La nuova edizione della guida Oli d'Italia 2016 è la più ricca di sempre. Tantissimi raggiungono il massimo risultato aggiudicandosi le Tre Foglie, circa un olio su cinque. 14 i premi speciali.

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Una buona annata, decisamente. Tanto più perché viene dopo la terribile campagna olearia 2014-2015. La guida Oli d’Italia 2016 del Gambero Rosso – realizzata in collaborazione con Unaprol – che esce oggi in edicola e in libreria e che viene presentata oggi nella giornata inaugurale del Sol di Verona, offre un affresco fedele di una stagione rosea, anche se non mancano punti interrogativi e problematiche legate ai casi particolari e ad alcuni cambiamenti che stanno modificando il mondo dell’olio e le tradizioni cui la coltivazione e lavorazione delle olive si legano.

 

L’annata 2015-2016

In alcune zone d’Italia, infatti, ci sono cultivar che hanno dato una splendida prova di sé, mentre in altre le ombre si contendono il campo con le luci – anche se sempre all’interno di un quadro molto positivo. Un piccolo esempio estemporaneo estrapolato dal Lazio: se l’Itrana nella provincia di Latina ha avuto una bella riuscita, la Caninese della Tuscia Viterbese e della Dop Canino dà invece da riflettere a fondo su tecniche e tecnologie di lavorazione. E ancora: se la Toscana ha dato una ottima prova nel complesso, è anche vero che per alcune realtà e alcune cultivar qualche problemuccio c’è stato.

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Un’analisi più approfondita della situazione, accompagnata anche da commenti di esperti e ricercatori, la potete trovare nel mensile Gambero Rosso di aprile, in edicola.

 

Il problema delle temperature

Qui possiamo evidenziare, procedendo a spanne, una problematica per tutte: quella legata alle temperature. Infatti, raccogliendo le olive (giustamente) sempre prima per motivi legati sia ai mutamenti climatici che alla necessità di contrastare anticipandoli gli attacchi della mosca olearia, si pone il problema non tanto della temperatura di lavorazione in frantoio (quella che se mantenuta sotto i 27 gradi può dar luogo alla dicitura spremitura a freddo), quanto quella della temperatura interna delle olive nel momento in cui arrivano ai frantoi. “Abbiamo monitorato anche olive con temperature interne sopra i 28-29°” afferma Barbara Bartolacci, agronoma e consulente per diverse aziende nella Tuscia. E a quel punto è impensabile ogni strategia di abbassamento della temperatura in fase di lavorazione, anche se il frantoio è settato a 27°. Ecco: questo è un problema da affrontare e che sarà sempre più presente. Come? Con il raffreddamento delle olive, sapendo bene però che il lavaggio freddo non porta a nessun effetto positivo. Quindi, come si sta già sperimentando in diverse aziende e a stretto contatto con diverse Università, si pensa a camere di refrigerazione in cui far stazionare le drupe a 7° circa per una notte. In realtà, proprio la “stanchezza” e l’inizio di attività fermentative sono le problematiche che abbiamo toccato con … naso e papille, durante la realizzazione della guida 2016.

 

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L’edizione 2016 della guida in cifre

Ma veniamo ai numeri e agli allori di quella che è sicuramente l’edizione – la sesta – più voluminosa finora mai realizzata…

Le aziende olearie raccontate e recensite nell’edizione 2016 – la sesta – sono quasi 500 (478 per la precisione) e gli oli extravergine assaggiati e valutati sono 731. Tutte le regioni d’Italia sono rappresentate nella guida, ad eccezione della Valle d’Aosta e della Provincia Autonoma di Bolzano.

Le etichette che hanno ottenuto il massimo riconoscimento (le Tre Foglie) sono in totale 163 (più o meno un olio su cinque – il 21,6% dei prodotti giudicati idonei per la pubblicazione – è giunto al top), mentre 349, ovvero il 47,7% degli oli degustati in guida sono stati giudicati come “perfettamente armonici” (Due Foglie) e di questi 145, il 41% ha ottenuto le Due Foglie Rosse (l’eccellenza) con un punteggio da 87 a 89 centesimi. Un quadro che descrive l’Italia come un paese di vera eccellenza per la produzione dell’olio extravergine di oliva di qualità.

Sono gli oli che hanno ottenuto Due Foglie, di cui 145 sono stati premiati con le Due Foglie Rosse e dunque giunti sulla soglia del massimo riconoscimento.

 

Il ruolo della guida

A questo dato, però, osserva il presidente di Gambero Rosso, Paolo Cuccia, non corrisponde spesso un giusto prezzo che riconosca il valore di un prodotto eccezionale: “L’opportunità per affermare il valore dell’extravergine made in Italy” non ci stancheremo mai di ripeterlo “è puntare all’internazionalizzazione delle imprese: imboccare con decisione la strada dell’export”.

La guida Gambero Rosso-Unaprol 2016 racconta il meglio di questo paese olivicolo” afferma David Granieri, presidente Unaprol “che produce e che, quando vuole, sa vincere le partite più difficili nella competizione internazionale dove l’elemento di discrimine è l’alta qualità… Questa guida è un contributo alla conoscenza dei migliori oli extra vergine di oliva disponibili su mercato. È un condensato di bellezza, genio produttivo e creatività. Fin dall’ingresso nell’Eurozona, l’Italia detiene ancora oggi il primato di Paese che attrae più turisti cinesi, statunitensi, canadesi, australiani e brasiliani in Europa e nel mondo”.

 

Viaggi, turismo e shopping

E proprio per soddisfare le esigenze di chi sceglie la enogastronomia – in particolare la passione per l’olio extravergine di oliva – come filo conduttore di vacanze e di weekend gourmet, la guida Oli d’Italia 2016 propone, per ogni aziende recensita in guida – i luoghi migliori dove sostare e mangiare. In totale nella guida sono indicati 690 luoghi dove mangiare (trattorie, ristoranti, enoteche, agriturismi, pizzerie), 515 strutture di ospitalità (alberghi, b&b, agriturismi, resort e country house) e 113 attività (tra negozi, enoteche e bar) dove fare acquisti golosi e legati all’olio extravergine di oliva.

 

Oli d’Italia 2016 Gambero Rosso | Prezzo: 13.90€ | disponibile in edicola e libreria | clicca qui per acquistare la guida online


LE TRE FOGLIE

I PREMI SPECIALI

Miglior Leggero

Monocultivar Grignano | Sisure | Veneto

Migliori Fruttati Medi

L’Olio Monocultivar Intosso | Trappeto di Caprafico (Abruzzo)

Monocultivar Olivastra Seggianese | Frantoio Franci | Toscana

Migliori Fruttati Intensi

Monocultivar Cima di Mola | Intini | Puglia

Pria Grossa Monocultivar Colombaia | Domenico Ruffino | Liguria

Migliore Bio

Evo Bio | Titone | Sicilia

Qualità/prezzo

Gold Ernico Bio | Ernici | Lazio

Migliore Monocultivar

Fra Bernardo Monocultivar Ascolana Tenera | Conventino di Monteciccardo | Marche

Miglior Blend

Raro | Madonna dell’Olivo | Campania

Emozione | Decimi | Umbria

Migliore Dop

Don Pasquale Monocultivar Itrana Dop Colline Pontine | Cosmo Di Russo | Lazio

Frantoio dell’Anno

Tre Colonne | Puglia 

Azienda dell’Anno

Fonte di Foiano | Toscana

Migliore performance territoriale

Basilicata

All’inizio dell’avventura Oli d’Italia, nel 2011, la Basilicata non aveva una sua sezione dedicata. È il terzo anno che invece viene analizzata come realtà a sé. E abbiamo potuto toccare con mano il lavoro fatto sia dalla regione che dai produttori sulla strada della qualità. Certo, c’è molto da fare, ma quest’anno ci ha colpito particolarmente il livello di tutti gli extravergine presentati: una bella squadra. E abbiamo voluto premiarla, assegnando il riconoscimento all’azienda di Vincenzo Marvulli, la prima a percorrere il sentiero moderno dell’olio di oliva di alta qualità.