andiamo a vedere la nuova creatura, il teatrobus. Un piccolo teatro mobile da 35 posti realizzato in un vecchio autobus Menarini che faceva le corse urbane a Spoleto. Ora è pronto per girare il mondo… Sì, perché il prossimo progetto del duo e della loro famiglia è un tour che porti il loro spettacolo Manoviva da Tre Croci a San Pietroburgo, passando da Grecia, Romania, Ungheria… Una grande traversata d’Europa che durerà 4-5 mesi, con soste e spettacoli lungo tutto il percorso. E chissà cosa ci porteranno, a proposito di sapori e nuovi piatti, da questo immenso tour?

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Intanto, li ringraziamo per la ricetta e per contiunuare a fare ciò che quasi più nessuno di noi ha il coraggio di fare: girovagare, praticare il nomadismo culturale e geografico, regalarci una poesia purtroppo perduta, darci ancora la possibilità di sognare la libertà…Anche nel pane, burro e alici.

Stefano Polacchi

20 agosto 2012