Lazio eterna scoperta. Lovino, Ammaniti e Tognazzi raccontano il Lazio in vista di Expo

16 Mar 2015, 09:25 | a cura di Stefano Polacchi
15mila chilometri, 83 centri e 93 siti visitati. È il bottino di Fabio Lovino, Niccolò Ammaniti e Maria Sole Tognazzi che hanno girato il Lazio seguendo 4 itinerari, per raccontarne la bellezza con immagini e parole. Ma anche la bontà: coLazio eterna scoperta. Lovino, Ammaniti e Tognazzi raccontano il Lazio in vista di Expo
n 101 prodotti selezionati e schedati in vista dell'Expo di Milano.
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15mila chilometri a piedi, in auto, jeep e carretto, a cavallo…83 centri e 93 siti visitati. Hanno rivoltato il Lazio alla ricerca di cosa sia Il Lazio.

IL PROGETTO
Il progetto di riscoperta di una regione, voluto fortemente dal governatore Nicola Zingaretti, ha messo in campo un fotografo del calibro di Fabio Lovino – ritrattista di molti grandi divi e registi del cinema internazionale – e autori che si chiamano Niccolò Ammaniti e Maria Sole Tognazzi, hanno esplorato la regione suddivisa in 4 scenari: Cassia e Aurelia (Tuscia); Pontina, Appia e Flacca; Appia, Casilina e Prenestina; Tiburtina, Salaria e Flaminia. La regione che ci raccontano testi e immagini in grande formato verrà diffusa in tutta Italia con i magazine di Corriere della Sera e Repubblica (Io Donna e Venerdì) e con il Messaggero, in 4 volumi dal titolo Lazio eterna scoperta. Una scoperta che ha stupito tutti: le diapositive proiettate sugli schermi nel cortile di Palazzo Barberini in occasione della presentazione del progetto e stampate sui 4 fascicoli, hanno presentato un patrimonio ambientale inedito, irriconoscibile quasi. “Una signora, mentre stavo entrando, sfogliava il fascicolo e si chiedeva: 'ma questo mica è il Lazio!' Certo, questo è il Lazio” sorride Zingaretti nel suggestivo palazzo sede della Galleria Nazionale di Arte Antica di Roma “dobbiamo crederci anche noi. Dobbiamo cercarlo e vederlo così, con occhi nuovi, con emozione”.

IL CONCORSO
Il Lazio, in effetti, pur oscurato da una capitale che fagocita e digerisce tutto, ha allo stesso tempo la fortuna di stendersi a pochi chilometri di distanza da Roma. E mantiene spesso intatti i patrimoni della tradizione e della cultura contadina che oggi ci affascina. Dopo anni di grigio, oggi molti giovani hanno deciso di tornare alle terre dei padri e dei nonni, realizzando aziende moderne ed ecosostenibili in un paesaggio ancora per molti aspetti intatto. Ce lo mostrano le foto di Lovino. Ma ce lo mostrano anche le foto del concorso BelLazio: 3.500 scatti inviati da cittadini e turisti e suddivise in tre categorie, sapori, paesaggi, borghi. La giuria, diretta dal giornalista Marcello Masi, ha scelto 9 vincitori. Le foto percorrono itinerari simili a quelli fati da Lovino, Ammaniti e Tognazzi: presentano immagini stupefacenti, inedite, insospettate. Immagini che hanno in sé elementi esotici, giocosi, allegri, pittorici che danno risalto a quello che il cibo e i prodotti della terra rappresentano per la cultura di questa regione in cui arte e quotidianità, monumentalità e vita materiale convivono e si intrecciano continuamente.

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IL PANIERE DEL LAZIO
Abbiamo scelto 101 prodotti e li abbiamo messi nel Paniere del Lazio che ci accompagna a Expo 2015” spiega Nicola Zingaretti “Li abbiamo mappati e schedati, così da evitare copie e falsificazioni. Abbiamo ristretto la scelta, anche per concentrarci su produzioni ben definite e scoraggiare chi sotto il marchio Lazio voglia passare di tutto”. Al centro del primo fascicolo, in edicola il 27 marzo, c’è una grande mappa della Tuscia lungo Cassia e Aurelia che presenta i primi 30 prodotti del Paniere Lazio: sono le eccellenze che disegnano insieme la cucina romana e la cucina laziale: dalla pizza bianca romana ai carciofi romaneschi, dall’olio di Canino al pane di Allumiere, dall’Acqua di Nepi all’aglio rosso di Proceno, dalla ciliegia di Celleno e dalla castagna di Vallerano alle nocciole dei Cimini e alla patata dell’Alto Viterbese… e poi i salumi con la susianella in prima linea e i legumi della Tuscia. Per finire con i vini che negli ultimi anni hanno ritrovato la strada dell’eccellenza: dall’Aleatico di Gradoli ai bianchi e rossi di Cerveteri e Tarquinia, dai Colli Etruschi e dal Vino di Civitella d’Agliano al mitico, antichissimo Est! Est!! Est!!! di Montefiascone.

EXPO 2015
Tutto questo il Lazio lo racconterà anche a Milano, nel padiglione regionale a Expo 2015. Ma tutto questo vale la pena di venire a scoprirlo sul territorio, ripercorrendo anche solo piccoli tratti di quei 15mila chilometri macinati dai tre per stimolarci a guardare dietro l’angolo con occhi nuovi, più bambini… disposti a emozionarsi. Come fa Niccolò Ammaniti: “Nella zona del Viterbese si possono fare dei percorsi che consentono di immaginare come quella stessa zona fosse stata anche trecento anni fa. Come se la terra stessa si permeasse della propria memoria e si conservasse. Basta uno squarcio in cui non sia visibile nemmeno una casa e immediatamente si torna indietro nel tempo. Credo sia questa la magia di questo territorio. Di resistere al tempo”.

a cura di Stefano Polacchi

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