[caption id="attachment_129554" align="alignnone" width=""]Tordelli lucchesi[/caption]

Un centro storico dalle dimensioni contenute ma dal fascino mozzafiato, tutto racchiuso nelle sue mura cinquecentesche. È quello di Lucca, una città dove chi è appassionato d’arte, mercati e gastronomia non sarà di certo deluso. Oggi vi raccontiamo questo gioiello toscano, con i migliori indirizzi per mangiare, bere e prendere un ottimo caffè.

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Una storia da raccontare

A Lucca ogni pietra racconta una storia. Racconta di battaglie sanguinarie, di dibattiti politici accesi, di scambi culturali fra artisti e architetti. Una città che ha sempre goduto della sua posizione strategica: i romani la trasformarono in una fortezza, i longobardi ne fecero luogo di scambio commerciale ma anche di difesa, fino al medioevo, quando Lucca riuscì a sconfiggere Firenze, conquistando l’indipendenza. Questa terra è da sempre anche crocevia di artisti e poeti, architetti e musicisti, che la resero un importante snodo di scambio culturale. Con uno dei centri storici meglio conservati d’Italia, Lucca è una città d’arte frequentatissima da turisti attirati dalla bellezza, ma anche dalla sua gustosa cucina.

 

Guardare Lucca dall’alto

La prospettiva migliore è quella che dall’alto permette di vederne tetti e cime, torri e campanili. Guardare Lucca dall’alto è una delle prime cose che si dovrebbero fare in città, salendo sulle sue mura oppure sulle torri.

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Le mura – il vero simbolo cittadino – sono maestose e imponenti, non tanto per l’altezza (12 metri) quanto per la lunghezza (4 chilometri) e la larghezza (30 metri). Il loro valore architettonico è indubbio: Lucca è uno dei 4 capoluoghi di provincia Italiani ad avere una cerchia muraria intatta, insieme a Ferrara, Grosseto e Bergamo. Costruite tra il 1504 e il 1645 su un progetto di Alessandro Farnese, in realtà, non sono mai servite a difendere la città da un assedio. Salvarono però per il centro storico dalla piena del fiume Serchio del 18 novembre 1812. Senza più nemici da difendere, queste mura sono diventate uno splendido viale alberato.

Lucca

Se decidete di salire sulla Torre Guinigi una pennellata verde vi sorprenderà: in cima ai suoi 45 metri, infatti, ha un piccolo ma curatissimo giardino di lecci. Voluta dai Guinigi, potente famiglia di mercanti lucchesi del XV secolo, è una delle due torri ancora intatte della città, che nel medioevo ne vantava ben 130 di ogni forma e dimensione. Ancora più alta e maestosa è Torre delle Ore, su via Fillungo, che custodisce alla sommità un grandioso orologio meccanico del XVII secolo, tuttora funzionante.

 

Le cento chiese e le piazze di Lucca

Entrando nel centro storico attraverso una delle porte della cinta muraria avrete l’imbarazzo della scelta: non è un caso se Lucca viene chiamata la città delle cento chiese, e ben più tesori di arte occidentale, a partire dalla Cattedrale di San Martino, il Duomo di Lucca, dove potrete ammirare l’Ultima cena del Tintoretto dipinta nel 1590, il monumento funebre di Ilaria del Carretto realizzato da Jacopo della Quercia e l’antico crocifisso del Volto Santo (chiamato anche Santa Croce) che rappresenterebbe il vero volto di Cristo, secondo la leggenda scolpito da Nicodemo.

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Sempre su via Fillungo, oggi strada dello shopping, altre due chiese molto importanti: la Basilica di San Frediano e la Chiesa di San Michele in Foro. La prima in stile romanico, con la particolare facciata in pietra levigata; la seconda, considerata un capolavoro gotico-romanico, presenta i una serie di stili dovuta alla sua lunga realizzazione, tra il XI e il XIV secolo. La sua altissima facciata, sopraelevata di quattro metri rispetto al tetto, ospita la statua di San Michele Arcangelo nell’atto di uccidere il drago.

Lucca, passeggiata sulle mura

Proseguendo su via Fillungo si arriva a piazza dell’Anfiteatro, detta la “piazza chiusa” per l’assenza di grandi vie di accesso: vi si accede da quattro piccole porte. Costruita a partire dal 1830 dall’architetto Nottolini, riprende l’antico tracciato dell’anfiteatro romano e oggi ospita mercati e locali della movida lucchese.

Vicino al Duomo c’è la piazza più grande di Lucca, piazza Napoleone, chiamata così per i lavori di ammodernamento ordinati da Elisa Bonaparte nel 1806 per render omaggio al fratello Napoleone, ma i lucchesi la chiamano piazza grande. Oggi la piazza, con il suo bel Palazzo Ducale, ospita il Summer Lucca Festival che si svolge ogni anno a luglio.

 

Cosa Mangiare a Lucca

Una cucina povera e genuina, molto legata alle tradizioni toscane, che si esprime soprattutto nelle zuppe, negli stufati e negli sformati di verdure. Tra i primi piatti spicca il farro protagonista di una zuppa con fagioli e prosciutto. La garmugia è un’altra tipica minestra lucchese primaverile, con carne di manzo, cipolle, asparagi, fave fresche, piselli e pancetta. Sempre fra i primi piatti ci sono i tordelli, pasta fresca ripiena di carne di manzo e di maiale, pane ammorbidito in brodo, parmigiano, uova e odori, e i matuffi: scodelle di polenta alternata a strati di sugo di carne o di funghi e parmigiano.

Garmugia lucchese

Tra i secondi: il coniglio in umido, cucinato in padella con pomodoro, cipolla, olio, olive amare, aglio, peperoncino e odori vari; il baccalà arrosto con i ceci; e le rovelline, fettine di manzo impanate, fritte e poi condite con un sugo di pomodori e capperi. Immancabili gli sformati di verdure, con verdure di stagione e besciamella, la farinata – diversa da quella ligure – fatta con farina di mais, borlotti, cavolo nero e pomodoro e la torta con gli erbi, una squisita torta salata con verdura ed erbe di stagione.

Tordelli lucchesi

Tra i dolci spiccano il buccellato, una ciambella con uvetta e anice; il castagnaccio, con farina di castagne, noci sgusciate, pinoli, scorze d’arancio, uvetta, rosmarino, olio; e i necci: crepes di farina di castagne e ricotta. Per ultima la gustosa zuppa lucchese: una zuppa dolce, fatta con il buccellato ammorbidito con vin santo, fragole aromatizzate al vino e crema.

 

CONSIGLI DALLA GUIDA RISTORANTI D’ITALIA 2017

 

Butterfly (Capannori)

A soli 6 chilometri da Lucca, circondato da un parco di 5 mila metri quadrati, Butterfly è un locale suddiviso in tante piccole stanzette, intime e accoglienti. In cucina Fabrizio Girasoli propone una cucina creativa ma legata ai tipici sapori della zona, con un occhio di riguardo per i piatti di pesce. Ottimi i dessert, carta dei vini ben modulata sulla proposta gastronomica, servizio attento. Due Forchette nella guida Ristoranti d’Italia 2017.

 

Giglio

Un locale turistico da sempre, rivoluzionato tre anni fa dall’arrivo di due chef giovani ma con importanti esperienze alle spalle, Lorenzo Stefanini e Stefano Tigli. La cucina è innovativa ma con un occhio attento alla tradizione lucchese, di cui riprende ricette in chiave creativa. La carta dei vini è ampia e comprende etichette sia regionali che nazionali, nonché un buon numero di proposte al bicchiere. Una Forchetta nella guida Ristoranti d’Italia 2017.

 

L’imbuto

Cristiano Tomei non ha bisogno di presentazioni. Mangiare all’Imbuto, all’interno del Lucca Center of Contemporary Art, è un’esperienza ricca e stimolante, mai uguale alla precedente, che vale la pena provare, anche con i tre menù degustazione, da 5, 7 e 9 portate (rispettivamente a 50, 70 e 90 euro). Carta dei vini che valorizza in particolare il Riesling, ma anche tante etichette francesi. Il servizio, curato dalla moglie dello chef, Laura, è impeccabile. Due Forchette nnella guida Ristoranti d’Italia 2017.

 

Pesce briaco

Un ambiente elegante e sobrio per questo locale con camere al piano di sopra. La cucina di Maurizio Marsili e Alessandro Luchinelli è legata a materie prime di altissima qualità e cotture impeccabili, con tocchi di creatività che rendono i piatti mai banali. Formula particolare per i menù degustazione: oltre a quelli da 49 e da 75 euro, anche l’opzione a 35 euro, in cui il cliente sceglie cosa bere e lo chef prepara 3 piatti ad hoc. Notevole carta dei vin. Due Forchette nella guida Ristoranti d’Italia 2017.

 

Punto – Officina del Gusto e Puntino

Ambiente minimal e post moderno, per un locale che in cucina vanta uno chef dall’interessante personalità, Damiano Donati. Tutto si gioca sulla primordialità dei sapori e delle materie prime sempre freschissime, sulla ricerca e sulla provocazione. In menù spazio sia alla carne che al pesce, verdure colte nell’orto dello chef e diverse proposte per la degustazione. Bel cortile esterno dove è possibile pranzare nelle giornate calde.

Se preferite una formula più leggera, vi invitiamo a provare Puntino, contaminazione con il rituale della tavola spagnolo. Uno spazio non convenzionale a pochi metri dal Punto, aperto dalle 18.30 alle 22, di cui avevamo già parlato qualche mese fa. Il grande bancone ospita un barista e un cuoco, dove si servono vini, birra, cocktails e piatti versione tapas rigorosamente in stile Punto, ma si può anche consumare una cena completa.

 

Vipore

Trattoria dalla solida reputazione all’interno di una delle più belle ville sulle colline lucchesi. La cucina casalinga si distingue per la nettezza dei sapori e per la cura con cui vengono presentati i piatti. Buoni i dolci fatti in casa, anche in questo caso legati alla tradizione locale. Discreta la selezione di vini della cantina, fornita soprattutto di etichette locali con una predilezione per i rossi. In estate piacevole spazio all’aperto. Due Gamberi nella guida Ristoranti d’Italia 2017.

 

Fuori guida:

Satura

Se avete voglia di provare qualcosa di nuovo vi consigliamo Satura, il nuovo progetto dello chef Cristiano Tomei: un’ex fabbrica di ceramiche trasformata in ristorante, mercato e laboratorio di idee. Dalle 10 del mattino alla mezzanotte il locale ospita banchi di mercato con eccellenze locali: dalle creazioni della pasticceria Patalani alle conserve della Maestà della Formica, da frutta e verdura fresche ai formaggi, dai ai salumi e alle carni della macelleria Masoni. Inoltre, i pranzi e le cene sono curati dallo chef in prima persona: 4-5 piatti quotidiani, con proposte che spaziano dall’osteria vera all’aperitivo raffinato.

 

CONSIGLI DALLA GUIDA PIZZERIE D’ITALIA 2017

Da Cecio (Porcari)

Per gustare un’ottima pizza bisogna uscire da Lucca anche se solo di qualche chilometro (11 per la precisione). La pizzeria di Andrea Morini a Porcari ha fatto dell’aspetto nutrizionale uno dei punti di forza: si usano solo farine semintegrali e integrali da grani biologici macinati a pietra. Molte le pizze classiche e altrettante più creative, tutte dal gusto deciso ma dall’elevata digeribilità, inserite in un menù varia con le stagioni. Immancabile la cecina come antipasto, ma meritano attenzione anche il pane e i lievitati. Qualche buona etichetta di birra per accompagnare la cena. Due Spicchi nella guida Pizzerie d’Italia 2017.

 

Il pachino (Viareggio)

Spingendoci qualche chilometro più lontano, nel cuore della Versilia c’è Il pachino, pizzeria napoletana con un occhio di riguardo per il gusto locale. Ampio il menù delle tonde, a cui si aggiunge la selezione di pizze speciali, più creative e incentrate sui prodotti locali. Interessanti gli antipasti crudi, la selezione di salumi e formaggi e la classica cecina. Carta delle birre importante, ricca di etichette nostrane ed estere. Uno Spicchio nella guida Pizzerie d’Italia 2017.

 

CONSIGLI DALLA GUIDA STREET FOOD 2017

Da Felice

Una storica pizzeria del centro storico, sempre molto frequentata nelle ore di punta, che propone pizze croccanti e ben condite, che variano secondo i prodotti a disposizione, e una fragrante cecina che non deluderà gli appassionati. Servizio rapido malgrado il numero elevato dei clienti.

 

Adone (Viareggio)

Una vera istituzione del panino, attivo da ben 35 anni, nella vicina Viareggio. Qui si parte dalla bontà del pane, croccante ma anche in grado di sostenere salumi e condimenti vari. La lista di prodotti fra cui scegliere è ampia e la qualità è garantita dai rapporti dei proprietari con i produttori locali e dall’adeguamento stagionale del bancone. Il servizio è veloce ma cortese.

 

CONSIGLI DALLA GUIDA BAR D’ITALIA 2017

 

Franklin ‘33

Nel pieno centro di Lucca, un cocktail bar stile anni ‘30, regno del Martini cocktail. L’assortimento in fatto di bottiglie è ampio, con etichette ricercate e di qualità, anche per quanto riguarda vini e birre. La lista di cocktail è lunga ma personalizzabile, mentre la proposta salata per l’aperitivo è ricca e saporita, con salumi e formaggi locali a farla da padroni. In sottofondo jazz ma anche esibizioni live e un pianoforte a disposizione dei clienti. Cocktail bar dell’anno nella guida Bar d’Italia 2017.

 

Planet cafè

Un locale rinnovato da qualche anno molto frequentato soprattutto per il profumato caffè 100% arabica e i cappuccini schiumosi e avvolgenti. Qui i clienti trovano brioches e lievitati, panini e focacce calde. Per pranzo qualche piatto caldo, sempre legato alla tradizione lucchese. Ampio spazio dedicato ai vini di qualità. Due Chicchi e Due Tazzine nella guida Bar d’Italia 2017.

 

Taddeucci

Aperto dal 1881, baluardo della tradizione dolciaria lucchese dagli ambienti retrò. Famoso per il buccellato, attrae clienti anche per le ottime monoporzioni e i lievitati. Buoni i caffè e i cappuccini, anche se ci sono margini di miglioramento. In vendita anche produzioni artigianali del territorio: conserve, oli, creme e vin santo. Un Chicco e Due Tazzine nella guida Bar d’Italia 2017.

 

Tambellini

Nella campagna di Sant’Alessio, ai piedi delle alcune fra le più belle ville lucchesi è un locale dalla caffetteria molto curata, con caffè intensi e cappuccini cremosi e vellutati. Ottime le torte maison, lievitati di qualità anche se non di produzione propria. Interessante la proposta per il salato, soprattutto all’ora di pranzo quando il locale si trasforma in trattoria con piatti della tradizione cittadina. Ampia scelta di prodotti per l’acquisto. Due Chicchi e Tre Tazzine nella guida Bar d’Italia 2017.

 

CONSIGLI DALLA GUIDA PASTICCERI&PASTICCERIE 2017

 

Sandra & l’angolo dolce

Bottega dolciaria graziosa ed elegante, che accoglie il cliente con un banco colmo di creativi mignon, sapientemente strutturati su giochi di consistenze e abbinamenti audaci. Interessanti e golose le torte, così come i flan e i cup cake. Ricco e intenso il caffè maison, in vendita anche sfuso. Due Torte nella guida Pasticceri&Pasticcerie 2017.

 

Indirizzi

Adone | Viareggio (LU) | via Giuseppe Garibaldi, 85 | tel. 0584 49836 | www.facebook.com/pages/Paninoteca-Adone/160402367318707

Butterfly | Capannori | strada statale del Brennero, 192 | tel. 0583 307573 | www.ristorantebutterfly.it

Da Cecio | Porcari (LU) | via Romana Est, 201 | tel. 0583 299315 | www.facebook.com/Pizzeria-da-Cecio-1656929041230345/?rf=261296840706199

Da Felice | Lucca | via Castruccio Buonamici, 352 | tel. 0583 587412 | www.pizzeriafelice.it

Franklin ‘33 | Lucca | via S. Giorgio, 43 | tel. 328 467 7416 | www.facebook.com/franklin33lucca

Giglio | Lucca | piazza del Giglio, 2 | tel. 0583 494058 | www.ristorantegiglio.com

Il pachino | Viareggio (LU) | via Vittorio Veneto, 46 | tel. 0584 961063 | www.pizzeriapachino.it

L’imbuto | Lucca | via della Fratta, 36 | tel. 329 084 3180 | www.limbuto.it

Planet Cafè | Lucca | viale S. Concordio, 225/231 | https://www.facebook.com/Planet-Caf%C3%A8-99076491747

Pesce briaco | Lucca | via della Pieve Santo Stefano, 967 | tel. 0583 332091 | www.pescebriaco.it

Punto Officina del Gusto | Lucca | Via Anfiteatro, 43 | tel. 0583 058490 | www.puntoofficinadelgusto.com

Puntino | Lucca | via Anfiteatro 37 | tel. 0583 058490

Sandra & l’angolo dolce | Lucca | via Borgo Giannotti, 391 | tel. 0583 342462 | www.pasticceriasandrabianchi.com

Satura | Lucca | via Nazario Sauro, 513 | tel. 39054348182

Taddeucci | Lucca | piazza San Michele, 34 | tel. 0583 494933 | www.buccellatotaddeucci.com/home.htm

Tambellini | Lucca | via Per S. Alessio, 1403 | tel. 0583 342077

Vipore | Lucca | via Pieve di Santo Stefano, 4469 | tel. 0583 394065 | www.vipore.it

 

a cura di Francesca Fiore

 

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