Il food in 3D

14 Feb 2012, 15:56 | a cura di Gambero Rosso
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No, non avete problemi alla vista. Quello che avete visto passare è un video in 3D. Se non avete gli occhialini dedicati - i più semplici si chiamano anaglifi - la visione vi risulterà alquanto fastidiosa.

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Nell'attesa che ve li procuriate (qui la spiegazione per farseli anche da sè), vogliamo dirvi che è tempo di guardare al cibo in terza dimensione. Ne è convinto Roberto Savio, direttore creativo di LineaGolosa.tv, filmaker dalla metà degli anni '80 e profondo conoscitore della stereografia, quella tecnica fotografica che, simulando il meccanismo visivo dell’uomo, riesce a registrare immagini cosiddette 3D. 

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Dal 2009 con LineaGolosa.tv sta lavorando all'applicazione della tridimensionalità al mondo del food. La difficoltà non sta tanto nel mezzo tecnico, quanto nella capacità di far passare il concetto. Cosa offre in più la terza dimensione? "La materia è viva, pulsa - spiega entusiasta Savio - dona a ciò che racconti una profondità che  avevamo perso con l'abbandono della pellicola". Il regista bolognese ricorda i "gloriosi" tempi della fotografia predigitale. Paradossalmente (che poi tanto paradosso non è ) la pellicola dava uno spessore alle immagini che il digitale ancora fatica a dare.

Le differenze possiamo notarle ancora nel cinema. I costi della pellicola tuttavia sono altissimi ed è impensabile produrre video nel mondo televisivo e del web con quei prezzi. L'escamotage potrebbe essere il 3D. "La terza dimensione va concepita come un personaggio in più nella storia che vai a raccontare - continua Savio - è come passare dal bianco e nero al colore. Recuperi lo spazio che le cose occupano nella realtà, la sensazione di poterle toccare non è solo un gioco, ma un passo avanti nel racconto della verità. Non a  caso il primo esperimento in questo senso lo abbiamo fatto con Davide Scabin, lo chef che più di altri ha dato un senso al valore materico degli ingredienti. I suoi piatti non vogliono solo essere visti e gustati , ma invitano al contatto".

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Francesca Ciancio

14/02/2012

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