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C'è il tempo del dolore e c’è il tempo della rinascita. Leggere dell’iniziativa “Ristoranti Aperti”, portata avanti in Emilia Romagna per aiutare i ristoranti delle zone colpite dal sisma, è un po' come guardare un arcobaleno dopo un temporale. Il cielo è ancor

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a scuro, l’acqua inzuppa il suolo, ma la speranza fa capolino e dà la forza di ripartire.

 

 

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L’idea è firmata dall’associazione Cheftochef di cui fanno parte Igles Corelli, presidente, e Massimo Bottura, vicepresidente. “L’iniziativa” ci spiega Corelli “si sviluppa in due fasi: nella prima, io e i colleghi di Cheftochef, abbiamo organizzato manifestazioni per raccogliere fondi. Si tratta di ristoranti di alto livello che hanno cercato di aiutare le realtà della ristorazione meno note, ma che sono state colpite dal dramma del sisma e che hanno avuto le maggiori difficoltà a ripartire”.

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Una prima fase connotata da un vero e proprio aiuto economico insomma, ma cosa succede nella fase attuale?
Ora stiamo cercando di supportare i ristoratori dell’Emilia Romagna con lungimiranza: non più fondi, ma clienti. Ci stiamo tutti impegnando, infatti, a portare tante persone a mangiare in questi locali, sperando che questo crei un circolo virtuoso”.
La volontà, in quest’ultima fase, è quella di far lavorare i locali e anche di valorizzare i prodotti e le eccellenze locali, dal parmigiano all’aceto balsamico. “Ci sarà probabilmente una terza fase, ma non è ancora molto chiara la forma. Potremmo organizzare altre manifestazioni, forse il modo migliore per mantenere sempre i riflettori accesi sulla grave situazione economica di quest’area”.

Abbiamo parlato anche con Tiberio Rabboni, Assessore dell’Agricoltura regionale. “Ci tengo a ringraziare Cheftochef che, grazie ai tanti eventi organizzati la scorsa estate, ha saputo aiutare concretamente l’Emilia Romagna. Anche la Regione Puglia, con la quale abbiamo collaborato qualche mese fa, ci ha aiutati molto nel raccogliere diverse migliaia di euro da destinare al nostro scopo”.

 

Massimo Bottura è tra i promotori dell’iniziativa e la sua visione viaggia lontano, cercando di oltrepassare la coltre nuvolosa che ancora avvolge la situazione della sua amata regione.
Dobbiamo infondere speranza” confida al Gambero Rosso “ritrovare uno spirito di condivisione forte che sappia far fronte tanto agli oneri quanto alle gioie. Dopo il sisma si è creato un gruppo fortissimo che unisce ristoratori, cuochi, agricoltori, artigiani, gourmet, tutti tesi a promuovere l’Emilia Romagna. Una reazione forte, propositiva. Abbiamo studiato menu dedicati ai prodotti più rappresentativi, vorremmo che la gente tornasse a mangiare in queste zone e vorremmo lo facesse col sorriso”.

 

A sentirne le parole viene da credere che la speranza per questa regione non sia così minuta. Una forza che Bottura la trova nei territori che hanno subito il terremoto. Aiutare la popolazione, per chi ne ha la possibilità, è un gesto sociale. “Non sento il peso della responsabilità di queste iniziative. So che ho il dovere e la voglia di esserci, oggi che c’è bisogno, ma anche domani. Come è sempre stato”. Se ognuno di noi farà la sua parte, si potrà far tornare alla normalità un territorio che ne ha urgente bisogno.

 

Alessio Noè

 

24/01/2013