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E’ il design a tavola che intriga o il food creativo che solletica? Ce lo siamo chiesto durante la Design Week milanese, che ha chiuso i battenti domenica scorsa. Tra cafè alla moda, eventi e soluzioni hi-tech siamo giunti alla conclusione che è ancora una volta il binomio cibo-design a vincere. A cominciare dall’
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f=”http://www.designacademy.nl/” target=”_blank”>Academy Eindhoven, istituzione universitaria olandese guidata da illustri designer (Bakker, Edelkoort) e da anni fucina di talenti (Baas, Forma Fantasma) che oltre a mostrare i lavori – ben 50- dei propri allievi, ha lasciato ampio spazio ai food designer di Keukencofessies.

 

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Nomadi per vocazione, i creativi si spostano di location in location pronti a raccontare le proprie avventure alimentari. L’intera visual identity del cafè “girovagante” (approdato per l’occasione allo Studio Zeta di Milano) è stata affidata alla mente creativa di Franke Elshout: tra icone, pittogrammi ispirati al cibo e agli utensili da cucina, spiccano ciotole, bicchieri, panini, dai toni vivaci ma forme minimali. Nulla viene lasciato al caso. Dai biglietti da visita, tutti diversi, alle tovagliette, fino ai vassoi porta vivande (vere e proprie cassettine della frutta) è tutto un trionfo di colori. I menu, rigorosamente bio, nascono dalla fantasia di Maarten Lockfeer, capace di combinare influenze culinarie olandesi e italiane nel contesto di una piattaforma creativa: torte fresche, biscotti e pane zuppa fatta in casa, succhi di frutta freschi tutti serviti con un occhio alla forma oltre che al contenuto.

 

Altra tappa imperdibile, il Wallpaper Revolution Cafè all’interno dello showroom Jannelli e Volpi (una istituzione nel settore della carta da parati). Allestimento a cura del designer Matteo Ragni (più di 100 pannelli di cartone ondulato, sospesi a binari di alluminio, su ognuno dei quali è stato applicato un wallpaper della nuova collezione) e menu curato da Paolo Franchi de Il Castello ricevimenti.  Risultato? Un lay-out razionale, modulabile, che riempie gli spazi e piatti dai sapori antichi, dai profumi ormai dimenticati, prodotti vicini, genuini, serviti su ceramiche d’antan e provenzali e tovagliette di J & V.

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Uno spuntino preparato dallo chef Marco Fossati all’interno dello spazio cafè della Design Library (la prima biblioteca italiana del design dove è possibile consultare libri, riviste e pubblicazioni internazionali su design, arredamento, comunicazione, food e car design) in zona Tortona (per uno spuntino) e poi via ad ammirare le installazioni luminose di ITRE e Murano due. Il concept “Design for light: a vital function” che vuole esprimere il significato e il valore dell’ecosostenibilità attraverso il prodotto (materiali come il vetro e il legno uniti a sorgenti luminose quali il LED) rappresentano un percorso ideale per sperimentare la materia, la forma e la funzione. Ovvero quando il bello (sintesi tra illuminare e decorare) si fonde con l’ambiente. In questo caso, quello minimalista e vagamente newyorkese del Design Library cafè.

 

Curioso anche il progetto su due ruote promosso da Inner Design:visite guidate della città, rigorosamente a emissioni zero su selle Rossignoli, con esperti di settore alla scoperta delle mostre più belle e dei luoghi più suggestivi di Milano (lunch box vegetariano offerto da Gustò).

 

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Dario Riva, designer del team Youmade, è stato uno delle guide coinvolte nel progetto. Tra gli hot-spot del tour in bicicletta non poteva mancare la Cascina Cuccagna, settecentesca oasi urbana alle spalle di Porta Romana. Una corte cittadina in continuo divenire, restaurata grazie all’intervento di un gruppo di associazioni milanesi e trasformata in una realtà polifunzionale di aggregazione territoriale. Per l’occasione del Fuorisalone ha riunito green, living, mobility e food nell’evento GoodDesign: 4 macro aree per oltre 50 tra aziende e designer che hanno  saputo con intelligenza promuovere opportunità di crescita e sviluppo sostenibili. Dalla responsabilità sociale di impresa all’innovazione, dall’industria all’auto-produzione;  dalla  mobilità basata su sistemi a basso  impatto ambientale ed economico alla tutela e valorizzazione della natura contro il degrado delle aree  urbane; dalla trasparenza della filiera del cibo, stagionale e a km zero, alla valorizzazione della convivialità  e alla coesione sociale e territoriale. All’interno della Cascina, anche una delle botteghe Coldiretti-Campagna Amica e il ristorante “Un posto Italiano”; un agro-risto-bar a filiera corta per la regia dello chef Nicola Cavallaro. Ce n’è per tutti i gusti: dalle prime colazioni, con torte di mele, pane, burro e marmellata, e spuma di yogurt con salsa ai frutti rossi, alle focaccine e sformati di verdure del pranzo, seduti a tavola, in poltrona, al bancone o nel bel giardino. E poi fresche insalate, orzo agli ortaggi, zuppe e lasagnette alle erbette di campo e Parmigiano Reggiano. Per la cena, mortadella e salame rosa con sottaceti della casa; tortelli di coniglio e salsa alla cacciatora; pollo arrosto con patate al rosmarino e tiramisù.

 

Testi, foto e video di Michela Di Carlo

23/04/2012

 

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