L'Ossobuco fa il giro del mondo

12 Gen 2012, 12:37 | a cura di Gambero Rosso
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In principio era la Carbonara, seguita l’anno successivo dal Risotto alla Milanese, poi  la Tagliatella al Ragù alla Bolognese e infine, l’anno scorso, dalle Trenette al Pesto. Stiamo parlando della Giornata Internazionale delle cucine italiane, promossa e idea

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ta dalla rete itchefs-gvci (gruppo virtuale cuochi Italiani, network di oltre 1.800 ristoratori e professionisti del food che lavorano in più di 70 Paesi e che si ritrovano quotidianamente nel forum del Gruppo Virtuale Cuochi Italiani).

 

L’iniziativa organizzata per promuovere e proteggere il Made in Italy ad ogni latitudine, oggi celebra in tutto il mondo un altro piatto della tradizione “l’Ossobuco in Gremolata alla milanese”.

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Può esser servito da solo. Oppure insieme a un puré di patate, a una morbida polenta o a un classico risotto alla milanese. L’Ossobuco con tutte le sue erronee varianti (osobuco, ossobucco, osso bucco, etc.) è una delle parole italiane più conosciute nel mondo. Non a caso, in solo 0,26 secondi Google in inglese può arrivare a dare quasi due milioni di risultati con questo nome. Il significato della parola sarebbe osso cavo e in termini culinari si riferisce generalmente al piatto conosciuto come ossobuco in gremolata alla milanese. Il suo ingrediente principale è lo stinco di vitello e specificamente la parte centrale di quello posteriore che ha abbastanza carne tenera attorno all’osso, cosa che quello anteriore non ha.

 

Volete cimentarvi anche voi nella preparazione di questo piatto? Lo chef Mario Caramella, del ristorante Forlino di Singapore nonché presidente del forum GVCI raccomanda tra gli ingredienti: tranci di stinco (posteriore) di vitello; sedano, carota e cipolla (per il soffritto); olio extravergine e burro (come condimenti); e ancora, brodo, vino bianco, pomodori e Prosciutto di Parma tagliato a cubetti. E per la gremolata? Bucce di limone a brunoise, prezzemolo, spicchio d'aglio (pelato e tritato), sale e pepe bianco.

 

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Tutti possono aderire all'Ossobuco Day. Compilando subito il format online e andando così a creare un'ideale ola globale. Tra gli chef in lista, Matteo Scibilia dell'Osteria della Buona Condotta di Ornago; Ivan Bianco de L'Officina dei Sapori di Cernusco sul Naviglio; Claudio Ceriotti de Il Maragàsc di Legnano e Giorgio Broggini dell'Osteria di Porta Cicca di Milano, Marco Sacco (del Piccolo Lago di Verbania), Sergio Vineis (de Il Patio di Pollone, Biella), Stefano Gallo (della torinese La Barrique), Gaetano Simonato (di Tano passami l'olio).

 

Nel frattempo, ieri sera a New York, un poker di talenti, capeggiati da Gennaro Esposito (della Torre del Saracino di Vico Equense) e da Pino Cuttaia (de La Madia di Licata), hanno dato il via ai festeggiamenti, che si concluderanno a Mosca il 17 gennaio con il Grana Padano Italian Cuisine Worldwide Awards, gli Oscar dell’enogastronomia italiana nel mondo.

 

I Grana Padano Italian Cuisine Awards sono assegnati a personaggi che nel corso dell’anno trascorso o nella loro carriera si sono distinti per la promozione e la difesa della cultura enogastronomica italiana fuori dall’Italia. Sono nominati dagli oltre 200 cuochi del circuito ICMC – Italian Cuisine Master Chef e selezionati da una giuria quest’anno composta tra gli altri da Luigi Cremona e Paolo Marchi.

 

La cerimonia di assegnazione avverrà in una cena di Gala a Mosca preparata da Marco Sacco (Piccolo Lago, Verbania) e le Stelle del Piemonte (Sergio Vineis e Stefano Gallo) al Ristorante Aromi di Pietro Rongoni, un evento organizzato con la rivista russa Buona Italia.

 

Michela Di Carlo

12/01/2012

 

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