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Pressing, prima delle vacanze, sul disegno di legge "salva made in Italy" per l'olio extravergine di oliva. Coldiretti Lazio ha organizzato un dibattito-tavola rotonda con l'obiettivo di coinvolgere produttori, stampa e associazionismo sulla necessità che venga approvata presto la legge che distinguerebbe all'interno della categoria extravergine la provenienza italiana in base a precisi parametri chimici e organolettici che identificano un prodotto frutto di olive sane e di una lavorazione accorta. Ovvero, che possano permettere di identificare subito le bottiglie con olio rettificato o/e non italiano da quelle che invece sono sicuramente italiane.

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Il dibattito – cui ha partecipato anche la senatrice Colomba Mongiello prima formataria della legge proposta da Coldiretti, Unaprol e Symbola – ha visto i contributi di Aldo Mattia e Massimo Gargano (rispettivamente (direttore e presidente Coldiretti Lazio), Paolo Russo (presidente della Commissione agricoltura del Senato), Pietro Sandali (neodirettore generale di Unaprol) e di Donato Ceglie, sostituto procuratore generale di Napoli. La situazione dell’extravergine italiano è preoccupante, molto, soprattutto perché non c’è nessuna distinzione reale tra i diversi prodotti messi in commercio con una forbice di prezzo spaventosa che va dai 2,9 euro ai 15 e più delle etichette di alto livello.

C’è uno spread anche per l’olio extravergine di oliva – afferma GarganoE’ il differenziale tra il prezzo all’origine del prodotto e quello di vendita operato dalla Grande Distribuzione Organizzata. Nel Lazio, tra 2011 e 2012, sono stati venduti nei supermercati 15 milioni di litri di olio extravergine per un controvalore di 53 milioni di euro. Un valore che poteva essere molto più alto e raggiungere gli 83 milioni di euro, se il prodotto fosse stato acquistato all’origine a 5.5 euro il litro: tanto quanto viene quotato sulla piazza di Rieti un buon olio extravergine tracciato e di alta qualità italiana“.

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Per capire ancora meglio cosa significhi la garanzia sull’origine dell’olio, basta confrontare i prezzi e i costi a livello nazionale: in un anno in Italia sono stati venduti 160 mioioni di litri di extravergine per un valore di 610 milioni di euro. Il prezzo medio all’ingrosso in Italia si è attestato su una media di 3.80 euro/litro, ma sugli scaffali dei supermercati sono perennemente in offerta oli extravergine (così detti!) a 1.99 – 2.50 euro/litro. Un prezzo incomprensibile, se solo si pensa che sulla piazza di Bari un litro di extravergine viene scambiato a 2.40 euro. Cosa c’è in quelle bottiglie da due euro?

Sulla legge, la senatrice Mongiello è ottimista e spiega di aver fatto un lavoro di condivisione molto ampio. Ma sentiamo dalla sua viva voce i progressi e lo stato dell’iter legislativo.

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Stefano Polacchi

25 luglio 2012