Pane amore e ospitalità

1 Mar 2012, 12:30 | a cura di Gambero Rosso
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Ci sono i wine bar con cucina, le trattorie con camere, gli alberghi con (più o meno) validi ristoranti. Le combinazioni/contaminazioni possono essere diverse e originali - e c'è di che divertirsi alla ricerca di quella più improbabile, tra show room con caffetteria, book cafè, cinema con menu dedicati, palestre con b

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istrot bio e via dicendo -, perché quel qualcosa in più accende la curiosità e attira visite, è un comfort accessorio e un piccolo lusso che rende un'esperienza già piacevole in sé anche originale, e talvolta irripetibile altrove.

 

Una prima colazione comme il faut può essere un lusso vero, e non piccolo, né insignificante: la fragranza del pane caldo, il profumo dei cornetti che “lacrimano” di confettura, magari artigianale, e quello delle crostate appena sfornate, le frolle tiepide, il tepore umido che appanna i vetri quando è ancora presto e fuori fa freddo. E ad Asiago c'è uno storico panificio che da un paio d'anni ha sublimato in questo senso il binomio “letto e colazione”.

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Pietro Bonomo, ventinovenne maestro di sci, esponente della settima generazione dei Keple (il soprannome in dialetto cimbro dei Bonomo, che anticamente indicava il cappellino da panettiere), ha preso in mano le redini della bottega di famiglia e si è inventato una formula nuova (forse unica), dando continuità e veste moderna all'impresa del suo trisavolo. Alla ristrutturazione dell'intero edificio è seguito l'allestimento di un angolo caffetteria, per poi ricavare al piano di sopra tre camere (della montagna, dei cuori, sotto le stelle) con formula B&B. Gli ospiti possono pernottare con tutte le comodità, e al mattino ad attenderli c'è un risveglio è da re.

 

25 formati di pane, dal tipico zoccolo vicentino (48 ore di lievitazione) a quello ai 7 cereali o di farina macinata a pietra, passando per gli speciali conditi (con olive, zucca, peperoni o a base di farina di patate). E poi una sfilza di tentazioni dolci, dalla torta con farina di mais e mele alla “penna nera” con noci e grappa (senza uova e con burro dei caseifici di montagna) e alla “montanara” (con le mandorle). Ma non è tutto. La famiglia (papà Agostino e mamma Donatella insieme a Pietro, il motore del nuovo corso, e Alberto, il secondogenito) si occupa di tutti gli aspetti dell'ospitalità, compresa l'organizzazione di corsi di sci o di golf, di gite ed escursioni nell'altopiano, e anche di degustazioni dei prodotti tipici (caseari in primis).

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Che dire? Tanto di keple...

 

 

B&B Al Forno dei Keple
via J. Scajaro, 6
Asiago
Tel. 0424 462604
www.keple.it

 

 

Valentina Marino
01/03/2012

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