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Prosegue il trend di crescita dell'export di formaggi italiani. Il settore, che non arresta la sua corsa dal 1995, supera per la prima volta nel 2012 quota 302mila tonnellate. L'aumento del 7,3%, secondo i dati a consuntivo elaborati da Assolatte (l'associazione italiana l

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attiero casearia, che rappresenta oltre il 90% del comparto in termini di fatturato), segue quello in valore che sfiora i 2 miliardi di euro, con una crescita del 4%.
Francia, Germania, Stati Uniti e Regno Unito restano i mercati più importanti: nel 2012 hanno assorbito complessivamente 160mila tonnellate (il 53% del volume delle esportazioni), con una crescita del 4,9%.

 

 

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Il principale mercato di sbocco dei formaggi italiani è la Francia, che nel 2012 ha assorbito 63.600 tonnellate (il 21% del totale). Ma la crescita più importante la fa segnare la Germania, dove le vendite registrano un +9,18% in quantità, arrivando a sfiorare le 40mila tonnellate. Guardando ai Paesi emergenti, i dati restano positivi. A partire dai cosiddetti Paesi Mist (sigla che raggruppa Messico, Indonesia, Corea del Sud e Turchia): mercati che, come sottolinea Assolatte, hanno recentemente lanciato la sfida agli ormai decennali Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica). Nel 2012, nei Paesi Mist, l’export di formaggi italiani è cresciuto del 27,8%, superando le 3.700 tonnellate.

Ma quali sono i formaggi più venduti? Grana Padano e Parmigiano Reggiano guidano la classifica in valore (vedi grafico); seguiti da mozzarella, ricotta e altri formaggi freschi, e dai formaggi grattugiati. Quarto posto per il Fiore Sardo e il Pecorino Romano; quinto posto per il Gorgonzola.

 

Nel 2012, fa sapere Assolatte, le esportazioni rappresentano in volume il 25,7% della produzione nazionale di formaggi, che supera il milione di tonnellate, costituite per il 45% da produzioni Dop. Quanto al fatturato, il valore dei soli formaggi italiani è di circa 10 miliardi di euro e sale a 15 miliardi se si considera l’intero settore lattiero caseario (ovvero le produzioni di latte alimentare di tutti i tipi).

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Nel frattempo, arriva anche il dietrofront della Turchia al blocco dell’ingresso dei formaggi italiani. Dal primo febbraio, infatti, il governo di Ankara consentiva l’accesso al mercato solo per i formaggi ottenuti da latte pastorizzato per questioni sanitarie. Mentre Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Provolone Valpadana e Pecorino Romano vengono prodotti, da sempre, con latte crudo. Il rinvio della decisione a fine 2013 soddisfa il presidente di Assolatte, Giuseppe Ambrosi: “Dopo aver chiesto l’intervento del Governo, della Commissione e del Parlamento europeo, siamo riusciti a riaprire le porte alle nostre produzioni di pregio. Ora” sottolinea Ambrosi “bisogna continuare a lavorare per far capire alle autorità turche che il divieto è privo di senso. Ci sono migliaia di anni di storia e centinaia di pagine di letteratura che dimostrano la sicurezza dei nostri formaggi”, ha concluso Ambrosi. La Turchia è per l’Italia un mercato importante: l’export tra il 2005 e il 2012 ha registrato un +230% e nel solo 2012 un +36%.

 

a cura di Gianluca Atzeni
01/03/2013