L'ex sottosegretario oggi alla direzione di Via XX Settembre, illustra le sfide cruciali che lo attendono per fare il salto di qualità: Pac, Collegato all'Agricoltura ed Expo 2015
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Abito scuro e cravatta amaranto, Maurizio Martina si è ufficialmente insediato oggi a Palazzo dell’Agricoltura. Il neo titolare del dicastero, che succede a Nunzia De Girolamo dopo essere stato nominato sottosegretario nel maggio 2013, a giudicare dalle prime battute a margine della cerimonia, intende portare avanti idee in linea con quel cambiamento radicale di cui ha spesso parlato il suo presidente del Consiglio, Matteo Renzi: “Dobbiamo puntare a realizzare un progetto basato su una visione complessiva delle esigenze del comparto e dei suoi protagonisti. Un progetto ambizioso, coerente e organico” ha detto Martina “che sappia offrire una strategia per i prossimi anni”.

Tre gli àmbiti di lavoro (lui le ha definite sfide e momenti) che lo vedranno impegnato da subito: l’attuazione della Pac, il Collegato agricoltura approvato meno di un mese fa dal governo Letta (e che ora dovrà fare il suo percorso parlamentare), ed Expo 2015 per il quale Martina sta lavorando da mesi in qualità di delegato Mipaaf: “L’agroalimentare italiano ha davanti a sé una partita importante e complessa e noi intendiamo giocarla fino in fondo e con il massimo impegno, tenendo ben presente che questo settore ha numeri e potenzialità eccezionali. Questo” ha sottolineato “non lo scopriamo oggi, ma proprio per la fase che stiamo vivendo, è ancora più evidente quanto sia centrale per costruire una nuova economia per il Paese. Una parte fondamentale del rilancio dell’Italia può passare dall’agricoltura e dalla pesca italiane”.
Per Martina, esponente del Pd, nato Bergamo nel 1978 e grande tifoso dell’Atalanta, anche il rapporto con le Regioni è fondamentale in questo percorso: “A breve convocherò un incontro con gli assessori all’Agricoltura proprio per impostare un lavoro di squadra. Voglio essere un interlocutore affidabile, dobbiamo ascoltare le istanze dei territori per concretizzare un sistema Italia. Questo è uno sforzo decisivo, soprattutto se pensiamo che siamo alla vigilia di appuntamenti cruciali come il semestre di presidenza italiano e l’esposizione di Milano”.
“Tra i miei obiettivi principali” continua Martina “c’è anche quello legato all’occupazione giovanile. L’Italia ha molto da recuperare, anche rispetto alle medie europee. Dobbiamo usare gli strumenti che abbiamo a disposizione, a partire da quelli del Collegato Agricoltura, per dare risposte ai nostri giovani”.
Infine l’Expo di Milano: “Me ne sono innamorato e credo sia una delle opportunità più straordinarie che abbiamo, non solo per il comparto ma per tutto il Paese. Assieme a Giuseppe Sala e Diana Bracco (ndr: rispettivamente amministratore delegato e presidente di Expo) continuerò sulla strada intrapresa per sviluppare tutto il suo potenziale”.

www.politicheagricole.it

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a cura di Gianluca Atzeni