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La notizia girava sottovoce già da un po', fatto sta che chi è passato negli ultimi giorni a piazza di Montevecchio per una “seppia stirata”, una panzanella ai 7 pomodori con alici marinate o un'insalata di ostriche, ha trovato una bella novità. Incastrato nella piccola cucina del  no.au da qualche sera si aggira Massimiliano Sepe. Chiusa l'esperienza al Salotto Culinario, Sepe torna in pieno centro di Roma. E si confronta con la non cucina di no.au. Una sfida non da poco per uno chef, viste le dimensioni e i mezzi a disposizione: niente più che un microonde e una salamandra (e qualche strumento d'occasione).

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Cambierà la proposta del locale di Bonci-Di Vincenzo-Musso-Bertani-Tosato? “Il primo passo è prendere le misure: mi devo adeguare al no.au per dare regolarità. Poi devo conoscere i clienti, che qui sono tutti un po’ amici. Poi sicuramente porterò anche delle mie idee, alcuni miei piatti. Abbiamo iniziato dai dolci, ma ci saranno presto calamari, sconcigli, una nuova zuppetta. E altre cose che nasceranno col confronto con Gabriele. Con lui e gli altri condividiamo la passione per la ricerca e l’amore per i prodotti, per la terra e per il mare. Che sicuramente sarà più presente in carta.In che modo? Andando oltre la famosa seppia stirata: “La materia prima è la base, e deve essere esaltata con i mezzi che abbiamo a disposizione e trovandone anche altri. Voglio sfruttare le potenzialità del no.au, che è un posto senza fronzoli, ma con tanta sostanza. Intanto crudi, ma non solo, vogliamo trovare strade alternative per proporre un prodotto che deve essere sempre eccezionale. L’unica cosa davvero importante è l’emozione che deve nascere dal piatto. La lavastoviglie? Perché no?

 

Antonella De Santis

16 settembre 2012

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