Libri, tv, consulenze... e poi la rete, dove i suoi blog sono tra i più seguiti, al punto che, insieme a sua sorella Angela con cui gestisce il blog Sorelle in Pentola, è stata la più votata tra gli opinion leader nel sondaggio di Italia a Tavola. Intervista a Chiara Maci.
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C’è una carica positiva e un entusiasmo autentico in Chiara Maci, mentre ti racconta la sua vita e la sua professione, un’attività ambita che molti vorrebbero svolgere. Del resto, chi non vorrebbe occupare le proprie giornate cucinando, assaggiando e scrivendo? Ma non si diventa tra le prime food blogger d’Italia senza studiare, senza un’assidua pratica in cucina e tanta gavetta, accanto ai professionisti dei fornelli. Scorre sangue campano ed emiliano nelle sue vene, e non le mancano passione e determinazione, la cucina è uno degli amori della sua vita, fin da quando ancora bambina cucinava con la mamma. Ha inseguito un sogno, ha trovato la sua strada rinunciando a un posto sicuro in azienda, per entrare nel mondo non facile degli chef, nel quale oggi si esprimono sempre più spesso grandi eccellenze al femminile saldamente alla guida di corpose brigate, ma dove per molti anni le donne, anche se regine del focolare, erano escluse.

Per Chiara Maci c’è stato tanto studio prima di affermarsi, di scrivere libri, di essere consulente di importanti aziende, di diventare giudice di trasmissioni televisive di successo: ci sono state una laurea in Giurisprudenza all’Università di Bologna, un Master presso la Business School de Il Sole24Ore, poi è arrivato un diploma di Sommelier AIS e uno ALMA presso la Summer School, tanti titoli, al termine di percorsi formativi, che le hanno dato gli strumenti teorici. Mancava ancora la pratica che è arrivata successivamente, rimboccandosi le maniche ed entrando in cucina, partendo dall’ultimo gradino, per acquisire le basi.
Tutto questo non per arrivare ai fornelli, ma per raccontarli e per scriverne: i blog che conduce da alcuni anni sono sommersi dai lettori, con i quali intrattiene un fitto e quotidiano scambio, fatto di passione per la cucina, ricette, ma anche sostegno, condivisione, consigli, per le vicende umane di cui viene a conoscenza, e per le persone che guardano a lei per cambiare vita. L’esperienza del primo blog, una sorta di diario in rete dove esprimeva le difficoltà di una ventiquattrenne a farsi strada, quella televisiva in qualità di giudice a Cuochi e Fiamme, fin dalla prima puntata del 2010 con Alessandro Borghese e poi con Simone Rugiati, un programma nel quale si era proposta come concorrente, che l’ha forgiata e le ha insegnato tanto. Da pochi giorni è mamma di una bimba di nome Bianca, e ha risposto alle nostre domande.

Quali sono i primi passi di una giovane appassionata di cucina?
Si inizia con una grande voglia di fare. Si inizia con curiosità, passione e grinta da vendere. Pur sapendo che nel percorso qualcosa può andare storto e tutto può andare a rilento rispetto alle proprie aspettative. L’importante è non perdersi d’animo e concentrarsi solo sulla propria volontà di iniziare, senza troppe pretese ma senza mai mollare.

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Capitolo autorevolezza. Come si diventa autorevoli?
Rimettendosi sui libri. Quando ho visto che il sogno iniziava a concretizzarsi ho ripreso in mano i libri, ne ho comprati di nuovi e ho ricominciato a studiare, per non deludere me stessa e i miei interlocutori ma soprattutto per essere sempre pronta, in qualunque contesto e in qualunque occasione.

Accanto ai grandi chef e alle giovani promesse, cosa rimane ?
Gli insegnamenti, le mani in pasta, i consigli di chi fa questo lavoro da anni e ancora ha l’umiltà di non voler insegnare. In questi anni ho avuto colleghi che mi hanno insegnato i trucchi, le tecniche e gli aneddoti culinari che oggi io stessa racconto. L’importante è saper ascoltare…e qualcosa rimane sempre.

Come vive il rapporto con i lettori ?
È importante essere sinceri ed essere se stessi. Se dovessi perdere tempo a costruirmi un personaggio, non ne uscirei più. I lettori apprezzano il mio modo di essere proprio perché percepiscono la verità, nel bene e nel male. Poi è bene sapere che tra migliaia di follower non possono essere tutti d’accordo con te, saper accettare le critiche è il primo passo per crescere.

Un aneddoto fra tanti?
Ricevo ogni giorno decine e decine di mail e la maggior parte mi commuovono, le persone mi scrivono come se fossi una loro cara amica. Sembra mi conoscano da sempre, mi raccontano i loro fatti personali, i loro problemi e mi dispiace il più delle volte non poter fare nulla per aiutarli. In particolare una ragazza malata di anoressia che mi scrisse tempo fa del suo rapporto con il cibo, della malattia, della cura e del ritrovato sorriso mi commosse non poco…

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Chiara Maci mamma è cambiata?
Tanto. Dicono che sia cambiata anche in viso. Io dico che sono cambiate le priorità e si è spostato il fulcro della mia attenzione. Se prima, da single piena di lavoro, pensavo soprattutto a me stessa, ora penso a lei. Anzi, sono nove mesi che penso a lei ed è incredibile come, dopo il parto, tutto davvero cambi. E tutto questo spaventa, ma è la gioia più grande che si possa provare.

http://www.chiaramaci.com

a cura di Luca Bonacini
fotografie di Alberto Zanetti