Frutta Urbana: un frutteto diffuso in città

27 Mag 2014, 14:42 | a cura di Livia Montagnoli
A Roma, il progetto di Linaria punta alla mappatura degli alberi da frutto presenti sul territorio. L'obiettivo? Riappropriarsi di un patrimonio alimentare (e botanico) sotto gli occhi di tutti, eliminare sprechi, educare al consumo responsabile, creare occupazione.
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Contribuire alla diffusione di una consapevolezza alimentare e al potenziamento del concetto di filiera corta, valorizzare la biodiversità ambientale del contesto urbano, partecipare al processo di redistribuzione alimentare secondo un principio di solidarietà sociale, educare al consumo consapevole, creare occupazione: questi alcuni dei molteplici obiettivi del progetto Frutta Urbana.
Un’iniziativa ambiziosa che muove in questi mesi i primi passi a Roma, per volontà di un gruppo di architetti del paesaggio e botanici riuniti nell’associazione no profit Linaria. L’origine del progetto è da rintracciare nell’esperienza del Frutteto di Metropoliz, dedicato al recupero delle varietà antiche e realizzato nel 2013 in collaborazione con la Biennale dello Spazio Pubblico, tra i capannoni dell’ex fabbrica Fiorucci al numero 913 di via Prenestina.
Ora Linaria si propone di realizzare, con l’aiuto dei cittadini, una mappatura completa degli alberi da frutto presenti sul territorio urbano - in parchi, giardini e cortili pubblici - così da censire il patrimonio botanico cittadino e mettere a disposizione della collettività questi dati (insieme a un calendario di maturazione delle diverse specie), affinché nespole, arance, limoni, fichi e (persino) ciliegie non vadano sprecate, ma possano essere colte da chi lo desidera. Periodicamente l’associazione organizzerà raccolte speciali per la distribuzione gratuita della frutta a mense sociali e banchi alimentari e per la vendita, di una minima percentuale, presso GAS, mercati contadini, ristoranti e negozi che lavorano sulla filiera corta. Non è da escludere la possibilità che una parte di raccolto, giunto a eccessiva maturazione, possa essere trasformato in marmellate, mostarde e prodotti lavorati. Inoltre l’associazione organizza corsi professionali, laboratori didattici e workshop per il riconoscimento della biodiversità e la sensibilizzazione sul tema di una corretta alimentazione, e auspica la nascita di nuovi frutteti urbani progettati come giardini produttivi, centri di sperimentazione e luoghi di aggregazione.
Impossibile non sollevare la questione inquinamento. Che impatto potrebbe avere sulla nostra salute il consumo di frutta cresciuta in ambiente urbano? “L’inquinamento che affligge una città come Roma è legato principalmente ai metalli pesanti, le cosiddette polveri sottili”ci spiega Michela Pasquali, fondatrice di Linaria e paesaggista “che si depositano sulla frutta, ma non vengono assorbite, a differenza di quanto succede negli ortaggi a foglia, dotati di stomi che catturano gli agenti inquinanti. Tra l’altro, anche a livello radicale l’assorbimento dei metalli pesanti non avviene. È quindi sufficiente un buon lavaggio o la sbucciatura del frutto per consumarlo in tutta tranquillità”. In attesa che le analisi chimiche, commissionate all’Università della Tuscia e presto disponibili sul sito, confermino queste parole, segnaliamo un’iniziativa a nostro giudizio lodevole e orientata verso una riqualificazione del tessuto urbano oltre che a una maggiore conoscenza del nostro patrimonio alimentare.

Frutta Urbana | Roma | vicolo dell’atleta, 6 | tel. 349.5816433 | www.fruttaurbana.org

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