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Tu chiamala se vuoi concorrenza sleale. E' il sistema mafioso che offre costi e servizi a basso prezzo, insostenibili per le aziende oneste che pagano tasse e contributi a cui vanno ad aggiungersi estorsione e racket del pizzo, usura, corruzione a falsare le regole del gioco avvelenando l’iniziativa economica. In particolare è “la holding criminale dell
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a ristorazione, la più grande catena di ristoranti in Italia”, a farla da padrone, come spiega il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso nel suo libro “Soldi sporchi”; conta almeno 5.000 locali, 16mila addetti, per un giro d’affari di oltre un miliardo di euro l’anno.  Una piaga che va ad aggiungersi alla crisi economica acutizzando le criticità del sistema-impresa,  che stritola i piccoli commercianti, ristoratori in primis, alle prese con l’aggravarsi del fenomeno dell’abusivismo, a cui vanno ad aggiungersi negative ripercussioni su prezzi e consumi. 

I pubblici esercizi, al Nord quanto al Sud (perché la mafia è ormai diffusa su tutto il territorio) rimangono strangolati dal pizzo come dall’usura. Negli ultimi cinque anni è aumentato in maniera esponenziale il ricorso al credito per finanziare i consumi di base necessari alla sopravvivenza. E dove non intervengono le banche o le finaziarie ufficiali, ecco il ritorno prepotente dell’usuraio in versione capitalistico-finanziaria. 

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Il denaro mafioso non “gronda sangue”: è pulito, veloce e non si ferma mai, anzi, è sempre più “invisibile” come quello delle speculazioni finanziarie. Secondo Pietro Grasso, “il denaro sporco si annida dietro formidabili scalate, ascese di tycoon rampanti, sta a difesa dei patrimoni di manager in grisaglia, fa sempre più spesso capolino in Borsa. La situazione è così grave da avere indotto Bankitalia a lanciare un allarme, stimando nel 10% del Pil il fatturato dell’industria dei capitali sporchi: un dato pari al doppio della media mondiale, destinato a crescere ulteriormente sulla scia dell’apertura di nuovi mercati e delle ricorrenti crisi economiche”. A farne soprattutto le spese, i ristoratori e dettaglianti perché aprire un negozio, un ristorante, far crescere una impresa diventa sempre più difficile se non impossibile. 

“Non possiamo vedere il nostro settore così soggetto alle infiltrazioni della criminalità organizzata – ha spiegato Lino Stoppani, presidente Fipe, la federazione dei pubblici esercizi di Confcommercio in occasione della cerimonia presso l’Aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del XX anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio-. Per lottare veramente contro le mafie è necessario affiancare alle operazioni di contrasto portate avanti dalle forze dell’ordine e dalle procure, ma soprattutto da iniziative a favore della cultura alla legalità e all’onestà, a partire dalla scuole. Bene dunque il coinvolgimento degli studenti anche con iniziative di piazza in concomitanza con le celebrazioni più solenni nei luoghi storici alla presenza dell’Autorità italiana più alta”. 

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“I pubblici esercizi – ha proseguito ancora Lino Stoppani – sono indeboliti dalla crisi economica e dalle difficoltà sempre più grandi di accesso al credito. È una condizione di fragilità in cui è facile cadere vittime degli usurai o di chi con l’illusione del grande affare riesce poi ad impadronirsi dell’attività commerciale e spesso anche delle mura. La mafia ha così terreno facile per infiltrarsi e sottrarre aziende per gestirle in proprio solo con l’obiettivo di riciclare denaro sporco. Ricordare quanto è accaduto nell’aula bunker con il maxi processo che ha dato il primo scossone storico alla mafia deve servire da invito a tenere sempre alta la guardia nei confronti di chi è alla ricerca di guadagni illeciti che spesso odorano anche di sangue”.

Alla tre giorni di celebrazioni in ricordo di Falcone e Borsellino stanno partecipando come viaggio premio anche le due classi vincitrici del concorso ideato da “Solidaria” (una cooperativa da anni impegnata nell’azione antiusura e antiracket e nella diffusione della cultura dell’antimafia sociale) con il sostegno di Confcommercio-Imprese per l’Italia e la collaborazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Un premio dedicato alla memoria di Libero Grassi, imprenditore siciliano, medaglia d’oro al valor civile, che sfidò  la mafia denunciando pubblicamente richieste di estorsioni. Per sostenere i principi di legalità, il presidente della Confcommercio di Gela, Rocco Pardo, ha organizzato inoltre una fiaccolata per condannare “il vile e brutale atto perpetrato ai danni di innocenti e a manifestare solidarietà al dolore di parenti ed amici per la morte di Melissa Bassi”. 

Michela Di Carlo

23/05/2012