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Ventotto giorni da gustare per 250 specialità da assaggiare. Il “meglio della cultura gastronomica” italiana si mette in mostra a Milano, nel primo temporary store della Coop. In Corso Garibaldi, un vero e proprio “salotto per le degustazioni” (gratuite), un luogo d’incontro dove da tutta Italia arriveranno p

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roduttori di autentiche rarità e prelibatezze e addetti ai lavori per dialogare sui temi del buon gusto (tra gli ospiti anche il Gambero Rosso, il 13 dicembre, con degustazioni guidate da Marco Sabellico) .

 

Tanti gli appuntamenti in programma fino al 31 dicembre, protagonisti saranno i prodotti della linea Fior Fiore Coop. Si va dal parmigiano reggiano dop che nasce sull’Appennino Reggiano (stagionatura minima garantita di 30 mesi, ambiente incontaminato, mucche che vivono a oltre 600 metri di altitudine) al cioccolato fondente di Modica la cui origine si perde nel Settecento siciliano, dal Pecorino di Farindola del Presidio Slow Food salvato dall’estinzione al progetto di vera filiera del Pecorino di Fossa di Sogliano dop. Tutti in bella vista, per un allestimento degno delle migliori boutique a firma Costa Group e Inres; 120 metri quadri, di rovere e acciaio per esaltare la genuinità e l’eccellenza. Sulle pareti immagini fotografiche dei produttori e di uno spaccio storico di uno dei primi negozi coop più di 150 anni fa. A vista i prodotti gastronomici, l’angolo dei formaggi e dei salumi e poi tavoli e punti d’appoggio per vivere una vera e propria full immersion nei colori e sapori. Soluzioni orizzontali e verticali pensati per coprire l’intera volumetria del negozio così da avvolgere e coinvolgere il foodies nell’esperienza.  

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“E’ un esperimento innovativo – spiega Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia –e un modo per valorizzare una linea di prodotti che risulta assolutamente in controtendenza rispetto alla difficile situazione attuale: Fior Fiore Coop registra un +24% rispetto a analogo periodo 2010. Cibi e territori definiscono la nostra identità e noi abbiamo il compito di fungere da trait d’union fra chi produce e chi consuma nel nome di un principio di fondo che ci sta caro: la democrazia del gusto, ovvero la possibilità che si realizza proprio attraverso un marchio popolare come è il nostro di far diventare accessibile, sia in termini di maggiore reperibilità che di contenimento di prezzo, autentiche prelibatezze di casa nostra”.  

 

L’esperimento del temporary store di via Garibaldi a Milano è d’altronde in linea con altre incursioni di Coop sul fronte dell’innovazione sia di formato che di modalità di presentazione dei propri prodotti: ricordiamo il temporary restaurant all’ultima edizione di Cibus Tour e la nascita a Parma di Tutto Coop Solo Food, il primo punto vendita interamente dedicato ai prodotti a marchio Coop. 

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Michela Di Carlo

05/12/2011