Stagionalità e chilometro zero, fornitori selezionati, piccole aziende locali. E poi materiali riutilizzabili e riciclabili per gli allestimenti, attenzione nello smaltimento dei rifiuti. Sono le caratteristiche di Gaia eco banqueting di Torino.
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Parliamo di un catering sano, buono e giusto. Parliamo di Gaia eco banqueting e di quattro amiche, Orietta, Anna, Francesca e Loredana, che nel 2012 hanno deciso di tuffarsi in questa avventura eco sostenibile. Collaborano con l’Associazione Culturale QuBì, che promuove iniziative sull’educazione alimentare, e il Centro Studi Ambientali di Torino, che supporta la ricerca e l’attuazione di corrette politiche ecosotenibili. E organizzano coffe-break, lunch, buffet, cene, feste e qualche matrimonio, con l’obiettivo di sensibilizzare i clienti al consumo consapevole senza rinunciare a un bell’allestimento e a un menu creativo e gustoso. Abbiamo intervistato Orietta Giorcelli per capirne un po’ di più.

Quando è nata la vostra azienda?
Solo nel 2012 ma Anna e io lavoriamo assieme ormai da dieci anni. Prima stavamo in un’associazione culturale, Foravia, poi abbiamo deciso, insieme alle nostre amiche, di puntare tutto in questo progetto dove il minimo comun denominatore è la passione per il cibo a Km zero e stagionale, in una sola parola eco sostenibile. La buona cucina per Gaia eco banqueting può e deve andare di pari passo con il basso impatto ambientale.

Di eco sostenibile non c’è solo il cibo.
Facciamo molta attenzione anche agli allestimenti, privilegiando materiali riutilizzabili e il Mater-Bi, e al post catering, riciclando i rifiuti.

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In quali zone lavorate? Quali sono le vostre location?
Soprattutto nel torinese e nell’astigiano. Non abbiamo location in esclusiva ma seguiamo le esigenze dei clienti. Ci sono però degli spazi cui siamo affezionati, come la Lavanderia a Vapore a Collegno o la Cascina Langa in provincia di Asti.

A che target vi rivolgete?
Lavoriamo principalmente con le aziende. Non siamo un catering specializzato nei matrimoni anche se ultimamente ci capita sempre più spesso di essere contattate per questo tipo di eventi.

Come vi distinguete dai competitors?
Probabilmente per il nostro essere rigide quando si parla di stagionalità delle materie prime e per la nostra totale disponibilità al dialogo con il cliente. Mi spiego. Se il cliente richiede i pomodorini in inverno noi non glieli diamo, ma siamo ben liete di spiegare in maniera dettagliata i motivi della nostra scelta. Alla fine il messaggio viene recepito. Per il resto cerchiamo di assecondare sempre coloro che si rivolgono a noi.

Qual è il vostro menu?
Nasce dal nostro gusto personale, diciamo che rispecchia la nostra alimentazione quotidiana. È creativo, gustoso ed equilibrato, adattato per le diverse intolleranze alimentari e allergie. Qualche esempio? Polpette di zucca con crema al gorgonzola o flan di broccoli ai semi di sesamo, per cominciare, vellutata di ceci e funghi con crostini al lardo o riso bicolore con cavolfiore e uvetta per continuare. Carne e salumi li proponiamo davvero poco. Tra i dolci quelli al cioccolato sono immancabili ma proponiamo sempre dessert con frutta di stagione, dal crumble ai muffin.

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Chi sono i vostri fornitori?
Il nostro punto di forza è la selezione del fornitore che non necessariamente deve essere bio, a meno che non lo richieda il cliente. Sicuramente diamo più credito alle piccole aziende della zona che conosciamo in prima persona. Siamo infatti noi ad andare dal produttore e a toccare con mano i suoi prodotti. C’è un lungo lavoro di cernita dietro a quello che viene presentato in tavola. Dall’Agriforneria compriamo il pane fatto con pasta madre e farine bio macinate a pietra, cotto in forno a legna. Le verdure le prendiamo dall’Orto di Andrea e carne e salumi, per quanto pochi, li compriamo da Luiset Agrisalumeria, che propone salumi e carni di suino piemontese allevati in ampi spazi, nutriti con cereali ogm-free e trasformati in azienda. Per quanto riguarda prodotti sfusi, biologici, integrali ci riforniamo da Ecobottega Verdessenza. L’acqua è invece quella Litrocubo, ovvero acqua sfusa microfiltrata, naturale e frizzante, derivante da rete idrica pubblica.

La richiesta più originale che vi è stata fatta?
Una festa di compleanno a tema “Alice nel paese delle meraviglie”. Ah già, la festeggiata compiva quarant’anni!

Nonostante siate un’azienda giovane, sono cambiate le esigenze dei clienti nel corso di questi tre anni?
Abbiamo aperto nel cuore della crisi, e la domanda ricorrente è: “non si può abbassare il prezzo?”. Noi in questo senso siamo ben disposte a venire incontro a tutti i tipi di esigenze. Se il cliente vuole risparmiare e ha del tempo a disposizione, sarà lui a contattare direttamente il noleggiatore di utensili, così può scegliere in prima persona. È ovvio che noi siamo in grado di fornire tutti i servizi ma, lì dove ci viene richiesto un risparmio, agiamo di conseguenza.

La richiesta di risparmio, dunque, coinvolge quasi sempre l’allestimento?
Sì, è difficile che gli italiani vogliano risparmiare sul menu.

Quali sono i principali problemi con la burocrazia?
Non ci sono leggi basic e semplici da interpretare, così ciascuno le interpreta come vuole creando solo confusione.

www.gaia-ecobanqueting.com

cura di Annalisa Zordan

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