Napoli avrà a breve duemila metri quadrati dedicati alle eccellenze della Campania. È un progetto impegnativo che è costato soldi e fatica ma che, si spera, ridarà il lustro che spetta a una terra martoriata che ha tutte le carte in regola per rilanciare. E vincere.
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Abbiamo chiesto al manager Pasquale Buonocore (sin dagli esordi e fino a pochi mesi fa al fianco di Oscar Farinetti nel progetto Eataly) e al proprietario Paolo Scudieri di raccontarci Eccellenze Campane, il nuovo progetto dedicato al meglio che il territorio ha da offrire e che aprirà a Napoli il prossimo 16 gennaio al 49 di via Benedetto Brin nell’omonimo complesso. Qui sarà ospitato il nuovo centro dedicato alla promozione della cultura partenopea attraverso piatti e prodotti tipici. Tanti ristoranti, produzioni interne, come la birra artigianale, e prodotti esposti ricordano il concetto su cui si basò la fortunata idea Eataly di Oscar Farinetti, ma la differenza sta proprio nell’offerta. Ecco il racconto dei due protagonisti. In attesa di approfondire e analizzareulteriori dettagli sulle politiche legate agli accordi commerciali con i produttori, alle regole legate all’esposizione delle merci, ai futuri sviluppi del marchio.

Eccellenze Campane è o non è l’Eataly Napoletano? Quali le principali differenze e le similitudini con la proposta di Farinetti?
Pasquale Buonocore: I due progetti hanno molti punti in comune. Propongono il meglio delle produzioni agroalimentari artigianali, coniugando i concetti di sostenibilità, accessibilità, economicità e creando un rapporto di contatto diretto tra il produttore e il distributore finale, saltando i vari anelli intermedi della catena. Entrambi riuniscono aziende che operano nei diversi comparti del settore enogastronomico ma Eccellenze Campane punta ai prodotti e alle tradizioni campane, alla loro valorizzazione. È un progetto che guarda oltre tutti gli stereotipi e riscopre il valore delle produzioni locali. Parliamo di sapori e valori che hanno fatto la storia della tavola. Vogliamo diventare attrattori di qualità, tipicità, cultura e tradizione, coniugati con i concetti di sostenibilità, accessibilità, economicità.

Manca il banco del pesce, perché? E quale è la politica riguardo le verdure?
P. B.: Il pescato sarà grande protagonista dei piatti dei nostri ristoranti. La cucina di mare è fondamentale nella tradizione campana, non possiamo dimenticarlo. Prodotti freschi, appena pescati saranno garantiti a tutti gli amanti della buona tavola. Così come di primissima qualità saranno le verdure scelte dai ristoratori. Frutta e verdura dei monti Picentini saranno in vendita il sabato e la domenica.

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Il progetto è costato fatica e soldi, come gira il piano di rientro?
Paolo Scudieri:È stato un progetto impegnativo. Abbiamo lavorato molto e investito risorse non solo economiche per realizzare una struttura capace di riflettere l’idea dell’eccellenza. Abbiamo investito oltre 6 milioni di euro e impegnato oltre 2000 mq. Un progetto imprenditoriale ambizioso che però avrà, ne siamo certi, presto un ritorno. Ciò in cui speriamo è che si torni a parlare presto della terra del buono oltre che della Terra dei Fuochi.

Il format sarà replicato in altre regioni d’Italia? E se sì, i prodotti saranno sempre campani o tipici del luogo in cui sorgerà (esempio Eccellenze Laziali, Eccellenze Lombarde…)?
P. S.: La sfida che lanceremo con l’apertura del 16 gennaio è impegnativa. La voglia di realizzare nuovi centri di eccellenza è tanta, ma per il momento è bene restare con i piedi per terra. Eccellenze Campane nasce come format pronto per essere replicato. Abbiamo l’obiettivo di creare altri luoghi dedicati alle eccellenze territoriali, dando sempre priorità alle produzioni campane. In questo modo intendiamo anche trasmettere un messaggio chiaro: l’agroalimentare campano va riscoperto, valorizzato, va ripulito dal fango gettatogli addosso dalla Terra dei Fuochi. Ed esportato. Guardiamo infatti con grande interesse ai paesi esteri. Ma oggi siamo concentrati su Napoli.

Riguardo i prodotti esposti, quali sono gli accordi e di cosa si parla quando si parla dei “tre richiami”?
P. S.: Il 30% del business è dedicato all’esposizione di prodotti di origine controllata per oltre 65 marchi, tutti rigorosamente campani. La politica dei “tre richiami” rappresenta a nostro avviso una garanzia di qualità e serietà nella scelta delle imprese che ci accompagneranno in questa avventura. Le aziende sono vincolate a un contratto che prevede la fuoriuscita dalla struttura in caso di tre richiami conseguenti al non essersi attenute alle regole previste dal contratto sottoscritto.

In generale, qual è il core business di questa nuova avventura e quale la motivazione che vi ha spinto ad intraprenderla?
P. S.: La volontà di creare un marchio dell’eccellenza agroalimentare totalmente campano è stata il motore di tutto. Un’idea che sia io che Pasquale Buonocore, l’ideatore del progetto, abbiamo sposato con entusiasmo e dedizione. Eccellenze Campane è un passo importante per ridare fiducia a un settore fortemente bistrattato, ma di fondamentale importanza per la nostra economia.

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Eccellenze Campane | Napoli | via Benedetto Brin, 49 | tel. 081.5636303 | https://www.facebook.com/pages/Eccellenze-Campane

a cura di Saverio De Luca