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30 St Mary Axe è l'indirizzo e anche il vero nome. È conosciuto come The Gherkin (il Cetriolo) per l’architettura provocatoria ed elegante insieme, idea di Norman Foster & Partners realizzata nella City nel 2004. Da allora è uno dei simboli, forse il simbolo più riconoscibile assieme al London Eye ed al Big Ben di Westminster.

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41 piani, 180 metri di altezza e 57 di diametro. Approccio radicale in tecnica, architettura, spazio e uso. Pianta radiale e modulo triangolare per le strutture, tutte risolte sul perimetro, in modo da liberare spazio, luce e vista all’interno. La forma curvilinea si compone di frammenti di vetro disposti in diagonale, come in una superficie diamantata. Un portico di arcate triangolari appoggia a terra il cilindro e lo accoglie in una piazza a cerchio. Leggerezza inedita per volumi così imponenti.

 

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Ma l’esperienza sensoriale più piena è su, al 41° piano, sotto la cupola di vetro, dove l’architettura incontra il cielo e il cibo, meglio se durante una cena al crepuscolo. Copertura neogotica per uno spazio mozzafiato: guardi Londra in ogni direzione, verso gli orizzonti di ogni punto cardinale. Del Tamigi si scorge ogni ansa, giù giù fino a Canary Wharf. Si conta ogni ponte, da Tower Bridge al Jubilee Bridge. La Shard di Renzo Piano campeggia leggera. Per un attimo gira la testa come in barca, poi ti ambienti presto, e guardare la città dall’alto diventa una lettura che non vorresti mai smettere.

 

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Searcys, catering di altissima fascia che ha in carico anche altri spazi iconici in città come lo Champaign Bar alla stazione di St. Pancras, gestisce gli ultimi tre piani al top del Gherkin. Il club lounge privato, con ristorante e champagne bar, ha vinto il premio Venue Cool 2012 per “sex appeal, carisma e unicità”. Al contatto col cielo non poteva che esserci il massimo dei servizi possibile in personalizzazione dell’offerta, concierge privato, sale e viste ad uso esclusivo dal 40°.

 

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L’ambientazione è ispirata al design anni Sessanta e il banco continuo lungo il perimetro della sala bar ha un che di marinaro, come il ponte di una nave, solo che qui il mare è la città.

 

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Menu e lista vini di qualità eccellente, impareggiabile il fish & chips nel The Frying Times Journal.
E se non si è soci del club? Le opzioni sono due. O si fa in modo di mettere il proprio nome nella lista invitati, oppure si prenota parte di bar o ristorante per un evento: con 6.000 sterline, cent più o cent meno, ve la potete cavare assicurandovi una serata al top floor sotto la cupola. In entrambi i casi esibire carta d’identità e passare il security detector all’ingresso. Sotto il cielo della cupola del Gherkin sei a Londra in un solo sguardo. Se piove è il tuo giorno fortunato.

 

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Emilia Antonia de Vivo

20 agosto 2012