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Si parla spesso di esportare la qualità enogastronomica italiana, le eccellenze di un territorio che moltiplica le proprie peculiarità e le declina in migliaia di prodotti che potrebbero far gola al mondo intero. Non sempre queste buone intenzioni sono seguite da iniziative realmente efficaci o concrete. C'è per&og

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rave; un esempio virtuoso di come si possa mettere in mostra, con discrezione e garbo, quanto di meglio abbiamo da offrire ed è successo qualche settimana fa in Sardegna.

Si tratta del progetto “Yokoso Sardinia“, un’idea nata dalla voglia di Gunter Fracassi – sardo cosmopolita ed editore – di esportare le bellezze e le bontà della sua amata isola. E’ stato organizzato un tour che ha permesso a dieci importanti imprenditori giapponesi di viaggiare da Cagliari ad Alghero, con nel mezzo tante tappe di rilevanza enogastronomica, per conoscere, approfondire e studiare quanto di più interessante ci sia anche in ottica di esportazione e di investimenti in loco.

 

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Il tour ha avuto un grande successo. I nostri ospiti sono rimasti affascinati da quanto visto e provato, ma anche soprattutto dalla disponibilità delle aziende sarde di sponsorizzare tante iniziative per facilitare loro la miglior comprensione del ‘prodotto Sardegna di qualità”. E’ quanto afferma Gunter Fracassi, che prosegue. “A una settimana dal rientro ci hanno già reso partecipi di resoconti fatti ai loro partner, chiedendoci l’invio di nuove campionature di prodotti agro-alimentari, biologici e listini. Inoltre si stanno adoperando per trovare un ‘importatore giapponese’ al quale affidare la spedizione dei prodotti selezionati, e l’organizzazione di un evento in Giappone di promozione del nostro progetto e di presentazione dei prodotti sardi di qualità insieme ai ristoranti di cucina italiana e sarda del Giappone.”

 

La delegazione era composta da personaggi di assoluto spicco dell’economia giapponese, tra cui ben sei presidenti di altrettante aziende nipponiche, e ha potuto toccare con mano ristoranti, produttori, vigneti, ma anche tutte le persone che lavorano duramente per mantenere incontaminata la storia e le tradizioni della Sardegna. Sono state soprattutto le piccole aziende, con la loro genuinità e cura del prodotto, ad aver catturato l’attenzione degli imprenditori orientali: i vini della Cantina Lilliu o di Zarelli e Vigne Deriu, gli spumanti di Olbios e di Quartomoro di Sardegna, i formaggi del Caseificio Su Lisandru, gli oli di Corrias, i cioccolatini di Sperandri, e ancora le tante bontà locali di Biomirto e Bresca Dorada.

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La risposta giapponese al “prodotto Sardegna” non ha tardato nel farsi sentire con una richiesta notevole di alimenti di alta qualità e prestigio, frutto di antichi sapori e passione per la propria terra. Un rilancio, dunque, di un made in Italy poco conosciuto, forse poco valorizzato negli ultimi anni, ma certamente interessante e gustoso per il mercato estero e per i ristoranti di cucina italiana e sarda presenti in Giappone. Grazie all’iniziative di Enocommerciale e di sponsor quali La Confidi Sardegna, L’Acqua Smeraldina, Argiolas e Santa Maria La Palma, Pasta di Sardegna e Casar è stato possibile garantire la partecipazione all’evento di circa 100 aziende, unite nella condivisione di una stessa filosofia riguardo al lavoro e alla produzione di eccellenze locali.

 

L’ulteriore aiuto di personalità autorevoli come lo scultore Pinuccio Sciola ha scandito e arricchito attimo dopo attimo la scoperta di un particolare e ricco patrimonio storico, di tradizioni popolari e produzioni artigianali di grande pregio. L’evento cui ha accennato Fracasso tra Italia e Giappone potrebbe essere una bellissima occasione, la raccolta dopo una sapiente semina. La speranza è che questa iniziativa possa aver spianato la strada a tante altre analoghe. Un bene per il nostro Paese, ma anche per il resto del mondo!

 

Alessio Noè e Stefania Annese
13/11/2012