Un amore sbocciato fra gli ulivi, che ha portato alla nascita di un olio d'eccezione che gode di un ottimo rapporto qualità/prezzo, il migliore secondo la guida Oli d'Italia del Gambero Rosso. La storia dell'azienda Doganieri Miyazaki.

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Il prezzo dell’olio

Quando si tratta di extravergine di qualità, non si può scendere a compromessi: un prodotto di nicchia deve avere un prezzo adeguato, corrispondente a tutti gli investimenti e sacrifici fatti dagli olivicoltori in campo e in frantoio, fino ad arrivare all’imbottigliamento. Un’etichetta realizzata secondo i dettami dell’olivicoltura di ricerca, da frutti sani e lavorati con cura, deve dunque avere un costo in grado di compensare la fatica e lo studio necessari per realizzare un gran prodotto. Ma giungere a un buon rapporto qualità/prezzo non è impossibile, e lo dimostra questa azienda di Castiglione in Teverina, in provincia di Viterbo, che vende il suo (ottimo) olio a 9 euro per mezzo litro. Una caratteristica da non sottovalutare, tanto da aver fatto guadagnare alla realtà olivicola Doganieri Miyazaki il premio come miglior rapporto qualità/prezzo della guida Oli d’Italia 2017 del Gambero Rosso.

 

Le origini

Si sono conosciuti nel 2005 proprio grazie all’olio, Maurizio Doganieri e Madoka Miyazaki, e da allora l’oro verde è stato il filo conduttore del loro amore. Decidono di sposarsi appena due anni dopo, e di lavorare fianco a fianco fra gli ulivi, nell’azienda che esisteva già dal 2002: “Sono da sempre nel campo dell’agricoltura, e quindici anni fa ho deciso di acquistare questi terreni per dedicarmi interamente alla produzione di vino e olio, che sono le mie grandi passioni”, racconta Maurizio. Conosce Madoka durante un’esperienza lavorativa in Toscana, “lei era venuta dal Giappone per fare uno stage presso un’azienda olivicola per cui lavoravo come direttore”. Da quel momento, scelgono di produrre insieme un extravergine di qualità, una bottiglia in grado di rispecchiare la loro filosofia comune di rispetto per la terra, “che è l’origine di tutto”.

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La produzione

Duecento piante fra leccino, leccio del corno, moraiolo e frantoio, “la più presente”, per un totale di circa un ettaro e mezzo dedicato all’olivicoltura, mentre la restante parte delle tenute (circa due ettari) è destinata alla vite. “La produzione olivicola è molto limitata, realizziamo 700 litri l’anno L’extravergine è una passione e un divertimento, mentre il vino è l’attività primaria”. Una sola etichetta, Podere San Giulio, blend di tutte le varietà con una prevalenza di frantoio, un fruttato medio caratterizzato da note di erba tagliata, mandorla amara, timo e valeriana, elegante e armonico. Particolare la presenza del leccio del corno, cultivar originaria della Toscana e diffusa prettamente nel Centro Italia, molto apprezzata dal produttore per la sua resistenza e l’alto contenuto di polifenoli: “In purezza, se lavorata bene, restituisce sensazioni di mela verde e presenta un amaro e un piccante in perfetto equilibrio, persistenti e vivaci. E poi matura molto tardi, quindi va bene per il nostro blend, che richiede circa 15 giorni per essere realizzato”. La raccolta comincia il 20 ottobre con il leccino, prima varietà a maturare, e prosegue poi fino al 5-10 novembre, “è interamente manuale, per cui occorre tempo e pazienza”.

 

Malattie e parassiti dell’ulivo: la prevenzione è la migliore cura

Nessuna certificazione biologica, ma un profondo e sincero rispetto della terra e dell’ambiente che porta la coppia a limitare al massimo qualsiasi trattamento. “L’obiettivo è produrre un olio di qualità senza alterare l’equilibrio del terreno e il ciclo produttivo delle piante. Bisogna riuscire a catturare il meglio da ogni ulivo, cercando di evitare elementi esterni, ma occorre distinguere fra le varie annate, perché alcune sono talmente difficili da richiedere un minimo trattamento”. La qualità del prodotto è ciò a cui ogni olivicoltore che si rispetti deve puntare, e per questo è necessaria una capacità di osservazione notevole, oltre a una buona dose di flessibilità che consenta di riconoscere quali sono i momenti critici in cui occorre intervenire. “Quest’anno, per esempio, l’annata promette bene e le piante non hanno avuto bisogno di trattamenti, mentre la scorsa campagna olearia è stata più difficoltosa, e ha richiesto un lavoro maggiore”. Fondamentale, poi, è la prevenzione, “che è la miglior cura, perché permette di anticipare un eventuale attacco parassitario e bloccarlo in tempo senza ricorrere a elementi chimici”. Per contrastare la mosca olearia – uno dei maggiori problemi dello scorso anno – Maurizio utilizza dei sistemi ideati da lui, “delle bottiglie contenenti delle esche proteiche in grado di attrarre la mosca”.

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L’estrazione e la vendita

L’azienda non dispone di un suo frantoio, e per molire le proprie olive i produttori si recano da Frantoio Ranchino, azienda storica e consolidata di Orvieto, in provincia di Trevi, guidata da Eugenio Ranchino, “che segue tutte le fasi di lavorazione con cura e attenzione”. L’impianto è una macchina Pieralisi a ciclo continuo, “a cui Eugenio ha aggiunto negli anni gramola e decanter della Toscana Enologica Mori, personalizzando così l’intero frantoio”. Il filtraggio avviene dopo un paio di giorni, “e se possibile imbottigliamo immediatamente”.

 

Tanti degli oli firmati Doganieri Miyazaki sono destinati alla vendita in Giappone, terra d’origine di Madoka, che ha scelto di affidarsi a degli importatori per distribuire il suo prodotto nel Paese. “Stiamo attualmente cercando dei ristoranti in Italia a cui proporre il nostro extravergine. In più, siamo presenti in un paio di enoteche, ma avendo una produzione molto limitata i numeri sono, naturalmente, contenuti”. Podere San Giulio gode di un così vantaggioso rapporto qualità/prezzo, 9 euro per una bottiglia da mezzo litro: “Facciamo tutto noi due, dalla cura delle piante all’imbottigliamento, e in questo modo riusciamo a contenere i costi. E poi, il nostro lavoro primario è sul vino, l’olio è solo una piccola produzione che ci consente di tenere i prezzi più bassi”. O meglio, equilibrati: non troppo alti da allontanare i consumatori più scettici, ma abbastanza importanti da restituire il giusto valore al duro lavoro che si cela dietro la bottiglia.

 

Progetti per il futuro

Una vita trascorsa in campagna, un’attività condotta insieme, condividendo responsabilità e ostacoli, prendendo decisioni significative e scegliendo di adottare una linea basata sulla qualità del prodotto: nel futuro dell’azienda, attualmente, rimane un solo progetto, “continuare a produrre vino e olio di ricerca, possibilmente aumentando un pochino i numeri dell’extravergine”. Su consiglio di colleghi ed esperti del settore, infatti, la coppia ha in cantiere l’idea di piantare nuovi alberi, “per ampliare le tenute e poter così, un giorno, diversificare – oltre che aumentare – la produzione”. E non solo: “Madoka è molto brava a cucinare, sarebbe bello creare una tavola basata sull’extravergine, con tanto di degustazioni guidate, inserendo anche la possibilità di alloggiare in azienda”. Una sorta di agriturismo, dunque, tutto dedicato all’oro verde, “per ora è solo un’idea, ma ci stiamo riflettendo seriamente”.

 

Doganieri Miyazaki | Castiglione in Teverina (VT) | fraz. Vaiano, 3 | tel. 333 2807985 | www.facebook.com/doganierimiyazaki/

 

a cura di Michela Becchi

 

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