I grandi magazzini scoprono l'appeal dell'enogastronomia di qualità: food hall, store gourmet e grandi ristoranti. Imminente è l'apertura di Asola al nono piano di Brian&Barry, a Milano. Che sia l'inizio di una nuova tendenza anche in Italia?
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C’è sempre qualcuno che segue. E molto spesso siamo noi. Noi italiani, noi col mediterraneo a regalare panorami mozzafiato e temperature miti. Noi dai grandi prodotti e dal cibo “patrimonio culturale ed economico del Paese”. Succede così che spesso ci troviamo a immaginare concept gastronomici con qualche anno (quando non decennio) di ritardo. È accaduto con i mercati, che stanno pian piano muovendosi verso un tipo di offerta più ampia rispetto alla classica compra-vendita alimentare.

Lo vediamo, per ora in nuce, nei department store, che aprono alla ristorazione con la R maiuscola. Di erre per ora ce ne è solo una, ed è quella della Rinascente. La sua food hall di Milano riunisce molti dei marchi più attraenti per il pubblico gourmet, a corredo di questa selezione una serie di punti ristoro, per lo più tematici: sushi, bistecche, champagne, mozzarella, healthy food, gourmet e così via, tutti inglobati negli spazi suggestivi di Piazza del Duomo.
Siamo ancora all’inizio, ma possiamo sperare di recuperare terreno rispetto a quel che succede da quasi trenta anni in altre capitali europee. Pensiamo all’area food di Harrod’s a Londra, pensiamo al KaDeWe a Berlino, a Lafayette a Parigi e al nuovo El Corte Inglés di Piazza Callao a Madrid. Grandi magazzini con piani interi destinati all’enogastronomia, paesi dei balocchi per i gourmet che qui trovano specialità alimentari, grandi vini, prodotti d’eccellenza e punti ristoro. Luoghi dove andare per fare acquisti o per la cena, senza che sia un ripiego perché ci si è attardati troppo nello shopping. Luoghi che scardinano l’equazione grande magazzino = cibo mediocre che, ammettiamolo, ancora molti di noi si portano dietro.

Torniamo in Italia: Eataly e Eat’s fanno storia a sé, visto che sono megastore completamente dedicati al food, a loro il merito di aver interpretato nuove esigenze e intuito tendenze in termini di acquisto e consumo del cibo, riuscendo a segnare un cambiamento nelle abitudini degli italiani. Anche se, parlando di food hall nei grandi magazzini, anche loro hanno fatto la loro parte. Sempre a Milano tra l’altro: Eataly con la Coin di Piazza Cinque Giornate e Eat’s con Excelsior dietro al Duomo
Le cose stanno cambiando, dunque, e pur non sapendo se questa evoluzione riuscirà a trovare un’interpretazione più identitaria, guardiamo con interesse ciò che succederà tra poco.

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A lungo termine c’è il progetto di Roma, ancora una volta firmato Rinascente: 12.000 mq a via del Tritone, apertura prevista: 2015. Lo stile, c’è da scommetterci, sarà in linea con quanto già visto nell’avamposto milanese, e che verrà replicato – mutatis mutandis – anche per il department store Illum (20.000 mq a Copenaghen, acquisito nel febbraio 2013 da Central Group, colosso thailandese proprietario del gruppo La Rinascente dal 2011).

Più vicino nel tempo il progetto – ancora una volta nel capoluogo meneghino – di Brian&Barry: 12 piani di lusso, 5600 mq in via Borgogna, a un passo da piazza San Babila, e un’area food&wine che dovrebbe occupare ben due livelli, cui si aggiunge un ristorante d’autore al nono piano: Asola. 600 mq dal design minimalista firmato da C&P Architetti Luca Cuzzolin + Elena Pedrina. Al comando della grande cucina centrale il talentuoso Matteo Torretta. Classe 1980, carattere, energia, passione e tatuaggi, uno che non conosce e non vuole mezze misure nella vita come in cucina, Torretta si porta dietro una fama da testa calda e un carnet di viaggio fitto di nomi importanti: Marchesi (of course), Perbellini, Cracco, Cannavacciuolo, Martin Berasategui. Incarna il profilo del giovane impetuoso che spinge sull’acceleratore, e in pochi anni scuote il Savini per poi passare – dopo le esperienze al Food Art con Andrea Cova e al Divino Crisaore ai Feudi della Medusa in Sardegna – a illuminare l’attico gourmet del Visconti Palace. Con questo nuovo impegno si potrebbe dire sia salito di quattro piani, dal Quinto Piano del Visconti Palace al nono di Brian&Barry. Circa 60 coperti, un doppio passo tra pranzo e cena e un’orario per ora canonico ma che potrebbe, nel tempo, allungarsi per coprire anche l’offerta colazione-break pomeridiano-dopocena.

Ancora attesa invece per la Lanterna, il roof romano tutto vetro e acciaio firmato da Massimiliano Fuksas di cui tanto si è parlato nei mesi passati. Dopo un vivace totonomi in primavera per individuare lo chef che salirà al comando del futuro ristorante, un’improvviso cambio di rotta ha bloccato i rumors. Nei quattro piani tra Via del Corso e Via Tomacelli Benetton ha ceduto il posto ad H&M. L’apertura dello store è prevista per la fine di ottobre, ma dell’ultimo – chiacchierato – piano ancora non si sa nulla. Non sarà aperto al pubblico per ora, ed è un peccato. Tutto rimandato, credibilmente, a Natale, se non dopo.

www.rinascente.it
www.harrods.com
www.kadewe.de
www.galerieslafayette.com
www.elcorteingles.es
www.eataly.it
www.eatstore.it
www.brianebarry.it

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a cura di Antonella De Santis