Secondo appuntamento con la nostra selezione di tavole all'aperto capitoline. Nomi noti e meno noti, centrali e defilati, rustici, gourmet, trendy o tradizionali. Ecco i magnifici 9 di questa puntata.
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ROMA EST

Pizza mon amour. Nel nostro giro di tavole all’aperto abbiamo voluto riservare uno spazio alla pizza, ecco quindi il primo dei due indirizzi tutti a lievitazione naturale e materia prima. È all’interno del Parco degli Acquedotti, nel quartiere Tuscolano, e si chiama Fermentum. D’estate la sua piacevolezza raddoppia, immerso com’è nella natura, un indirizzo speciale dove gustare una birra artigianale e una pizza leggera e croccante. Qui sono preparate con lievito madre e un blend di farine integrali prodotte nel Mulino Sobrino di La Morra, poi vengono cotte nel grande forno a legna; tra le tante proposte da provare la margherita Doc con pelati sfilacciati, mozzarella di bufala campana Doc e basilico fresco.

Stesse farine anche per il secondo indirizzo che si trova nel quartiere più hipster di Roma, il Pigneto. Ex officina, oggi locale pop con due ampi spazi (en plein air e interno), idea friendly e conviviale, cotture alla griglia e nel Girol, il gigantesco girarrosto: sì, stiamo parlando di Rosti al Pigneto, secondo ristorante del duo Marco Gallotta e Massimo Terzulli (i due di Primo al Pigneto) ai quali si sono aggiunti Gabriele Paziani e Leonardo Rigon. Qui si può mangiare nel giardino, chiacchierare, rilassarsi e, grazie ai tavoli sociali, fare nuove amicizie. La proposta? Carne e verdura, hamburger, pastrami, fritti e piatti vegetariani, ma anche pizza romana cotta nel forno a legna dal quale fuoriesce un prodotto leggero e fragrante con cornicione basso e friabile. Il consiglio? La siciliana, ovvero pomodoro, melanzane, acciughe, olive e capperi.

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Facciamo un passo indietro e torniamo nel quartiere Tuscolano. Sulla strada che porta ai Castelli c’è un villino completamente circondato dall’agro romano, il ristorante L’Ostrica, il cui dehors è un tripudio di piante fiorite che ne fanno un’oasi di fresco al riparo dalla calura cittadina. Se dal nome non si fosse ancora capito quale sia la proposta gastronomica basta affacciarsi nel locale per vedere l’invitante esposizione del pesce disponibile, freschissimo, con l’acquario e la vasca con gli astici. Il mare e i suoi frutti sono dunque i protagonisti della cucina di Gianni Schirru, chef sardo trapiantato a Roma da oltre vent’anni. I suoi consigli? L’astice alla catalana e le pappardelle con spigola, scampi e gamberi ultimati con una julienne di San Marzano fresco e un leggero pesto alla genovese.

ROMA SUD
Per gli amanti del quinto quarto impossibile non citare Checchino dal 1887 della famiglia Mariani. Nel quartiere Testaccio è praticamente il simbolo della cucina tradizionale quindi, se è la vostra prima volta, provate i rigatoni con la pajata, la succulenta coda alla vaccinara e la lingua bollita con salsa verde; poco estivi ma ne vale la pena. Più idonei alla bella stagione sono invece il coniglio disossato con olive di Gaeta o le new entry vegetariane, tra cui le golosissime polpettine vegetali in umido. Nel piccolo ma curatissimo dehors, al riparo sotto due platani secolari, ci sono pochi tavoli quindi è vivamente consigliata la prenotazione. Anche coloro che non prenotano potranno invece beneficiare della vista del Big Bambù, un’installazione dei gemelli artisti Doug e Mike Starn all’interno del Macro, proprio di fronte al ristorante. Un consiglio: saliteci sopra e godete del panorama di una Roma atipica, poco turistica ma di un fascino post industriale quasi berlinese.

Giusto a pochi passi si trova la Stazione di Posta proprio nell’ex mattatoio di Testaccio, che oggi in questa porzione – un tempo era campo boario – è diventato Città dell’Altra Economia. È un indirizzo giovane, nato a dicembre 2012 con una festa a base di carbonara per volere del maître e sommelier Alessandro Pipero e dell’albergatore Pino Cau (già soci al Pipero al Rex). Questo indirizzo soddisfa pienamente i clienti grazie alla presenza ai fornelli di Marco Martini, ex secondo di Antonello Colonna, tornato appositamente da Londra per questa nuova avventura. Qui si può mangiare all’aperto nell’enorme prato e ci si può rilassare con i cocktail sempre centrati di Emanuele Broccatelli (ex mixologist del caffè Propaganda). Qualche spunto? Nel bicchiere mure sorbet con Champagne e sorbetto alle more oppure Gin & tea con beefeater, limone, zucchero e bolle di tè verde. Nel piatto invece puntate su foie gras, speck e anguria oppure, per una rilettura in chiave moderna della tradizione romana, capesante all’arrabbiata.

Cambiamo quartiere e andiamo in zona Portuense, dallo chef Fabrizio Sepe e dal sommelier Federico Chessa, che da ben otto anni si prendono cura dei clienti del loro ristorante e lo fanno sempre con la stessa costanza e la stessa passione. Le Tre Zucche si trova in una tranquilla traversa di via Portuense, così tranquilla che il dehors, anche se dà sulla strada, in estate è una vera e propria oasi di pace dove gustare in totale tranquillità piatti freschi, originali e con ingredienti stagionali. Un applauso va al ricco menu degustazione a 35 euro ma, se si vuol scegliere alla carta, i consigli sono carpaccio di ricciola con gamberi rossi grigliati e gelatina di sangria o spaghettoni Gerardo di Nola con crudo di gamberi rossi, lime e basilico.

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ROMA OVEST – PRATI – VATICANO
Arriviamo al quartiere Prati, dove c’è stata una ventata di novità con l’hotel Villa Laetizia, di proprietà della famiglia Fendi: la premiata coppia formata dal sommelier Luigi Picca e dallo chef Danilo Ciavattini dell’Enoteca La Torre di Viterbo si è appena trasferita qui con brigata a seguito, dando vita all’Enoteca La Torre Villa Laetitia. Nel cuore del palazzo liberty che affaccia sul Lungotevere delle Armi c’è un giardino da sogno dove gustare i piatti dello chef, il suo consiglio? Coregone shockato – prima marinato e poi messo in olio bollente – accompagnato da un amaro di erbe e dalla maionese di fiume fatta con uova di pesce, ovviamente di fiume.

Rimanendo in tema di ristoranti all’interno di hotel di lusso parliamo di La Veranda dell’Hotel Columbus, in cui la confusione e gli schiamazzi dei turisti sembrano lontani anni luce, nonostante il Palazzo della Rovere che ospita l’hotel sia a pochi passi dalla Basilica di San Pietro. Nella corte del Palazzo c’è un giardino silenzioso dove fermarsi per un aperitivo al tramonto o per la cena, il brunch o lo snack gourmet. Tra le creazioni dello chef Claudio Favale, i fiori di zucca ripieni con tartare di gamberi rossi e burrata di Andria e i ravioli fatti in casa ripieni di bufala di Paestum e conditi con pomodori gialli del Vesuvio, acciughe del mar Cantabrico e friggitelli.

Infine ci spostiamo fuori Roma, a pochi chilometri dal mare e dal lago di Bracciano, e concludiamo il nostro tour alla ricerca di terrazzi, giardini e tavoli all’aperto con Ristoro La Dispensa. Un casale antico ristrutturato e immerso nel verde, con una proposta varia che unisce primi e secondi piatti, sia di terra che di mare, alla pizza, croccante e leggera, preparata con un impasto a lievitazione lunga – almeno 24 ore – e naturale. Tra le tante possibilità, per l’estate provate la margherita con bufala, pachino e basilico.

a cura di Annalisa Zordan

Fermentum | Roma | via Lemonia, 214 | tel. 06.45481454 | www.fermentum.it

Rosti al Pigneto | Roma | via B. D’Alviano, 65 | tel. 06.2752608 | www.rostialpigneto.it

L’Ostrica | Roma | via Tuscolana, 2086 | tel. 06.7232540 | www.ristorantelostrica.it

Checchino dal 1887 | Roma | via di Monte Testaccio, 30 | tel.06.5746318 | www.checchino-dal-1887.com

Stazione di Posta | Roma | l.go D. Frisullo | tel. 06.5743548 | www.stazionediposta.eu

Le Tre Zucche | Roma | via G. Mengarini, 43 | tel. 06.5560758 | www.letrezucche.it

Enoteca La Torre Villa Laetitia | Roma | l.tevere delle Armi, 22 | tel. 349.3707021| www.villalaetitia.com

La Veranda dell’Hotel Columbus | Roma | b.go Santo Spirito, 73 | tel. 06.6872973 | www.laveranda.net

Ristoro La Dispensa | Roma | via Boccea, 1401 | tel. 06.61597811 | www.ristoroladispensa.com

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