Fame... di memoria

20 Mar 2012, 16:46 | a cura di Gambero Rosso
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Mangiare troppo indebolisce la capacità di ricordare”: è un allarme importante quello lanciato dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che ha dato il via ieri alla Settimana di Prevenzione della Memoria, promossa da

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dex.php" target="_blank">Assomensana, ente no profit di neuropsicologi.

Il problema della perdita mnemonica si legherebbe ad un'alimentazione scorretta e ad un'assunzione eccessiva di calorie. Come espresso dal dottor Giuseppe Alfredo Iannoccari, presidente di Assomensana: «La relazione tra eccesso di calorie e decadimento cognitivo può essere definita un “epifenomeno”, inteso come un segnale che non è il fenomeno in sé, ma lo rappresenta. In pratica, il deterioramento delle funzioni mentali, osservato nelle persone che consumano più cibo, è determinato non tanto dalla presenza delle calorie extra, ma dal tipo di alimentazione che gli individui assumono e che determina un surplus di energia».

Oltre al rischio di diabete e patologie vascolari, quindi, l'assunzione di cibi grassi (pari a un range di 2100-6000 calorie), metterebbe a rischio anche il corretto funzionamento della memoria, per due motivi: da una parte, la scarsa assunzione di cibi invece salutari e benefici per l'organismo: «Di solito i soggetti che assumono più calorie del necessario sono anche coloro che tendono a prediligere cibi ricchi di carboidrati, zuccheri e lipidi, sostanze notoriamente dannose per l’equilibrio fisico e mentale. - sottolinea Iannoccari - Questo tipo di alimentazione nuoce sia dal punto di vista del metabolismo sia per la scarsa qualità dei nutrienti che fornisce all’organismo. I grassi di una dieta ipercalorica sono prevalentemente di origine animale o provengono da lavorazioni industriali (e quindi sono trans e idrogenati) e finiscono nel rivestimento delle cellule cerebrali, boicottandone il regolare funzionamento. Anche l’eccesso di zuccheri incide sulla circolazione sanguigna e rallenta e limita l'irrorazione di molte aree cerebrali, ipotecandone la normale attività e limitando l’espressione delle funzioni cognitive».

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Dall'altra, un'alimentazione grassa e pesante andrebbe ad affaticare certi organi, mettendone a rischio altri: «L'organismo deve impiegare tempo e risorse per consentire lo svolgimento di tutte le funzioni nei vari distretti del corpo. Ma far funzionare tutti gli organi dell'apparato digerente, il sistema nervoso centrale e periferico, la muscolatura, i sistemi cardiovascolare, endocrino e immunitario, oltre che controllare che tutto avvenga con una precisione infinitesimale, richiede un dispendio davvero impressionante di energie. - continua Iannoccari - Se uno di questi sistemi è costretto a un “superlavoro”, allora tale impegno richiede risorse che vengono per forza sottratte ad altre attività biochimiche, fisiologiche e anche cognitive».

Del resto, a chi non è capitato di sentirsi assonnato e svogliato dopo un pasto luculliano? Ecco, questa condizione, ripetuta e protratta nel tempo, causerebbe un precoce logorio o addirittura un'atrofia del sistema neurologico e cognitivo, causato dall'insufficiente apporto di sangue e ossigeno nelle aree cerebrali, assorbiti interamente dall'area intestinale.

Una cattiva tendenza che colpisce ogni età e che metterebbe a rischio anche i giovani, spesso attratti da cibi ipercalorici, vita sedentaria e pigrizia mentale: «Alle complicanze dovute ad una dieta ipercalorica sulle funzioni mnesiche, - continua il dottore - si aggiunge anche un aggravio per quelle di attenzione e concentrazione, ragionamento e fluidità di pensiero. Insomma, quando mangiamo troppo il nostro cervello si ossida e le nostre attività mentali non sono più brillanti come vorremmo».

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La soluzione? Intanto un check-up neuropsicologico, che può essere prenotato presso uno dei 150 specialisti dal 19 al 24 marzo e, come non ci si stancherà mai di ripetere, l'assunzione di uno stile di vita più sano e di una dieta equilibrata.


Flavia Rendina
20/03/2012

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