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Agostino Iacobucci cambia aria (e cucina). Premiato con due forchette dal Gambero Rosso nella Guida Ristoranti d'Italia 2012 e capace di riportare la stella Michelin alla Cantinella di Napoli, Iacobucci trasferisce il suo bagaglio culinario nel capoluogo emiliano.

 

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“Abbiamo voluto creare una sinergia tra i prodotti emiliani e quelli campani” ci spiega con entusiasmo lo chef, illustrando il progetto per il ristorante I Portici di Bologna. Come durante l’esperienza partenopea, ritorna qui la massima cura nella scelta delle materie prime, coniugando ora due tradizioni differenti in un matrimonio insolito.

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Un esempio su tutti: pasta e patate, un classico della cucina napoletana. Agostino Iacobucci attinge dai prodotti di qualità dell’Emilia e li valorizza con una ricetta del Sud: provolone del monaco, guanciale di Mora Romagnola e pasta fresca come quella delle rezdore emiliane. Un altro piatto: Elogio del provolone del monaco (crème brulée e pera, fiocchi di culatello di Spigaroli, porcini di quercia e gocce di balsamico) dimostra quanto Iacobucci sia attento al nuovo contesto gastronomico e alle specialità del territorio. Anche tra i secondi è possibile ritrovare indizi del matrimonio emiliano-campano, in particolare nel maialino da latte cotto “a modo di porchetta” con insalatina di caprino Lucano, peperoni, acciughe, lupini gialli e riduzione di Taurasi.

 

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La parola chiave è quindi armonia: armonizzare Nord e Sud senza rinunciare al buono che ognuna delle due regioni può donare e, inoltre, infondere la freschezza del mare di Napoli nel nuovo menu de I Portici con pesce, crostacei e verdure di stagione.

 

A questo punto non resta che recarsi a Bologna e vedere lo chef all’opera.

 

 

Chiara De Francisci

21 giugno 2012