Ancora assaggi dalla Festa a Vico 2013. Ecco cosa esce fuori quando i grandi chef italiani si confrontano con le sfide lanciate dal cibo di strada. Qui tutti gli assaggi di fronte alle Axidie. Con un po’ di foto.
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Il fascino dello street food – in attesa della guida che a brevissimo il Gambero Rosso dedicherà all’argomento – ha conquistato ormai anche Festa a Vico. Stiamo parlando della seconda giornata del gastro-evento più seguito della costiera, e dopo la serata dedicata ai cuochi emergenti, questa volta è il turno dei big chef, pronti ad esibirsi davanti alla struttura delle Axidie. Il clima è quello festoso e conviviale tipico di questa festa, con i banchetti gastronomici allestiti sul lungo mare che si sviluppa a partire dal ristorante La Torre del Saracino del patron Gennaro Esposito.

Il leit motiv che emerge in questa edizione, dagli assaggi fatti nel corso della sera, è che sempre più i cuochi scelgono di presentare un piatto nel formato semplice e immediato del cibo da strada; una modalità che con un tocco ben curato di classe e personalità può regalare soddisfazioni. Un esempio su tutti? Il piatto portato dalla chef Valeria Piccini del ristorante Da Caino (Montemerano): un piccolo e minuzioso panino con il lampredotto, classico esempio di street food fiorentino, reso elegante e raffinato, senza però far mancare la potenza gustativa tipica di questa preparazione. Rimanendo in tema panini, grande assaggio anche quello portato dallafamigliaCerea del ristorante Da Vittorio, che con l’hamburger di salama e cetrioli ha fatto impazzire i partecipanti della festa.

Ottimo anche il classico panino con la porchetta, in questo caso con porchetta di Cinta Senese e pane al finocchio selvatico, portato dallo chef Domenico Pichini del Tufo Allegro di Pitigliano, e degno di nota anche il paninetto ripieno di polpo e pesto di Pra realizzato dal giovanissimo Enrico Panero, chef del ristorante di Eataly Genova. Spostandoci ad un assaggio distante dal formato panino, si sono rivelate vincenti le crocchette di pollo fritto dello chef Luigi Nastri del ristorante Settembrini di Roma: tenere, intense e impreziosite da tre panature differenti, servite con un ketchup fatto in casa, una maionese all’aceto di riso e una senape alle olive taggiasche, capperi e acciughe. Chiudiamo la serie di assaggi dedicati allo street food spostandoci in “zona Campania”, andando a trovare esempi di grande maestria come le frittatine di pasta e besciamella dei Fratelli Salvo della Pizzeria Salvo di San Giorgio a Cremano, le golosissime polpette di allitterato di Pasquale Torrente del Convento di Cetara, e la leggerissima pizza fritta della Friggitoria La Masardona di Napoli.

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a cura di Lorenzo Sandano