Italiani, attenti all'imbrOLIO

24 Nov 2011, 16:17 | a cura di Gambero Rosso
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Massimo Gargano, presidente di Unaprol,lo ha simpaticamente chiamato“imbrolio”. Ma il problema è serio, se è vero che il 40% dell'olio acquistato nei supermercati italiani ha evidenziato la presenza di muffe, come dimostra la prima indagine qualitativa di Unaprol, Coldiretti e Symbola su campioni di extravergi

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ne e vergine d'oliva.

 

La ricerca mostra come il 16% delle bottiglie contiene olio derivante da olive alterate e l’8% addirittura rancido. Nell’analisi ci sono marchi molto
conosciuti ma non ci sono quelli Dop e quelli ottenuti al 100% da olive italiane. “In Italia, dove si producono in media 500mila tonnellate d'olio d'oliva, per il 60% venduto come extravergine, è scandaloso – ha detto il presidente di Coldiretti, Sergio Marini – che i cittadini siano costretti a consumare con l’inganno prodotti scadenti che potrebbero anche mettere a rischio la salute”.

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E il progetto Genius Olei, presentato stamattina a Roma, serve proprio a promuovere una profonda conoscenza dell’olio. Di fronte a una situazione “dannosa” per i consumatori, Coldiretti, Unaprol e Symbola chiedono da un lato un'intensificazione dei controlli e, dall'altro, rivolgendosi al neo ministro Mario Catania, di accelerare l’iter del decreto sulle dimensioni dei caratteri in etichetta e sul posizionamento delle diciture, firmato quasi quattro mesi fa e non ancora pubblicato.

 

Per non cadere nella trappola del mercato, il consiglio delle tre sigle è quello di “guardare con diffidenza ai prezzi eccessivamente bassi” che non coprono neanche il costo delle olive, come dimostrano i recenti casi di sequestro di olio deodorato a basso prezzo. “Una confezione da un litro di un extra vergine, prodotto al 100% con olive italiane – sottolineano – non può costare meno di 6 euro”. La strada la suggerisce Ermete Realacci, presidente
di Symbola: “Occorre che l'olio segua la stessa strada del vino. Puntare sulla qualità più che sulla quantità. E’ questa la via per essere più forti e combattere le sofisticazioni”.

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Gianluca Atzeni

22/11/2011

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