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Parola d'ordine della Milano Fashion Week? Street Style. Basta guardare un po' di scatti nel sito più gettonato tra stylist e affini - www.style.com – per capire che il mood 2013 sarà proprio la moda rilanciata dalla strada, un po’ l'opposto dell'alta

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moda, moda dal basso se vogliamo. La tendenza è il ritorno ai mitici Nineties e il mix con lo streetwear. Bene si presta la contrapposizione schopenhaueriana (che non ce ne voglia Schopenhauer) tra realtà (volontà) e apparenza (rappresentazione). Apparenza: metto le prime cose raccattate dall’armadio. Realtà che implica uno studio assai accurato: attingo dalla strada, look street, e lo compongo con bei vestiti e tessuti raffinati. Il risultato? Una sorta di skaters/writers/clubbing/sportswear ripulito.

Cosa c’entra con la gastronomia? C’entra eccome. Durante la settimana milanese della moda saranno coccolati anche gli amanti del buono e bello a tavola, attraverso il primo Ristorante Effimero in Italia firmato dalla Maison Krug. Terza puntata per “Krug en Capitale“, ovvero uno dei grandi nomi dello Champagne inaugura i suoi ristoranti e li chiude, non certo per problemi economici, nel giro di una settimana. Dopo Londra e Parigi (per ben due volte), è il momento di Milano dal 20 al 26 febbraio.

 

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Format non certo originale, ma che può distinguersi grazie alla location inedita: il 27° e ultimo piano della Diamond Tower, uno dei nuovi grattacieli d’acciaio e cristallo in zona Porta Nuova, firmato da Kohn Pedersen Fox Associates e completato appena quattro mesi fa.

 

 

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Ristorante pop-up che in apparenza sembra esprimere il nomadismo gastronomico, ma in realtà palesa una cura maniacale dei particolari: luogo ineffabile, vista indimenticabile, chef blasonato, Enrico Bartolini del Devero Ristorante, e l’eccellenza artigianale dello Champagne Krug Grande Cuvée, nata dall’unione straordinaria di 120 vini di diverse annate, alcuni lasciati maturare fino a 15 anni.

Anche il menù sembra esprimere la contrapposizione tra apparenza e realtà, cibi popolari abbelliti attraverso forme inconsuete o con ingredienti raffinati. Il risultato? Tre menu non proprio per tutte le tasche: Unforgettable Krug, A sense of Krug, Journey into the Krug Universe. Qualche esempio? Cannolo fragrante al profumo di cassoeula e riso alla milanese soffiato (foto qui sotto), tributi espliciti alla capitale della moda, dove piatti popolari vengono “ripuliti” e presentati sotto forma di cilindri o sfere. Insalata russa di sole rape e gamberi battuti con salsa di pompelmo rosa in tostatura marina, un vero e proprio elogio agli anni ’90 (basti pensare al cocktail di gamberi). Sono solo alcuni dei piatti pensati per i pochi fortunati che potranno godere di questa esperienza.

 

  

Io preferisco mangiare, le interpretazioni le lascio esprimere ad altri!” scherza lo chef toscano. E ci racconta che “la collaborazione con la Maison Krug è iniziata un bel po’ di tempo fa. Dei loro collaboratori sono venuti più volte nel mio ristorante e lo hanno nominato ambassade Krug, ovvero uno dei portavoce in Italia dello stile della Maison. In quanto ambasciatore mi hanno poi contattato per intraprendere questa nuova avventura con loro”.

 

Sgombro e foie gras confit al profumo di mandarino 

 

 

Il menù chi l’ha pensato? “L’ho deciso assieme allo staff Krug. Tutto è incentrato ad enfatizzare lo champagne, quindi tutti i piatti sono basati sull’abbinamento, cercando però di riprendere piatti della tradizione milanese, con un pizzico di Francia” (si riferisce allo sgombro e foie gras confit al profumo di mandarino) “e un inevitabile graffio del Gran Ducato viste le mie origini toscane” (parla dei bottoni di olio e lime in salsa cacciucco e polpo alla brace) “un menu a mio avviso riuscito che coniuga la filosofia della Maison Krug e la gastronomia in generale. Insomma prenotatevi che i posti sono solo 40 ed è proprio il caso di dire: o ora o mai più!”.

Bottoni di olio e lime in salsa cacciucco e polpo alla brace

La sala sarà inoltre arricchita dall’opera L’Éphémère Éternel (qui sotto un particolare) ossimoro che non poteva esprimere meglio il perlage della Krug Grand Cuvée – dei designer Maurizio Galante e Tal Lancman, opera d’arte in vetro di Murano con 280 foglie in vetro dorato.

 

Ancora una volta si capisce quanto la gastronomia sia attratta dalle contrapposizioni e le elabori in maniera tale da renderle armoniche: realtà/apparenza, tradizione/innovazione, effimero/eterno, naturale/manipolato. La gastronomia del resto non è poi così diversa dalla moda che crea attingendo dai contrasti che caratterizzano l’esistente.

 

 

a cura di Annalisa Zordan

20/02/2013