Un volume illustrato rivela il lato nascosto degli strumenti che arricchiscono le cucine moderne.

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Gli oggetti che hanno cambiato il nostro modo di cucinare, mangiare e vivere”. Così recita il sottotitolo del volume Gli strumenti della cucina moderna, edito da Guido Tommasi. Un obiettivo ambizioso per una raccolta – per parole e immagini – di quello che accolgono le nostre cucine. E se potrebbe sembrare eccessivo pensare che un pelapatate o un apriscatole possano aver cambiato – addirittura – le nostre vite, bisogna considerare quanto, nell’immaginario comune e nella nostra quotidianità, la cucina sia il cuore della casa e della vita domestica, dove si mettono in campo competenze e nozioni pratiche, dove si uniscono gli affetti e si tessono le fila dei rapporti familiari. Ma la cucina è anche il luogo del relax, degli odori, dei suoni e delle forme oltre che – ovviamente – dei sapori. È il luogo del design, dove funzionalità, progresso, estetica si mescolano.

 

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Gli strumenti della cucina moderna - Tim Haywar - Guido Tommasi

 

Amo trascorrere il mio tempo in cucina” dichiara l’autore Tim Hayward, scrittore, speaker radiofonico, ristoratore e critico gastronomico sulle pagine del Financial Times. Il motivo lo spiega subito dopo: “perché ogni singolo oggetto è stato scelto e posizionato con la massima cura e viene valutato ogni giorno per la sua utilità: se non supera la prova, lo elimino senza pietà”. Le cucine, tutte le cucine, sono luoghi ad alto tasso di tecnologia.

 

Gli strumenti della cucina moderna - Tim Haywar - Guido Tommasi

Funzione ed estetica

Così l’aspetto più prosaicamente funzionale degli strumenti di cucina diventa elemento primario e, in alcuni casi, si ammanta di poetica virtù nella sua disarmante essenzialità. Perché si tratta di oggetti talvolta talmente comuni da risultare invisibili, ma che danno un contributo decisivo nel risparmiare tempo e fatica. Sono quegli stessi oggetti che, negli ultimi anni, hanno spesso acquisito un design accattivante, talvolta a discapito della loro efficienza. Così è stato per Juicy Salif, famosissimo spremiagrumi disegnato da Philppe Starck per Alessi. Un oggetto di successo, venduto in milioni di pezzi. Tutti ugualmente poco efficienti: le gambe lunghe e sottili che lo facevano somigliare più a un grande ragno o una navicella spaziale alla prova dell’allunaggio, lo rendevano instabile e inadatto a sopportare la pressione necessaria a estrarre il succo, la mancanza di filtri faceva cadere nel bicchiere (necessariamente della misura adatta per stare lì sotto al perno centrale), anche semi e filamenti insieme al succo, che normalmente schizzava sporcando tutto intorno, senza contare che l’acidità degli agrumi ne rovinava la superficie se non pulita subito. Insomma: sulla carta un disastro, nella pratica un enorme successo. È un caso piuttosto raro, però, perché nella maggior parte dei casi gli utensili da cucina devono funzionare, e funzionare bene.

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Gli strumenti della cucina moderna - Tim Haywar - Guido Tommasi

 

Un esempio è il frullino a manovella. Progettato nel 1884, tra i primi brevetti ottenuti da un afroamericano negli Stati Uniti, rivoluzionò tanto le cucine professionali che quelle domestiche, e mantenne inviolato il suo ruolo per circa 80 anni, fino all’invenzione di modelli elettrici realmente funzionali. Ci furono poi le macchine della pasta, i frullatori, i robot da cucina, dai quelli manuali a quelli elettrici, fino alla generazione dei Kitchen Aid, e via così.

 

Gli strumenti della cucina moderna - Tim Haywar - Guido Tommasi

Il libro

Nel libro si mescolano interessanti pillole di storia industriale, del design e del costume, soprattutto quello femminile, storicamente connesso alle attività della cucina; si raccontano le trasformazioni delle abitazioni e delle stanze deputate alla preparazione del cibo. Ripensate, in età moderna, in modo da raggiungere un livello maggiore di ergonomia, priorità emersa alla scomparsa della servitù che assolveva alla preparazione dei pasti. Si racconta di passato e futuro, di media e pubblicità, di nuove esigenze e vecchie abitudini. Di trasformazioni sociali. Perché, se il cambio delle cucine coincise con il cambio della struttura sociale, l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro fece il resto, spingendo alla creazione di strumenti che facessero risparmiare tempo e fatica. Il libro di Haywar documenta anche queste evoluzioni partendo dal punto di vista, tutto originale, delle dispense e delle credenze, leggendo attraverso la loro disposizione nella stanza e i loro contenuti, aprendo sportelli e cassetti, insomma, per tirare fuori taglieri e frullatori. Nei vari capitoli – Preparare, Cucinare, Servire – studia oggetti e abitudini, racconta l’avvento delle padelle antiaderenti e la storia delle pentole di rame, parla di mestoli e utensili Skyline di Prestige (vero must have delle famiglie britanniche), di timer e porta aglio. Parla di libri di cucina e di programmi tv (come quello di Julia Child che fece esplodere la moda delle fruste a palloncino), libri e altre gustose curiosità. Un excursus godibilissimo che – dalla dispensa alla cucina alla tavola – parla di tutti noi.

 

Gli strumenti della cucina moderna – Tim Haywar – Guido Tommasi – 208 pp. – 28€

a cura di Antonella De Santis