[caption id="attachment_92489" align="alignnone" width=""]http://med.gamberorosso.it/media/2013/01/331926_web.jpeg[/caption]

Studio dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche  “Mario Negri”  e degli Ospedali Riuniti di Bergamo.

 

L'aggiunta di succo di limone alla regolare alimentazione è in grado di ridurre il rischio di riformazione dei calcoli renali nei pazienti che abbiano già sofferto di tale patologia.

Pubblicità

E’ quanto intende dimostrare uno studio su 200 soggetti che per 2 anni seguiranno una dieta che prevede l’assunzione giornaliera di una quantità controllata di succo di limone. 

I ricercatori bergamaschi, oltre a valutare l’azione primaria dell’agrume sulla calcolosi, intendono al contempo sondarne gli effetti su complicanze come coliche e infezioni del tratto urinario, per stabilire se il misurato consumo di succo di limone possa alfine ridurre il numero dei ricoveri ospedalieri per la rimozione dei calcoli.

Pubblicità

La calcolosi renale è una malattia relativamente comune, che colpisce dal 10 al 12% della popolazione. Senza una terapia farmacologica specifica la recidiva è molto alta: a un anno dal primo episodio, i calcoli si riformano nel 15-20% dei pazienti, valore che può impennarsi sino al 50% nell’arco di 5 anni.

Sebbene i fattori genetici giochino un ruolo importante nella sviluppo dei calcoli renali, motivi ambientali o comportamenti poco ortodossi – a partire da un’alimentazione inadeguata – aumentano il  rischio della loro formazione. La dieta da sola però non è in grado di prevenire la malattia; in particolare non è in grado di prevenirne le ricadute.

Pubblicità

È quindi necessario ricorrere all’uso di un farmaco (il citrato di potassio), sicuramente efficace, ma con effetti collaterali che ne limitano le possibilità d’uso. Gli agrumi sono una naturale, straordinaria fonte di citrato, e possono pertanto rappresentare una valida alternativa al farmaco. In particolare, le maggiori concentrazioni di citrato sono presenti nei limoni, quasi cinque volte superiori a quelle che si hanno, ad esempio, nelle arance. Mezza tazza di succo puro di limone può fornire una quantità giornaliera di citrato paragonabile a quella che si ottiene somministrando il farmaco.

Con questo progetto intendiamo dare una risposta definitiva sull’effetto protettivo del succo di limone nelle calcolosi recidivanti” – dice il professor Giuseppe Remuzzi, coordinatore delle ricerche del Mario Negri e direttore di Nefrologia e Dialisi degli Ospedali Riuniti di Bergamo. “I pochi dati ad oggi disponibili attendono conferma dallo studio che stiamo realizzando qui a Bergamo. Ovviamente l’indagine, perché  la validazione statistica risulti la più appropriata possibile, la si sta effettuando su un numero di ammalati adeguato. Un risultato, come tutti ci auguriamo, positivo, ci metterebbe nella condizione di fornire agli ammalati una cura più “semplice”  e con meno effetti negativi di quanto non succeda con il farmaco.”

La sperimentazione vede coinvolti medici dell’ospedale di Bergamo e ricercatori del “Mario Negri” guidati dalla dottoressa Maria Rosa Caruso e dal dottor Piero Ruggenenti, ed è supportata già daalcuni anni dal Consorzio di Tutela del Limone di Siracusa IGP.

Il Consorzio  ha infatti messo a disposizione dell’Istituto la fornitura di limoni per i pazienti inseriti nel protocollo, assumendosi inoltre l’onere dell’organizzazione dei numerosi incontri volti a individuare e a risolvere i problemi logistici e a garantire che la qualità del prodotto destinato all’attività sperimentale sia sempre la più alta possibile.

07/01/2013