Il gemellaggio Düsseldorf- Palermo si è stretto a tavola. Ecco chi è Giuseppe Saitta, siciliano doc e ristoratore in Germania. Dove ha creato un piccolo impero del gusto.

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Da un piccolo comune siciliano, Partinico, a Düsseldorf. La storia di Giuseppe Saitta non abbraccia solo un salto geografico, ma anche quello di due mondi completamenti diversi che entrano in contatto: il 10 marzo è stato sancito il gemellaggio tra le città di Palermo e Düsseldorf. Dietro l’accordo c’è proprio Saitta, che passo dopo passo, di parmigiana in vino, ha creato un solido impero. Oggi Saitta, che è anche consigliere del municipio di Düsseldorf, dispone di 4 locali; in primi la storica Osteria Saitta, poi il ristorante Piazza Saitta, infine, due nuove aperture nel 2015: rispettivamente Va Veloce 1, Va Veloce 2. La qualità è alta, in occasioni di fiere e congressi, troverete tanti italiani in viaggio che scelgono di mangiare da Giuseppe. Su tutti i produttori di vino, italiani ma anche tanti stranieri, che qui tirano fino a notte fonda stappando bottiglie straordinarie e una cucina solida, di qualità, senza effetti speciali ma di grande costanza e solidità.

 

Giuseppe, come sei arrivato qui in Germania?

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Mio padre è arrivato in Germania nel 1965, si è trasferito qui per lavorare alla Mannesmaan, azienda che produce tubi. Se vi ricordate, nel 1968 in Sicilia c’è stato un brutto terremoto. Mio padre è venuto giù a prenderci, così ci siamo trasferiti con tutta la famiglia qui in Germania.

 

Difficoltà iniziale?

Beh, la lingua all’inizio è stato un ostacolo mica da poco. L’ho superato con il pallone, è stata la mia via per integrarmi. Giocavo bene, in poco tempo sono diventato uno di loro.

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Come ti sei avvicinato alla gastronomia?

Papà ha avuto un incidente e non ha più potuto lavorare in fabbrica. D’un tratto, si è dunque dovuto inventare un nuovo lavoro. Di fronte a casa c’era un piccolo negozio di generi alimentari, l’abbiamo rilevato con i pochi risparmi che avevamo, era poco più di uno scantinato. Era il 1975, iniziammo a vendere prodotti italiani, e non avete idea le reazioni della clientela quando ci vedevano cucinare per noi nella pausa pranzo. Quei profumi dovevano sembrargli esotici. A pranzo si fermavano perché volevano vedere cosa mangiavamo. Iniziammo così la tavola calda nell’82.

 

E dalla tavola calda?

Ci siamo allargati lentamente. Il primo ristorante, l’Osteria Saitta l’abbiamo aperta nel 1990. L’idea era di riprodurre le ricette della casa, quello che cucinavamo per noi: pasta al pomodoro, lasagna, melanzane. Nel 1997 ci siamo allargati con Piazza Saitta (Barbarossaplatz), mentre l’anno scorso abbiamo aperto Va Veloce 1 e 2. L’idea è quella di una cucina adatta alla pausa pranzo, flessibile e veloce. Qui hanno tempi ristretti rispetto all’Italia, quindi cucina espressa e ricette semplici. La sera cambia aspetto e diventa un ristorante a tutti gli effetti. La formula è quella di sempre: è insieme un generi alimentari dove si può comprare un buon formaggio, un salume come una bottiglia di vino. Enoteca, ristorante, salumeria.

 

Cosa piace di più ai tedeschi della cucina italiana?

Noi ci siamo fatti un nome per le ricette a base di tartufo anche se non siamo esattamente piemontesi, lavoriamo tutte le tipologie: dal bianco d’alba, al nero pregiato, allo scorzone. Mentre ci siamo resi conto che non vanno i pasticci di pasta. Il resto la fa una cucina espressa di qualità, cotture giuste, belle al dente. A Düsseldorf il livello dell’offerta gastronomica è molto alta. È un pubblico esigente.

 

E il vino italiano?

Per caso ci siamo buttati anche nel lavoro di distribuzione, per soddisfare il consumo nostro ma anche per far conoscere nuovi prodotti. Tra i casi clamorosi di successo, l’esplosione dei vini Venica & Venica, e l’exploit dei vini del Sud Italia, penso soprattutto al nero d’Avola. Poi c’è il fenomeno Lugana: si vende a fiumi. Una cosa inspiegabile. C’è stato il momento del Pinot Grigio, poi dello Chardonnay, ora il Lugana.

 

Quanto è grande la comunità italiana di Düsseldorf?

Prima eravamo la seconda o terza forza qui a Düsseldorf. Ora molti sono ritornati in Italia. Siamo in 7mila, e ci sono circa 700 ristoranti di cucina italiana. Ormai molti hanno preso la cittadinanza, parliamo d’italiani di terza generazione. Anche io con le mie figlie parlo in tedesco a casa.

 

In chiusura, ma come si vive a Düsseldorf? Cosa ti manca?

Si vive divinamente. È una città sicura, se ami lo sport ti offre tantissime possibilità. Adoro i percorsi di jogging: attraversi la città vecchia, il ponte, gli scorci del Reno. E c’è un’offerta culturale straordinaria tra l’opera, il teatri, i musei. Le persone qui amano l’Italia. Magari trascurano la loro cucina per dedicarsi alla nostra. M’invitano a cena e mi fanno la pasta, con sughi tirati anche 10 ore come faceva mia nonna. Cosa mi manca? Sarò banale ma è così: luce, mare e sole.

 

Osteria Saitta | Germania | Düsseldorf |  Alt-Niederkassel 32, 40547 | tel. +49 211 574934 | http://www.saitta.de/

Piazza Saitta | Germania | Düsseldorf | Barbarossaplatz 3 | tel. +49 211 1715191 | http://www.saitta.de/

Va Veloce | Germania | Düsseldorf | Kaiserswerther strasse, 253 | tel. +49 211 45760630 | http://www.vaveloce.com/

 

a cura di Lorenzo Ruggeri