Il mercato degli chef, i maxi ristoranti che bissano con una seconda sede, il giro dei nuovi concept come il vegano e quello ispirato all’Oktober Fest, fino al pizzaiolo Stefano Callegari che porta i suoi trapizzini a Ponte Milvio. Ecco una parte (il resto ve lo avevamo già detto in tante news mesi addietro) di quello che succederà sulla scena romana da qui a fine anno.
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Si conferma molto dinamico il mercato capitolino della ristorazione con novità a ripetizione, aperture, ovviamente chiusure o cambi di gestione e tentativi di sperimentare, un po’ a tutti i livelli. Oltre alle novità di cui già abbiamo dato anticipazione in queste settimane, raggruppiamo alcuni progetti di ristorazione che vedranno la luce nei prossimi mesi e che per ora riportiamo rapidamente e collettivamente riservandoci poi di tornare sulle proposte più interessanti e curiose.
Partiamo dal livello alto delle cene gourmet nei grandi alberghi del centro. Perché a Via Veneto, nel Jumeirah, non troverete più le peculiari proposte di Kotaro Noda. Lo chef giapponese è andato via dal ristorante Magnolia e sta progettando di tornare con un ristorante tutto suo.
Ci sono poi una serie di locali aperti da non molto tempo che lavorano già a una seconda filiale in città. È il caso di Splendor Parthenopes che oltre alla grande sede nel quartiere Prati vicino a Piazza Cavour sta lavorando ad un’apertura a Testaccio, proprio su Via Galvani (la ‘rambla’ del popolare Rione), negli spazi adiacenti al nuovo mercato. Il luogo si chiamerà La Moderna, proporrà una ristorazione semplice (pizza, hamburger) e si rivolgerà anche ai frequentatori delle tante discoteche dei dintorni: apertura fino alle 5 del mattino in una zona dove è abbastanza fattibile far casino stante la mancanza di abitazioni in prossimità. Per il progetto architettonico, come per la casamadre Splendor, il titolare Luca d’Angelo si è rivolto ancora una volta a Roberto Liorni.
Altro raddoppio è quello di Baccano. Ebbene sì, il grande locale ispirato al newyorkese Balthazar non si accontenta degli ampi spazi vicino a Fontana di Trevi e duplica a Prati con un grande locale (una ex banca) a Via Crescenzo. Si tratterà di un progetto però completamente diverso da Baccano: i lavori sono iniziati durante il mese di agosto e il nome è ancora secretato.
Sempre a Prati è partito un altro cantiere in Via Cicerone, i lavori sono in fase iniziale e non dureranno poco. Trapela tuttavia già il nome del progetto (Cicero) e qualcosa sui contenuti: potrebbe essere un posto vegan.
Scendiamo a Trastevere perché negli spaziosissimi locali che furono di Alberto Ciarla è in fase di lancio un nuovo posto all’insegna di una fusione tra cucina romana e pugliese. Con tanto di caffetteria, ristorante e pizzeria: 70 coperti dentro e tanto spazio fuori. Giovane la chef proveniente da Eataly. Nome? Terre d’Acqua.
Rimaniamo al di qua del fiume Tevere per raccontare una delle più interessanti novità della stagione autunnale. È prevista per novembre infatti la prima di una serie di aperture seriali del format “Trapizzino”, felicissima invenzione di Stefano Callegari, pizzaiolo-imprenditore anche di Sforno e di Tonda. Il locale sarà molto piccolo, in zona Ponte Milvio, si chiamerà Trapizzino, avrà molto spazio all’aperto e la licenza per somministrare bevande e piccoli piatti non cucinati il loco. E il concept è presto fatto: trapizzini, fritti, mescita di champagne e birre alla spina. L’obbiettivo, ci dicono sottovoce personaggi vicini a Callegari, è quello di partire con una serie di aperture replicando il plot a Roma, in Italia e magari all’estero. Intanto questo primo debutto è realizzato in joint venture con Paul Pansera, ristoratore di Baltimora che a Roma ha aperto con successo Il Sorpasso in Prati.
In centro, in zona Piazza Navona, non trova pace lo spazio che fu di Alceste al Buon Gusto. Siamo su Corso del Rinascimento e il ristorante Brad sta per prendere il posto di una delle sedi dell’Osteria Pistoia. Lo chef risponde al nome di Dario Tornatore, lo stesso che governa i fornelli del Palatium, l’enoteca regionale di Via Frattina. Brad – apertura prevista per l’8 settembre – sarà un ristorante di territorio, con un focus particolare sul Lazio, curato e di classe. Tornatore non abbandonerà comunque l’enoteca regionale gestendo entrambi i locali per fortuna geograficamente non distanti.
Non punterà sull’eleganza, ma sul divertimento e su un pizzico di follia il nuovo grande locale i cui lavori sono appena iniziati su Via del Porto Fluviale. La strada che dopo l’apertura del Porto Fluviale lo scorso anno sta calamitando l’attenzione di molti altri ristoratori (come abbiamo anticipato sta per aprire la pizzeria Il Secchio e l’Olivaro oltre che uno sconfinato ristorante cinese in uno spazio ex industriale): in questo caso si tratta di quattro imprenditori provenienti da mondi diversi che stanno per lanciare un concept piuttosto innovativo: “il locale dovrà suggerire l’idea di una grande sagra, ma con prodotti di qualità. Una sorta di Oktober Fest permanente, con birre alla spina, hamburger, wurstel e succulenti maialini allo spiedo” sono le voci captate dal cantiere.
Da non dimenticare, poi, altre cose di cui abbiamo già anticipato in passato e che non abbiamo menzionato qui ma che potete trovare cercando nel sito: l’apertura della pizzeria Pro Loco a Centocelle, il ristorante Dada a Prati con l’arrivo a Roma dello chef Gionata Rossi, il nuovo corso di Tricolore a Monti e le nuove aperture di Settembrini a Prati: il format Birra e Porchetta e Officina Settembrini, una gastronomia che venderà le delikatessen utilizzate in cucina dal ristorante di Marco Ledda.

a cura di Massimiliano Tonelli