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Si chiamano chanukiah i candelabri a otto braccia tipici della Festa delle Luci, che si sono accesi in tutto il mondo la sera dell’8 dicembre, e che fino al 14 rimarranno illuminati per celebrare l’episodio riportato nel Talmud. La storia &

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egrave; quella della vittoria dei Maccabei su Antioco di Siria, ovvero la riconquista da parte degli Ebrei della libertà dalla dominazione ellenica nel 164 a.C. Si narra che nel momento della riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme, fosse disponibile una quantità di olio sufficiente per tenere accesa la menorah per un solo giorno: decisi a procedere lo stesso con le celebrazioni, lo utilizzarono consapevoli che in otto giorni avrebbero avuto modo di produrre nuovo olio per riaccenderla.

 

 

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E il prodigio fu che quell’olio durò tutti i giorni necessari fin quando altro olio venne portato, lasciando le luci accese in segno del ritorno di Dio al Tempio. Per questo il fritto caratterizza i piatti simbolo di questa festa come i latkes (foto qui sopra)e i sufganiyot (foto di apertura): che siano pancakes di patate o bomboloni ripieni di confettura, è friggendo che sulle tavole il miracolo dell’olio si ripete, diventando un miracolo (e una festa) per il palato.

 

Altra tradizione, legata stavolta alla storia di Giuditta e Oloferne, è invece dietro al consumo di latticini e formaggi durante la Hanukkah, che diventano ingredienti principali di ricette tipiche come la cassola di ricotta con uvetta (della tradizione ebraico-romanesca), e i blintz, le crepes ripiene di formaggio freschissimo o, anche queste, di ricotta, molto diffuse nelle’Europa dell’Est.  Stando alla leggenda, Giuditta salvò il suo villaggio dall’assedio degli Assiri, comandati dal generale Oloferne, offrendo a questi in dono un cesto di formaggi sapidi. Il generale ne mangiò a sazietà accompagnandoli con grandi quantità di vino, fino a cadere ubriaco. Fu allora che la donna gli tagliò la testa, e la sua gente poté scacciare gli invasori privi del loro leader, liberandosi finalmente del loro dominio.

 

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Per finire, non c’è Hanukkah senza cioccolata, o meglio: senza le hanukkah gelt, le monete di cioccolata che vengono regalate ai bambini. E per cercare le origini, si ritorna all’episodio della vittoria dei Maccabei sui Greci, celebrata dagli Asmonei con il conio di una nuova moneta. Fu però intorno al XVII secolo, prendendo spunto dalla consuetudine degli ebrei polacchi di dare monete ai bambini perché durante Hanukkah le donassero ai loro insegnanti in segno di gratitudine, che prese piede l’abitudine di regalare i soldi. Un gesto che metaforicamente vuole anche essere un insegnamento ai più piccoli del valore della condivisione e della carità.

 

E che negli Stati Uniti, dagli inizi del XX secolo, è diventato uno dei business più diffusi fra i maestri cioccolatieri. Ogni anno, infatti, inventano – anzi coniano – nuove e sempre più golose “valute” con cacao sempre più pregiati e design ricercati, e con costi così improbabili che diventa quasi più economico regalare le monete vere!

 

 

 

 

Serena Guidobaldi

12/12/2012

 

credits foto
Hanukkah-gelt 1: le tradizionali monete di cioccolato www.verucachocolates.com
Latkes: CC Jonathunder en.wikipedia.org/wiki/File:Latkes.jpg
Sufganiyot: CCYoninah en.wikipedia.org/wiki/File:Chocolate-vanilla_cream_sufganiyot.jpg