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Ancora sequestri di olio taroccato. Dopo quelli dell'undici giugno (in Lazio, Emilia, Toscana), a distanza di due settimane ecco un'altra operazione che porta in superficie la realtà dell'olio "industriale" italiano. Ancora Toscana nel mirino. Scrive il comunicato del Mipaaf:

 

"Il Dipartimento dell’Ispettorato ce

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ntrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), in collaborazione con la Guardia di Finanza di Siena, ha portato al sequestro di 43.239,34 quintali di olio extravergine di oliva ottenuto dalla illecita miscelazione con materie prime di categoria inferiore, quali oli di oliva lampanti e vergini aventi caratteristiche qualitative di scarso pregio. Senza questo intervento i responsabili della frode avrebbero commercializzato questo prodotto falsificandone la categoria qualitativa, con un grave danno per i consumatori e per la leale concorrenza.   
Nel corso dell’indagine gli inquirenti hanno inoltre sequestrato 38.501,52 quintali di olio extravergine di oliva (dichiarato 100% Italiano) ottenuto dalla miscelazione di prodotti di origine spagnola e greca, venduto a numerose ditte imbottigliatrici ad un prezzo assolutamente in linea con le aspettative del mercato nazionale, producendo, anche in questo caso, l’effetto falsato tra qualità e prezzo”.

 

Che dire? Una sola cosa, oltre ad applaudire l’ICQRF e gli 007 anti frode: scegliete un extravergine in cui il produttore ci mette la faccia, per davvero. 

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26 giugno 2012

 

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