I menu sartoriali di Anna Lomax e Victoria Ling

19 Set 2014, 14:30 | a cura di Valentina Guttuso
Ancora una riflessione sull'immagine del cibo e la sua rappresentazione, ancora un cortocircuito di soggetti, materiali e tecnica. È la volta dei menu sartoriali di Anna Lomax e Victoria Ling.
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Gli impiattamenti sono ineccepibili, il menù offre una vasta scelta e le ricette sono ricercate. Eppure, tutto quello che vediamo sulla tavola non è vero cibo, ma stoffa abilmente cucita. Questa è l’idea della designer londinese Anna Lomax che con la collaborazione della fotografa Victoria Ling e l’art director Mark Kenney dà vita a portate di eleganza sartoriale.
In questo modo, attraverso una realizzazione impeccabile, al cliente verrà proposto un appetitoso salmone accompagnato da anelli di peperoni, pomodorini, carote e insalata, oppure uova, toast e un caffè fumante per una deliziosa colazione.
L’ispirazione pop che unisce colori squillanti al concetto dell’oggetto cibo, non può non ricordare nella fattura e nelle resa formale quegli oggetti creati da Claes Oldenburg agli inizi degli anni ’60. È lui infatti che, dopo aver riempito il suo store di cibi in gesso, sperimenta la scultura nella sua declinazione molle attraverso l’uso della stoffa e della plastica cucita, dando vita ai suoi panini giganti, alle fette di torta e ai gelati di peluche su stecco che tanto ricordano queste gustose portate. D’altronde è proprio la cultura pop che tanto ispira le due creative.
Anna Lomax, designer londinese che si divide tra il lavoro di art director e quello di set designer, è stata da sempre affascinata dal bizzarro, dalla cultura pop, folk, sviluppando una forte predilezione per le invenzioni e le installazioni in piccola e grande scala. È lei che utilizza medium completamente differenti a seconda dei progetti e dei clienti riuscendo a realizzare ardite composizioni e inediti equilibri di oggetti per installazioni visionarie.
La stessa brillante originalità è propria del lavoro di Victoria Ling. La sua è un’attitudine quasi scultorea che coniuga passione per gli oggetti e ricerca dei materiali spostandosi con estrema facilità dalla presentazione di oggetti a quella di cibi attraverso una narratività sempre nuova.
È dall’incontro di queste due creative che nasce il progetto Tailor Made Food.

a cura di Valentina Guttuso

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