Prime spremiture e primi assaggi per l'olio nuovo di due grandi aziende, storicamente simbolo di qualità e tipicità: Orsini di Paola Orsini di Priverno e Torretta di Maria Provenza a Battipaglia. Due aziende al femminile, due grandi aziende. Ecco le nostre impressioni all'inizio della stagione dell'olio.
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Prime spremiture e primi assaggi per l’olio nuovo di due grandi aziende, storicamente simbolo di qualità e tipicità: Orsini di Paola Orsini di Priverno e Torretta di Maria Provenza a Battipaglia. Due aziende al femminile, due grandi aziende. Ecco le nostre impressioni all’inizio della stagione dell’olio.

La caratteristica più marcata che rende l’olivicoltura italiana inconfondibile e inimitabile nel mondo è il grande numero di varietà di olive (cultivar) esistenti nel Belpaese. L’Italia è, insomma, anche il paese dei mille “campan-oli”. Un aspetto significativo che permette, di conseguenza, ai produttori di caratterizzare in modo quasi univoco il proprio olio.
Siamo andati allora a parlare, ma sopratutto a vedere e ad assaggiare, come procedono le prime spremiture in due aziende che storicamente hanno fatto della qualità e della tipicità i loro emblemi. Parliamo di due aziende al femminile: Orsini di Paola Orsini di Priverno (Latina) e Torretta di Maria Provenza a Battipaglia (Salerno).

A Priverno abbiamo assistito ad una specie di “festa della prima spremitura” dove erano presenti amici, conoscenti ed estimatori dell’olio Orsini abbinato per l’occasione a funghi porcini e ovuli crudi e cotti, carne di bufala, mozzarelle che hanno reso la giornata piena e frizzante.
Il primo olivaggiolavorato è stato realizzato, in verità, con maggioranza Leccino, già ben invaiato e pronto per il miglior olio, e quantità in percentuali più basse di Itrana e Frantoio, ancora molto verdi. Le rese, per essere i primi giorni di ottobre, si sono rivelate interessanti: 10/12 chili di olio per quintale di olive.
Al saggio sensoriale l’olio ha rivelato all’olfatto la presenza e la prevalenza olfattiva di Itrana e Frantoio, con sentori di foglia di pomodoro ed erba freschissimi, anche se la percentuale di queste due cultivar nel blend è molto bassa: 20%.
Al gusto invece prevale la piacevolezza, rotondità e i sentori di mandorla dolce tipici di olio di Leccino raccolto al momento giusto.

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Nel caso della Torretta di Maria Provenza invece quello che più ci ha colpito oltre che alla qualità dell’olio che sotto descriveremo, è stata la bellezza, l’efficienza super tecnologica del suo nuovo frantoio: praticamente una frangitura alla Star Trek, con macchine del futuro. Impressionanti per efficienza e bellezza le gramole non più quadrate, ma rotonde e dotate di sistema di eventuale inserimento di azoto in fase di lavorazione e di un efficientissimo sistema di lavaggio alla fine di ogni partita di olive che permette quindi di iniziare una nuova frangitura con macchine pulite in modo maniacale.
Al saggio sensoriale l’olio di Maria Provenza ha rivelato la sua eleganza e armonicità: un olio al femminile. Morbido con sentori piacevoli e freschi di mandorla ed erba all’olfatto, confermati in intensità e gradevolezza anche al gusto in un perfetto equilibrio. Un olio che è già piccolo capolavoro insomma. Olivaggio del blend: Leccino 50% Frantoio 30%, Rotondella 20%. Rese anche qui intorno al 12%.
Insomma l’annata, a vederla da queste latitudini, sembra proprio promettere bene.

Orsini | Priverno (Lt) | via Villa Meri | tel. 0773.913030 | www.olioorsini.it

Torretta | Frazione Torretta – Battipaglia (Sa) | | via Serroni Alto 29 | tel. 0828.672615 | www.oliotorretta.it

a cura di Giulio Scatolini