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Ottantamila quintali sono non un mare, ma un oceano di olio di oliva. E' questa la misura dell'olio sequestrato l'altro giorno dagli 007 dell'extravergine in un'azienda toscana, la Olearia Valpesana S.p.A., con sede e stabilimento in Castellina Scalo nel Comune di Monteriggioni (SI).

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Ora, la Toscana, si sa, è terra di grandi oli extravergini di oliva e la Toscana – quella dell’olio di oliva di qualità – ha ottenuto quest’anno nella guida Oli d’Italia 2012 il maggior numero di riconoscimenti per l’eccellenza, le Tre Foglie. Certo, dopo l’operazione della Guardia di Finanza e della Direzione ICQRF del Mipaaf, si dimostra però anche terra di grandi falsi. Sapete cosa vuol dire 80mila quintali di olio? E’ la produzione totale di un’altra granbde terra di olio extravergine di altissima qualità, l’Umbria. Ovvero: numeri, cifre, valori che possono – e che avrebbero, se non bloccati – spostare veramente le logiche di mercato. E questo in un momento di particolare crisi, in un momento in cui anche sui mercato internazionali l’olio costa poco, in un momento in cui chi davvero fa qualità alta e ogni giorno cura oliveti e frantoi deve combattere contro un mercato aggressivo e chiuso, deve sottostare a ricatti e vessazioni, deve vendere – anzi svendere – quintali di olio eccellente a 3-4 euro il litro per poter ricominciare la nuova campagna olearia a ottobre.

L’inchiesta degli 007 era iniziata da tempo, dagli ultimi mesi del 2011. Ne aveva parlato la Repubblica in una inchiesta di Paolo Berizzi sulla Mafia dell’Olio, pubblicata online il 20 dicembre e sul quotidiano il 23.

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A breve giro, arriva all’inchiesta anti-frode un attacco a sangue freddo dalle colonne di un sito-blog che si chiama Teatro Naturale, il cui leader è Luigi Caricato. Scrive Caricato, che teoricamente dovrebbe essere uno dei paladini dell’extravergine di qualità made in Italy:

Gravi danni, e non solo d’immagine, per le aziende olearie nostrane. All’estero perfino la Cina mette in dubbio la nostra credibilità. Il silenzio delle Istituzioni nell’imbarazzo generale. Lo scorso 23 dicembre il quotidiano la Repubblica ha inferto un duro colpo al buon nome del made in Italy, con la complicità di chi rema contro… Siamo proprio un popolo di matti. Per uno che costruisce, ce n’è pronto un altro che si impegna a distruggere il lavoro di chi ha costruito. E’ forse questo il genio italico?

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Il frutto dell’inchiesta cui faceva riferimento Repubblica, lo abbiamo visto l’altro giorno: sequestrato in Toscana un quantitativo di olio extravergine fasullo – equivalente alla produzione annua umbra – proveniente in gran parte da Spagna, Grecia, Tunisia, di qualità estremamente scadente e pronto per essere venduto (e in parte già venduto) ad aziende imbottigliatrici italiane e immesso sul mercato come olio extravergine italiano a prezzi concorrenziali. Con chi ce l’aveva Caricato? Con chi denunciava le truffe? Chi sequestra i prodotti fasulli e impedisce che finiscano sul mercato e chi ne dà notizia: sono questi i nemici dell’olio extravergine italiano? O è un nemico del made in Italy chi queste truffe le copre o vorrebbe coprirle? Certo, poi Teatro Naturale ha dedicato un breve articoletto di plauso al maxi sequestro e all’operazione investigativa, la stessa di cui Caricato scriveva peste e corna.

Intanto, non si è fatto aspettare il commento durissimo di Unaprol – il Consorzio olivicolo italiano – che associa i migliori produttori di qualità. “L’olio extra vergine di oliva – afferma Massimo Gargano, presidente Uaprol –  è l’unico prodotto perennemente in promozione sullo scaffale italiano dove è facile trovare un tre per due sempre in offerta e quasi te lo regalano. L’azione antifrode posta in essere dall’ICQRF fa luce su comportamenti poco trasparenti che ora saranno al vaglio delle autorità competenti. Per questo serve che il disegno di legge Mongiello-Scarpa,  attualmente in discussione al Senato, venga al più presto convertito in legge dello Stato per dare più certezze e informazioni corrette ai consumatori”. 

“I conti non tornano per i prestigiatori del falso olio made in Italy e il tempo a loro disposizione è scaduto” spiega Gargano, commentando i dati sulle frodi e sui consumi. In Italia, secondo l’osservatorio economico di Unaprol si producono mediamente 500mila tonnellate di olio e se ne consumano più di 700mila.
Del prodotto nazionale il 60%, pari a oltre 300mila tonnellate, è rappresentato da olio extra vergine di oliva. Il restante 40%, pari a oltre 200mila tonnellate è rappresentato da oli di scarsa qualità definiti lampanti. Il 30% degli oli extra vergini, circa 100mila tonnellate, rappresenta l’autoconsumo e la filiera corta di questo Paese. Vale a dire che per il mercato restano circa 200mila tonnellate di prodotto pari a 200milioni di bottiglie di olio extra vergine di oliva e quindi ci sarebbero circa 3,3 bottiglie di vero extra vergine made in Italy a testa per ogni italiano che consuma mediamente all’anno 13Kg di olio extra vergine di oliva. In questa differenza stanno le truffe dei furbetti del frantoio. E più ne vengono scoperte e bloccate, di truffe del genere, più probabilità il mondo dell’olio extravergine di oliva, quello vero, di vedere un futuro…

Stefano Polacchi

27 giugno 2012