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L'extravergine va in Europa. Così, dopo Francia, Inghilterra e Germania, l'olio di oliva di alta qualità europeo punta a penetrare nei mercati di Olanda, Belgio, Danimarca. Un progetto guidato da Unaprol che coinvolge direttamente le aziende produttrici (che contribuiscono a finanziare l'iniziativa) e che vede sul tavolo ben 5 mili

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oni di euro, messi da Ue e Ministero per le politiche agricole per un pressing verso i consumatori nei supermercati, verso i buyer e gli importatori e che punta anche a dare strutture di distribuzione alle aziende. 

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Alla presentazione presso l’Enoteca regionale Palatium, erano presenti gli ufficiali di carabinieri e della Guardia di Finanza che operano nella repressione frodi ed Emilio Gatto, direttore generale del Mipaaf, respondabile dell’Icqrf, oltre a Massimo Gargano (presidente Unaprol) e a Giulio Somma che ha portato il saluto di Erder Mazzocchi, commissario Arsial e anche lui impegnato nel Lazio sul fronte dell’olio extravergine di qualità.

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“Anche se la bilancia commerciale ha chiuso il 2011 con un saldo attivo di 29 milioni di Euro,  il nostro obiettivo – afferma Gargano – è quello di incrementare l’offerta di prodotto di alta qualità europea sui mercati di tutto il mondo.  Questo progetto rappresenta un’opportunità per tutte quelle imprese che hanno fatto del legame con il territorio il punto di forza di un offerta unica e irripetibile che migliora complessivamente l’offerta di alta qualità europea”.

Secondo i dati di previsione elaborati dall’osservatorio economico di Unaprol nella campagna olearia 2011-2012 il consumo di olio di oliva in Europa si attesterà intorno ai 3,078 milioni di tonnellate, con un incremento del 3,2% rispetto alla campagna precedente.
Bene l’export nel 2011, che ha superato le 400 mila tonnellate di oli di oliva in generale, per un incasso che ha superato 1,2 miliardi di euro. La domanda è stata sostenuta da Usa (+8,7% le spedizioni oltre Atlantico), mercato in cui confluisce circa un terzo delle vendite all’estero di oli di oliva made in Italy. In Europa a tirare sono stati Germania e Francia, Belgio e Danimarca dove si registra un incremento dell’export italiano. Il 2011, però, è stato anche l’anno anno record per le importazioni, con 625 mila tonnellate (+2,2% rispetto la 2010) e 1,2 miliardi di euro (+0,4%): questo purtroppo vuol dire spesso che dietro etichette italiane ci sono oli stranieri. Ed è per questo che il made in Italy deve essere tutelato con più strumenti ed energia. 


25 giugno 2012