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Quanto è totalizzante il lavoro nella vita di un uomo? Verrebbe da dire abbastanza. Se poi il tuo impiego coincide con il mangiare e il bere – ovvero due delle necessità primarie del genere umano – la situazione può assumere contorni preoccupanti. Le vie di fuga sono le diete, i rehab, gli hobbies a latere. Ci vuole qualcosa che esternalizzi, qualcosa che offra la possibilità di essere altro rispetto alla quotidianità.

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Questo altro per noi è il cinema, la finzione, la vita degli altri in due dimensioni
. Le chiamano passioni. Che per definizione devono essere brevi e intense. Per questo amiamo la Mostra del Cinema di Venezia. Non sei mai con i piedi piantati per terra – infatti sei sull’acqua – e passi più tempo al buio nelle sale di proiezione che a goderti il sole sulla spiaggia del Lido. Ha molto di non-sense.

 
Le necessità impellenti non spariscono qui, però. Non mangi ma ti nutri, incameri carburante che serve per fare le “vasche” dall’ex Palazzo del Casinò all’ hotel Excelsior, meta di pellegrinaggio per tutti gli avvistavip.
 
Qui risuonano soprattutto tre sillabe: PA-NI-NO. E non si può dire che i bar dell’area ristoro non ci provino ogni anno a inventarsene di nuovi. La sensazione tuttavia è sempre la stessa: sai che, tornando a casa, avrai bisogno di minerali ed oligoelementi. C’è anche un menù fisso a 28 euro, ma se  ti autofinanzi la trasferta, volentieri li risparmi. Li spendi più volentieri in birra – piuttosto dimenticabile – e spritz. Dopo 6 film intorno alle 19 hai bisogno di alcol. Devi avere quel leggero stordimento che non ti fa pesare l’idea di tornare al buio per altre quattro ore.
 
Poi ci sono le tecniche di sopravvivenza. Piuttosto banali in realtà. Tipo quella di farsi accreditare presso una lounge di un super sponsor – qui a Venezia c’è quasi il monopolio di Lancia Auto – e fare capolino un attimo prima della disidratazione irreversibile. Qui ti coccolano, non c’è che dire. Si va ben oltre il gusto ace, trovi anche il succo alla mela verde e tutto è declinato in –ini e in –ine: pizzettine, tramezzini, bruschettine, caffettini. Vorrai mica spalancare volgarmente la bocca? E se in quell’esatto momento ti passa davanti Michael Fassbender? Non crederai mica che si invaghisca dei tuoi incisivi?
 
Nella bag brandizzata non manca mai la banana, sua signora fonte di potassio, che porti via acerba e te la mangi matura a metà pomeriggio. Si fuma molto a Venezia. Un po’ perché aiuta a stemperare la fame, un po’ perché il grande schermo non sarà più quello di una volta, ma una ragazza che si accende una sigaretta sulle scalinate del Palazzo del Cinema fa sempre un un po’ cahiers du cinema.

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Poi ci sono quelli che contano. Quelli che hanno l’invito alla mega cena inaugurale. L’allestimento è approntato dall’ hotel Excelsior. Un tripudio di bianco, di cielo e di mare. Fa un po’ ennesimo matrimonio di Brooke e Ridge in Beautiful, ma un pelo più chic.
 
Antonino Sanna è il capo chef dell’affascinante albergo liberty. Ieri deve aver finito molto tardi e non crediamo sia andato a scaricare la tensione alla festa superblindata con Bob Sinclair alla consolle. Lo abbiamo incontrato un paio d’ore prima della cena e molto gli abbiamo invidiato il suo serafico aplomb.


testo e video di Francesca Ciancio

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31/08/2012