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Già dal nome si capisce parecchio, quello di cui stiamo parlando si chiama infatti “ristorante” aziendale e non mensa.

Il KoA (Kitchen Open Air), questo il nome del ristorante aziendale di cui sopra, è stato commissionato dalla

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90/1/default.html” target=”_blank”>Zambon Group, società che da più di cento anni si occupa di ricerca in ambito chimico e farmaceutico e sarà gestito dalla romana Pedevilla.

Ma cos’ha di così innovativo da giustificare l’attenzione che gli stiamo dedicando? In primo luogo il design. Più che un luogo destinato alla pausa pranzo dei dipendenti sembra uno spazio espositivo, di quelli iper contemporanei. Tutto vetro, legno e acciaio. A ben guardare le foto la mente torna ai piacevoli ricordi, ormai lontani, delle politiche che il grande Adriano Olivetti mise in capo per il benessere nei luoghi di lavoro.

 

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Illuminazione tramite fonti naturali: le grandi vetrate che racchiudono questo spazio di 750 metri quadrati non solo conferiscono all’ambiente una luce che non affatica gli occhi, ma regalano le immagini esterne del parco in cui è situato il ristorante. Il verde riposa, vedere il giardino, esserci praticamente immersi, permette a chi pranza in questo spazio di rilassarsi con serenità.

 

Ma c’è di più. Il ristorante aziendale è fuori dal perimetro dell’azienda. Non ci sono pensiline a collegare i due plessi. Chi esce per la pausa pranzo “stacca” del tutto. “Se piove prende l’ombrello” ci ha raccontato il progettista Vittorio Grassi “perché è fuori dalla vita aziendale, sta andando in un altro posto. A mangiare”. È per questo che si è pensato anche ad una “trappola acustica” anti-brusio collocata sul soffitto. Si tratta di un sistema semplice ed efficace di controsoffitti.

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C’è un altro motivo ancora. “L’edificio che si affaccia sui futuri Giardini del Respiro Scientifico promossi dall’azienda a Bresso, vicino Milano” continua l’architetto “non diverrà solo un punto di incontro e di aggregazione per i frequentatori del Polo di Eccellenza Open Zone realizzato da Zambon, ma avrà anche il compito di comunicare una corretta cultura dell’alimentazione, inserendosi così nel dibattito dell’Expo 2015 che si svolgerà non distante”.

 

 

Ultima nota. Il progetto è valso in questi giorni allo studio l’accesso alla fase finale di LEAF Awards nella categoria “Commercial Building of the year”.

 

 

Saverio De Luca

25/07/2012