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Sull'Ercole Olivario, il più prestigioso dei concorsi dedicati all'olio extravergine di oliva, è già stato scritto tutto, o perlomeno molto. In primis, sono già noti da giorni i nomi e le etichette dei premiati. Quello che ci sembra molto interess
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ante, nel panorama delle eccellenze, è la splendida performance di una zona del Lazio che da poco tempo si sta affermando alla grande nel panorama olivicolo nazionale.

 

Parliamo della zona a sud della regione contrassegnata dalla Dop Colline Pontine e da quel monumento alla tavola che è l’Itrana, oliva da mensa e da olio, a doppia attitudine. Se non andiamo errati, è l’unica zona (non regione, ma microarea) da cui emergono ben tre vincitori e quattro premi: due primi premi (Azienda biologica Paola Orsini di Priverno e Tenuta Piscoianni di Sonnino, rispettivamente per il miglior fruttato medio Dop e per il miglior fruttato intenso), un secondo premio per Alfredo Cetrone di Sonnino (fruttato intenso) e una menzione speciale per il miglior biologico sempre a Paola Orsini: un totale di 4 premi nell’olimpo dell’extravergine italiano. Il segno che quella zona e quella oliva hanno talento e forza da vendere. Il segno che in quella parte del Lazio tanto si può e si deve fare per farla diventare, insieme alle altre due grandi zone (Sabina e Canino) un faro per la diffusione della cultura dell’olivo e dell’olio extravergine.

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Una sfida che hanno cominciato subito a raccogliere due comuni romani, ma limitrofi alla patria dell’Itrana: Anzio e Nettuno, che per quest’estate stanno organizzando insieme a Uliveti del Lazio una importante rassegna gastronomico-culinaria dedicata proprio all’extravergine. Insomma, avanti tutta…

 

 

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Stefano Polacchi

02/04/2012